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Rubrica Vita Nostra Settembre 1924



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VITA SEZIONALE


   La concessione delle riduzioni ferroviarie ai Soci della C.A.E.N.


A felice conclusione di un'azione diligentemente svolta dalla Direzione della C.A.E.N., il Ministero delle Comunicazioni, in accordo con quello delle Finanze, ha di recente emanato il decreto che estende il godimento delle ridu-zioni ferroviarie agli alpinisti iscritti alla C. A. E. N.
Si tratta di una concessione unica (XIV) interessante la Federazione Ginnastica Italiana, il Comitato Olimpionico Nazionale, il C. A. I. e la C.A.E.N., in virtù della quale per le comi-tive di almeno cinque membri regolarmente federati, nelle gite potranno fruire dei ribassi stabiliti della tariffa differenziale B. Le norme relative all'applicazione del decreto sono assai semplici: occorre naturalmente che ogni iscritto sia in regola di tessera e di quota.
In attesa che l'Amministrazione delle F. S. significhi l'entrata in vigore del decreto, la Direzione della C.A.E.N. ha alacremente iniziato il lavoro di organizzazione atto a consentire il regolare godimento della concessione.
Noi, dando ai Consoci questa notizia che certo li rallegrerà, sentiamo il dovere di tributare alla benemerita Direzione della C:A.E.N. l'espressione della riconoscenza sociale, e dal successo di questa prima iniziativa, osiamo trarre il più lusinghiero auspicio per le affermazioni future.
La Direzione

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ATTIVITÀ SVOLTA


   La VI Settimana Alpina - Rifugio Genova - 3-10 agosto 1924


Riassumere le vicende della sesta settimana della Giovane Montagna, a penna più felice della mia non dovrebbe essere cosa difficile: per me è accessibile soltanto una schematica forma di diario, per quanto la soddisfazione provata al parteciparvi ed il desiderio di decantare la bellezza della regione mi suggeriscano quasi di ricorrere anch'io a vesti descrittive più elevate e smaglianti. Ma non mi cimenterò: sarò pago di aver raccontato, con semplicità e convinzione, agli amici che non furono della nostra brigata, come i sette giorni passati al Rifugio Genova e dintorni meritassero davvero di essere vissuti, non indegni certo né del nostro entusiasmo né delle nostre pretese, e sarò pago se, nei prossimi annali della Giovane Montagna, qualcuno di questi amici vorrà raccontare anche lui, modestamente o brillantemente, le vicende alpinistiche di qualche suo soggiorno nelle Marittime. La schiera non numerosa considerata in rapporto alle precedenti settimane salita lo scorso agosto nel Vallone delle Rovine, ha pertanto affermato la presenza di un sano eclettismo nel nostro spirito alpinistico: la settimana della Giovane Montagna: nelle Marittime rimarrà nella storia del nostro piccolo mondo alpinistico una manifestazione non soltanto coraggiosa-niente .pensata ma anche coraggiosamente vissuta, e mi pare sia questo titolo autentico di onore.
Ai compagni che divisero con me la provvida e generosa ospitalità del Rifugio Genova, e che con me auspicarono con gioia alle fortune della Giovane Montagna dalla vetta dell'Argentera, rinnovo un affettuoso saluto: troveranno qui elencate le vicende di una delle nostre più care parentesi alpine, vissute in armoniosa fraternità, tutta felice e piana, e se, per amore dei ricordi, torneranno ad esse più e più volte, vi ritrovino sempre almeno un briciolo di quella nostra beatitudine montana, e per essa, mandino anche in avvenire un pensiero gentile e riconoscente, a quanti nella Giovane Montagna e fuori di essa, con amicizia e lavoro si adoprarono per la riuscita della manifestazione.
Domenica, 3 agosto.
Una gradita sorpresa: neanche un passo da fare col sacco in spalla. Il viaggio Torino-Ponte delle Rovine si farà su torpedone, e questo, gentilmente, il mattino di buon'ora si reca ai singoli domicili e raccoglie la brigata.
Così la bella scorrazzata per la pianura, nella frescura dell'ora mattutina acuisce gli entusiasmi e ispira a tutti le più rosee speranze.
A Cuneo si arriva alle 8 e si fa tappa per la Messa e per una seconda colazione, poi si riprende subito per Entraque ed il Ponte delle Rovine. Durante quest'ultima parte del viaggio, tra un colloquio e un accordo con le personalità locali e i dirigenti del servizio logistico della settimana, incominciamo a far conoscenza dell'ambiente, cercando di scoprire i profili in-teressanti delle mete in programma e tacitamente ammirandole
Al Ponte delle Rovine, terminando la carrozzabile, lasciamo i comodi sedili del torpedone, affidiamo i sacchi a una squadra di muli, e con parca dotazione di provviste iniziamo la marcia d'avvicinamento. Le sorgenti del Camus, il lago delle Rovine, tranquillo e sperduto, il Colle Laura, sono le tappe di un comodo cammino, ed infine il Rifugio Genova ne è la mèta. La località è deserta e squallida, ma nella piccola casa c'è quasi un senso di intimità, e l'installazione non potrebbe essere più soddisfacente. L'ospitalità della Sezione Ligure del C.A.I. ha voluto che questa casetta, in occasione della nostra venuta, fosse tutta linda e rimessa a nuovo: noi non possiamo non compiacercene con riconoscenza e alpinisticamente ringraziamo.
Prima del riposo si fa consiglio per decretare la meta di domani: ma non è uno di quei consigli tipo... Corso Oporto: molto sollecitamente si è tutti d'accordo a scegliere la Cima Caire dell'Agnel (m. 2928) che si presenta aguzza, indorata dagli ultimi raggi del sole.
Lunedì, 4 agosto.
Partenza alle 5 dal rifugio. Si risale la morena frontale dell'antico ghiacciaio, si costeggia il lago Brocan increspato dalla brezza e per ripidissimi pascoli si raggiunge il Colle dell'A-sino. Di qui alla vetta la via si fa più interessante, un nevato, poi un canalino alquanto ripido, qualche manovra di roccia non difficile, la cima.
Il panorama del gruppo del Gelas è grandioso; appaiono la Maledia, il Clapier, il Muraion; sotto di noi si snoda in lungo nastro la mulattiera che dal Roc Fenestrelle scende al Prayet. Ma verso il mare c'è della foschia, e la pianura piemontese giace sotto il velo di densi nembi. I vallone delle Rovine pare un'immensa marmitta in ebullizione. Ritorniamo per la stessa via e alle 17 siamo già al rifugio, per goderci tranquillamente il tramonto e, tra un intingolo e l'altro, discutere e deliberare sulla mèta del domani : la cima Brocan (m.3054).
Martedì 5 agosto.
Risaliti al lago Brocan, la comitiva si scinde: parte resta la lago, e parte, costeggiandone tutta la riva occidentale si porta ai pascoli e alle petraie che salire è duro. Anche oggi un po' di neve e un po' di arrampicata, ma è roccia malferma e persin la stessa cima vacilla... Neanche oggi ci è dato vedere il mare: è una disdetta. In compenso c'è vista estesissima sulla pianura cuneese. Ridiscesi al lago Brocan, ritroviamo i compagni lasciativi il mattino: non si sono mossi! Alpinismo contemplativo ! Al Rifugio, dopo cena, si stabilisce di puntare, pel domani, al Colle e Cima Chiapous (2816 m.).
Mercoledì, 6 agosto.
Si tratta di una passeggiata: al colle poi c'è un baraccamento militare dove parte della comitiva si arresta. Ma anche la vetta è cosa da nulla: vista niente. Nel pomeriggio le nebbie si addensano: pare anche ritardino i rifornimenti, e si incomincia a dubitare sulla gita al Gelas, messa in programma per domani. Verso sera giungono le provviste ma il tempo peggiora: la guida esclama: nella fabbrica della nebbia si lavora. E noi ci si corica imbronciati.
Giovedì, 7 agosto.
Alle 3,30 consultazioni metereologiche: piove. Non c'è altro da fare che voltar di fianco: Addio Gelas! La pioggia cessa verso le io, e noi si esce timidi per la... pesca delle rane. E' un passatempo anche questo, e non comune. Solo nel pomeriggio c'è una schiarita e se ne approfitta per una scalata alle vicine Rocce di Laura (m. 2200). Siamo al completo e ce la passiamo allegramente così, facendo buon viso a cattiva sorte, girando e rigirando questi spuntoni, finché si ridiscende al Rifugio. Qui, nella serata, grandi cori, animati dalla gioia di un tramonto finalmente limpido e fresco. La guida, preannuncia una buona giornata per domani commentando in sordina: nella fabbrica della nebbia c'è sciopero oramai!
Venerdì. 8 agosto.
E' la giornata principe della settimana: Cima Nord dell'Argentera (m. 3288). La via non è difficile: abbandonata presto la mulattiera del Colle Chiapous, si sale al piano del Baus attraverso uno stretto canalone, e poi per gli ultimi pascoli, si passa sotto i dirupi della costola Sud Est della cima Sud fino a raggiungere la base del costolone Est del Monte Stella. Per rocce montane, detriti e nevati si perviene ad uno di questi più ampio e ripido chiuso in cerchio tra la Cima Nord, la Punta del Gelas di Laurousa ed il Monte Stella. Risalito questo nevato in direzione della vetta, per un'ampia cengia e poi per ripidi scaglioni di buona roccia, verso le nove tocchiamo la vetta, con piena soddisfazione. E' la consacrazione del successo della settimana: spieghiamo al vento il nostro gagliardetto bianco azzurro e sostiamo alcun po' in contemplazione del panorama. Finalmente ce n'è di che.
Le Alpi, dal mare alle lontane Pennine, si stendono in superba cerchia: riconosciamo parecchie delle nostre mete, e il salutarle da questo belvedere lontano ed isolato ci riempì l'animo di commozione. Oh! non è un'esplorazione la nostra, né un'ascensione di grido, tuttavia ci trema la mano nell'apporre la firma sul registro che quassù ha collocato la provvida sezione Ligure del C.A.I., e con questa modesta operazione segniamo una nuova brillante affermazione della nostra G. M.
Ma fa d'uopo discendere: l'incanto del panorama sminuisce rapidamente pel sorgere delle nebbie e l'occultarsi del sole. Il tempo ci ha fatto credito giusto giusto per consentirci la gioia della vittoria: ora riprende il suo broncio, ma noi oramai ce ne disinteressiamo. La discesa ci riporta assai presto al rifugio, ove più attenti alla cena che al cielo non ci accorgiamo quasi d'un incipiente acquazzone.
Ripariamo nel rifugio, e la serata si protrae oltre le ventitré in fraterna allegria.
Sabato, 9 agosto.
Credo che più d'uno di noi abbia salutato con benevolenza il permanente broncio del cielo. Cosi le sveglie hanno potuto compiersi lentamente nella mattinata, senza rimorso per le ore di sole perdute.
E' soltanto nel pomeriggio che, rischiaratosi, si fanno... due passi fino al Colle Fenestrelle, (2479), tanto per vedere ancora una volta dall'alto il nostro rifugio.
Rincasati, occorre disporre pel San Martino: la serata non ha più nulla a vedere con la precedente: è tutto un sommesso lavoro di raccolta e di armamento: i muli già aspettano i ridotti carichi. Ma prima di richiuderci nel piccolo ambiente diamo un commosso saluto alla bella corona di punte che ne circonda, per imprimercene meglio l'immagine sublime.
Domenica, 10 agosto.
Lasciamo il rifugio all'albeggiare e camminiamo solleciti: al Colle di Laura, istintivamente, ci volgiamo tutti a salutare la nostra sede di questi giorni: è un arrivederci il nostro, pieno di serena fiducia.
Entraque ci accoglie verso le 9. Alle 10 conveniamo alla Parrocchia per la Messa: è in tutti un fervore riconoscente verso Chi dall'alto ha guidato i nostri passi su per i monti, affinché, con i corpi, si elevassero anche gli animi nostri verso le più sublimi verità e bellezze.
Anche dopo ripresa la via per Borgo San Dalmazzo, e consumato qui, tra schietta e se-rena letizia, il tradizionale pranzo di chiusura, e poi giù nei dondolanti carrozzoni ferroviari verso Torino, socchiusi gli occhi e aperto l'animo alle considerazioni, abbiamo tutti sentito la soddisfazione più pura della trascorsa settimana: una elevazione confortatrice dello spirito che non scema anche se le nostre persone, di scese dai culmini, ritornano a percorrere, in quotidiano affanno, le vie anguste e tormentose della città.
Vittorio Bertolone.

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VITA SEZIONALE


   IN BIBLIOTECA


Avvertenza.
Allo scopo di concorrere alla diffusione della sana letteratura alpina, la Direzione della Rivista si incarica dell'ordinazione e recapito delle pubblicazioni elencate in questa rubrica, per conto di quei Soci e Lettori che gliene faranno richiesta.

Pubblicazioni ricevute in omaggio:

F. GEX. - Le Petit Saint-Bernard - Le Mystère - Le Col - Les Routes - L'Hospice - Les Voyageurs. Librairie Dardel - Chambery 1924 - (ved. recensione a pag.210 nel presente numero).

F. SACCO. - L'Esogenia quaternaria nel Gruppo dell'Argentera (Alpi Marittime).
(Estratto dal Giornale di Geologia Pratica. Anno IX - Fasc. V-VI).
In occasione della VI Settimana Alpina nel Gruppo dell'Argentera, il dotto A. ha voluto gentilmente offrire alla Biblioteca Sociale questo suo profondo studio sulle trasformazioni subite dalla regione per effetto di azioni superficiali ed esogene, nell'Era quaternaria, azioni di cui rimangono tracce o resti imponenti in tutto il Gruppo.
La trattazione, condotta con competenza degna dell'A., esamina dettagliatamente i vari ef-fetti di questa Esogenia, rappresentati da depositi alluviali, detritici, morenici, da erosioni, solcature, striature, ecc., riportandone le conclusioni su una carta al 100.000 annessa all'opuscolo, ed estesa a tutto il Gruppo.

F. SACCO. - Monviso. - Estratto dalla Riv. Mensile del C.A.I., Luglio 1924.
In forma piana ed elegante, l'A. illustra, col sussidio di alcune fotografie e di una chiara sezione del Gruppo la storia geologica e gli aspetti di questo caratteristico monte, ornamento delle Alpi Occidentali, Cervino delle Alpi Cozie, Padre del Po.

ABBÉ J. TRÉVES: L'Ancien Rû d'Emarèse Aosta, Impr. Cath., 1916. - Ecrivons l'Historie de notre Paroisse, Aosta, Impr. Cath., 1921. - Una injustice qui crie vengeance! (La sup-pression des écoles de hameaux dans la Vallée d'Aoste). Aosta, Impr. Cathol., 1923.
Il battagliero ed erudito curato di Promiod, seguendo le tradizioni del clero valdostano, ci presenta in questi opuscoli alcuni saggi della sua lodevole attività letteraria, intesa a diffondere il culto delle vicende storiche della grande vallata alpina, e ad agitare nella sua popolazione il sacro entusiasmo e le fattive energie per la conservazione delle proprie nobili prerogative morali ed intellettuali. L'opuscolo dedicato alla questione che oggi appassiona al massimo grado l'anima valdostana mira principalmente alla restaurazione delle piccole scuole dei villaggi, patrimonio tradizionale di fede e di coltura, arma efficace contro l'analfabetismo ed il vizio. Per questa sua illuminata ed infaticabile opera di propaganda, l'A. merita la più viva ammirazione, e noi gli auguriamo ampia messe di sod-disfazioni.

ABBÉ E. BIONAZ: L'Alpinisme à l'eau de rose (Paysages Valdôtains). Paris, Editions de la Vallé d'Aoste, 1924.
I lettori già conoscono gli scritti del curato di St. Nicolas: questa prima serie di bozzetti che il Segretariato per gli Emigranti Valdostani a Parigi raccoglie in un opuscolo, è comparsa a puntate sul settimanale La Vallée d'Aoste e mira a divulgare l'amore per la montagna in forma contemplativa, descrittiva e me-ditativa: un brio tutto caratteristico dell'A. rende la lettura doppiamente interessante.
Ci ripromettiamo dalla penna dell'Abbé Bionaz che sappiamo non pigra ne monotona una lunga continuazione di questi suoi scritti, degni delle più pure tradizioni valdostane.

Le Gite Turistico-Alpine del R. Istituto Tecnico G. Sommeiller negli anni 1921-22-23.
Riccardo Adalgisio Marini, l'infaticabile paladino dell'Alpinismo e del turismo scolastico della nostra città ha pubblicato in questi giorni, in unione al suo coadiutore Piero Bosio, che è anche nostro amico e collaboratore, un interessante opuscolo recante la cronistoria delle gite turistico-alpine del R. Istituto Tecnico G. Sommeiller, opuscolo che si fa leggere d'un fiato, non senza sodisfare anche le più eccessive pretese.
Seguono le pagine descriventi l'organizzazione delle gite quattro Frammenti di diario del Bosio veramente sentiti, vivi e toccanti anche se precipuamente letterari.

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   CRONACA


Il Consocio e Collaboratore nostro Dottor Can. Giustino Boson di Aosta, è stato di recente nominato professore di Filologia Orientale all'Università Cattolica del S. Cuore in Milano.
La Giovane Montagna se ne compiace vivamente e formula i migliori auguri.

Il Presidente della C. A. E. N. e della consorella U. E. T. Conte Avv. Toesca di Castellazzo, è stato recentemente nominato Grande Ufficiale della Corona d'Italia. L'alta onorificenza ben compete al valoroso professionista ed attivo propagandista della causa nostra, per cui con particolare compiacimento porgiamo da queste colonne le più sincere felicitazioni.

Rallegramenti vivissimi al Consocio Mario G. Masante, insignito di motu proprio di S. M., della Croce dei SS. Maurizio e Lazzaro; e al Consocio Cesare Trucchi già Cav. di San Silvestro e nominato recentemente cavaliere della Corona d'Italia.

Il Consocio Paolino Gilli di Crissolo ha conseguito nella R. Università di Torino con brillante votazione la laurea in belle lettere. Rallegramenti ed auguri.

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   LUTTI


Le Consocie signorine Palomba hanno avuto la sventura .1i perdere la carissima Mamma : rinnoviamo le più vive condoglianze.
L'Angelo della morte ha pure visitato la famiglia della nostra Socia M. Letizia Reviglio, privandola del suo buon Papà. A Lei, alle sorelle, a tutta la Famiglia Reviglio l'espressione sincera del nostro cordoglio.

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