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Notiziario Sezione di Torino Giugno 2002



ATTENZIONE: Nel testo seguente sono state riportate soltanto le parti del notiziario interessanti
al fine delle ricerche, il contenuto completo, nel formato originale, può essere consultato scaricando
il notiziario in formato pdf cliccando sull'immagine a lato.







ATTIVITÀ PREVISTA


   6-7 luglio - Levanna Orientale (3555 m) (A)


Località di partenza ... : Forno Alpi Graie 1219 m
Dislivello.................. : 1° g 1050 m 2° g 1300 m
Tempo di salita......... : 1° g 2,30 h 2° g 4/4,30 h
Difficoltà ................. : PD
La Levanna Orientale è la cima meno elevata del gruppo, ed anche la
più frequentata dal versante italiano.
Noi saliremo il sabato pomeriggio al rifugio Daviso (2280 m) partendo
da Forno Alpi Graie (1219 m; 2,30 h).
Da qui, il giorno successivo, partiremo in direzione del colle di Fea
(2595 m), che si raggiunge in circa 1 ora. Si prosegue quindi su morena fino
a raggiungere il ghiacciaio della Levanna e da qui si continua in direzione
del Passo dell'Arc. Si rimonta un marcato sperone di roccia ed una successiva
crestina nevosa fino all'ampio nevaio a Sud della cima. Attraversatolo
si punta, per un ripido pendio, al colletto che separa anticima e cima.
L'ultimo tratto è di facili roccette. (3 ore dal colle di Fea)
Attrezzatura ............. : piccozza, ramponi, imbragatura, corda, 2 moschettoni
con ghiera, alcuni cordini
Equipaggiamento ...... : abbigliamento da alta montagna
Ritrovo di partenza.... : P. Rebaudengo alle 12,00 h
Mezzo di trasporto .... : auto private
Coordinatore di gita... : Daniele CARDELLINO tel. 0118172212
Termine iscrizioni ...... : giovedì 20 giugno

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   14 luglio - Forte de l'Olive (2230 m) (E)


Località di partenza ... : Plampinet (Briançon) 1470 m
Dislivello.................. : 754 m
Tempo di salita......... : 2,30 h
Difficoltà ................. : Escursionisti
Il forte de l'Olive è posto su di uno sperone situato di fronte al colle
della Scala (Bardonecchia) nella valle di Névache. La sua funzione militare
era infatti quella di battere il colle della Scala, il vallone Des Acles ed il pianoro
di Thures. Il forte è stato costruito nel 1883 e nel giugno 1940 ingaggiò
una battaglia con il forte dello Jafferau, ma il forte dello Chaberton
lo ridusse al silenzio. La via di accesso da noi scelta per raggiungere il forte
de l'Olive si diparte da Plampinet nella valle della Clarée e si svolge dapprima
sul costone boscoso del Sapé de l'Olive per sentiero abbastanza ripido,
indi ci si porta sul versante nord, si attraversa un muraglione e si raggiunge
il forte entrando per il portale est (2,30 h). Notevoli sono la spianata piazza
d'armi, la torre d'angolo NE con le aperture inclinate verso il basso per la
difesa ravvicinata (créneaux de pied) poste sul fronte bastionato, la caserma
e le gallerie di accesso ai cannoni in caserma. Dal forte de l'Olive si può
raggiungere in circa 45 minuti il forte Lenlon (2508 m), l'unico totalmente
intatto di tutto il briançonnais e curiosamente in parte cinto da inferriata.
La discesa avverrà per il medesimo percorso. Il forte de l'Olive è anche
raggiungibile in 2,30 h dal colle Granon (2413 m) utilizzando una strada
sterrata vietata alle auto in leggera discesa, buona anche per biciclette da
montagna. Il colle Granon dista da Briançon 17,5 km di ottima strada asfaltata.
Equipaggiamento ...... : Da media montagna
Attrezzatura ............. : Pedule (con bel tempo anche scarpe da ginnastica)
Ritrovo di partenza.... : P. Bernini alle 07,30 h
Mezzo di trasporto .... : pullman o auto private
Coordinatore di gita... : Vittorio GERMANO tel. 0113091547
Termine prenotazioni . : giovedì 11 luglio in sede

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   20-21 luglio - Monte Emilius (3559 m) (A)


Località di partenza ... : Pila (1790 m)
Dislivello.................. : I° g 800m II° g 1100 m
Tempo di salita......... : I° g 2 h II° g 4 h
Difficoltà ................. : PDLa
mole imponente del Monte Emilius tante volte, transitando nei pressi di
Aosta, ha attirato la nostra attenzione.
Quest'anno proveremo a salirvi dalla via normale della cresta Sud, o magari
da qualche itinerario più impegnativo, a seconda del livello dei partecipanti.
Da Pila raggiungeremo il nuovo rifugio Arbole (2490 m circa) situato nei
pressi del lago omonimo.
Partiremo da qui, la mattina successiva, per salire alla vetta.
Equipaggiamento: da alta montagna
Attrezzatura ............. : imbragatura, corda, piccozza, ramponi, discensore,
2 moschettoni con ghiera, alcuni cordini.
Ritrovo di partenza.... : P. Rebaudengo alle 13,00 h
Mezzo di trasporto .... : auto private
Coordinatore di gita... : Daniele CARDELLINO tel. 0118172212
Termine Iscrizioni...... : giovedì 27 giugno

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   21 luglio - Col de Sollières (2639 m) (MTB)


Località di partenza ... : Col du Mont Cenis - bivio per il Col du Petit Mont
Cenis (2050 m)
Dislivello in salita ...... : 800 m
Tempo di salita......... : circa 3 ore
Difficoltà ................. : BC
DESCRIZIONE: Si percorre per breve tratto la RN 6, superando il colle, e si
imbocca la prima strada a sinistra, in corrispondenza di la Ramasse. La
strada sterrata, con un buon fondo, presenta alcune rampe più ripide e lunghi
traversi a messa costa nel bosco, raggiungendo il Replat des Ca-nons.
Con alcuni tornanti si esce dal Bois de Montfroidon e, superato un bivio, si
continua a salire fino ad aggirare un costone. Con un lungo mezzacosta,
dove la strada è in parte franata ed è quindi necessario portare la bici a
mano per brevi tratti, si perviene al Col de Sollières. La strada prosegue
(variante facoltativa, con ulteriori 190 m di dislivello) verso il Montfroid
(2822 m), che deve essere raggiunto a piedi nell'ultimo tratto. Dal colle si
scende verso Sud per un bel sentiero ciclabile che attraversa ampi pascoli;
sentiero che diventa poi carrareccia e si congiunge con la strada sterrata
del Col du Petit Mont Cenis, lungo la quale si torna - con una risalitina finale
- al punto di partenza.
Equipaggiamento ...... : caschetto (consigliato); portare anche abbigliamento
da montagna: se manca il sole può fare molto
freddo
Attrezzatura ............. : mountain-bike (almeno 18 rapporti), borraccia, una
camera d'aria di ricambio
Ritrovo di partenza.... : C. Regina Margherita C. Potenza
(pal. Maffei) alle 07,00 h
Mezzo di trasporto .... : auto private
Coordinatore di gita... : Giorgio ROCCO tel. 0119359608
Termine prenotazioni . : giovedì 18 luglio

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   4-10 agosto - Settimana di Pratica Alpinistica


La settimana di Pratica Alpinistica quest'anno si terrà nelle Dolomiti di
Brenta, con base al rifugio Agostini (2410 m)
Da qui si potrà partire per salire la Cima d'Ambiez, la Cima Tosa, la
Cima di Brenta, il Campanile Basso e numerose altre punte, lungo itinerari
di varia difficoltà. L'ambiente e le caratteristiche della roccia, anomala per
noi "occidentali" sono un invito a cimentarsi con l'aerea arrampicata dolomitica.
Lo scopo principale della Settimana di Pratica Alpinistica è quello di
fornire ai partecipanti valide esperienze e nozioni da poter poi mettere a
frutto collaborando all'attività delle rispettive sezioni.
I soci di Torino che già arrampicano e sono interessati a partecipare alla
Settimana di Pratica Alpinistica potranno avere tutte le informazioni a riguardo
rivolgendosi a Daniele CARDELLINO (tel. 0118172212) entro il 30
giugno.

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   22-25 agosto - Trekking Alpinistico sulle Alpi Venoste


La Commissione Centrale di Alpinismo e Scialpinismo organizza un trekking
alpinistico sui ghiacciai delle Alpi Venoste.
Il programma prevede una traversata: dal rifugio Bellavista la salita alla Palla
Bianca (3738 m), salita alla Punta di Finale e discesa al rif. Similaun, salita
al Piccolo Similaun (3369 m) ed al Similaun (3602 m).
Si tratta di un percorso alpinistico su ghiacciaio con la possibilità di percorrere
alcuni tratti su roccia. Non presenta particolari difficoltà tecniche, ma
è necessaria la pratica nelle manovre di cordata e di progressione su ghiacciaio,
nonché un buon allenamento.
Materiale necessario: corda, piccozza, ramponi, imbracatura, due moschettoni
a ghiera, alcuni cordini, ghette ed abbigliamento da alta montagna.
Poiché si prevede un massimo di 20 partecipanti si consiglia agli interessati
di contattare tempestivamente il coordinatore dell'attività.
Iscrizioni entro il 30 giugno (è richiesta una caparra di 50 Euro a persona).
Per informazioni dettagliate su programma ed itinerari rivolgersi a:
Daniele CARDELLINO (tel. 0118172212)

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   GITE FAMIGLIA


14 luglio - Coordinatori...... : Marco DEMARIA tel. 0113170640
Marco PONSERO
8 settembre - Coordinatori. : Marco DEMARIA tel. 0113170640
MariaTeresa BOLLA tel. 0113472307
Sono naturalmente ben accetti tutti coloro che vogliono passare una piacevole
giornata in compagnia.

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   7-8 settembre - Pelvo d'Elva (3064 m) (EE + E)


Località di partenza ... : Colle della Bicocca (2285 m)
Dislivello in salita ...... : 779 m
Tempo in salita......... : 2,30 / 3 h (A) - 4 / 4,30 h (B)
Difficoltà ................. : Minima esperienza alpinistica (percorso A)
la montagna più bella e appariscente dello spartiacque Maira - Varaita ?
si innalza improvvisa dai prati del Colle Bicocca ed è facilmente individuabile
dalla pianura cuneese. Il nome è legato al paese di Elva, posto in una
conca laterale della Valle Maira, ma l'immagine più caratteristica del Pelvo
è quella che si coglie imboccando la Val Varaita di Bellino: sulla sinistra, altissimo
sopra i boschi di conifere, forma una piramide quasi perfetta, collegata
da una cresta rocciosa ad un'altra piramide più bassa.
Percorso "A" - Dal Colle della Bicocca, dove lasciamo l'auto, percorriamo il
sentiero che risale il crestone erboso fin sotto ripide rocce. Una traccia
segnalata verso sinistra risale i pendii di erba e rocce inoltrandosi in un
canalone. Percorriamo il suo fondo di roccia, a tratti liscio, (pericolo di
caduta sassi) e lo si abbandona in alto su un panoramico terrazzino. Da
questo punto è ben visibile la croce della vetta che si raggiunge con percorso
su facili pietraie.
Percorso "B" - Sempre dal Colle, si percorre la pianeggiante mulattiera che
porta verso il Lago e il ricovero Camosciere (2664 m), una traccia risale
il facile pendio erboso della Cima Camosciere, ne taglia su pietraie il versante
ovest, si sale al Colle omonimo (2899 m) e con un'ultima impennata
si arriva in vetta.
Bel panorama a 360° dalle Alpi Liguri alle Cozie, italiane e francesi.
Per chi teme di non reggere la lunghezza della gita si prospetta la possibilità
di fermarsi in vista dei laghi a metà circa del percorso.
Pernottamento a Serre.
Gita in compagnia dei soci della sezione di Cuneo.
Ritrovo e Partenza..... : P. Caio Mario alle 15,00 h
C. Agnelli C. Settembrini
Mezzo di trasporto .... : auto private
Coordinatore di gita... : Laura REGGIANI te. 011388859

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   28-29 settembre - Raduno intersezionale nelle Alpi Liguri (A + E)


Il raduno per l'anno 2002, organizzato dalla sezione di Genova, si
svolge nell'alta Valle Tanaro (Viozene) al Rifugio Mongiòie (1550 m) alle
pendici del monte omonimo.
L'ambiente dove si svolge, è particolarmente indicato per favorire tutti
i gusti alpinistici. È un'occasione ed un invito ad incontrarci in molti e così
rinverdire i ranghi dei partecipanti a questi raduni.
Il Mongiòie (2530 m) è una delle più note e frequentate cime delle Alpi
Liguri. Separa la Valle Tanaro dalle Valli monregalesi. S'innalza con arditi
contrafforti rocciosi sopra gli ampi pascoli di Viozene. Le pareti di placche
lisce sono percorse da spettacolari vie di salita in gran parte attrezzate, per
il divertimento degli arrampicatori.
Per gli escursionisti, un sentiero più tranquillo sale al Bocchin d'Aseo a
quota 2050 m, seguendo poi un canale ripido ma non difficile e per ampi
dossi si raggiunge la cresta sommitale, rocciosa e pianeggiante ed in breve
si giunge alla vetta. Il panorama è vastissimo, la vista spazia in tutte le direzioni
dalle Alpi al Mar Ligure.
Il programma dettagliato non è ancora pervenuto, e sarà nostra cura
esporlo in sede appena possibile.

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   6-13-20 ottobre - Uscite su roccia


Le uscite di arrampicata, quest'anno, si svolgeranno in tre domeniche
consecutive: 6, 13, 20 ottobre.
Le mete saranno palestre di roccia dove sarà possibile scalare sia su
monotiri sia su vie di più tiri. Andremo alla Rocca Sbarua, alle Baciasse, ed
al Bourcet. Tutte queste località offrono salite di varia difficoltà, con la
possibilità, anche per dei principianti, di avvicinarsi all'arrampicata.
Le iscrizioni ad ogni uscita si raccoglieranno in sede il giovedì precedente
all'uscita stessa. L'orario di partenza ed il luogo di ritrovo verranno
definiti sempre il giovedì sera.
Si raccomanda a chi volesse partecipare e fosse sprovvisto di attrezzatura
di contattare con maggiore anticipo il coordinatore di gita.
Attrezzatura ............. : imbrago, caschetto, scarpette, 2 moschettoni a
ghiera, cordini, corda.
Coordinatore di gita... : Daniele CARDELLINO tel. 0118172212

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   13 ottobre - Cima di Rosta (2173 m) (E)


Località di partenza ... : Santuario di Prascondu (Ribordone) 1321 m
Dislivello.................. : 852 m
Tempo di salita......... : 3 h
Difficoltà ................. : Escursionisti
Il percorso di questa gita è parte di un antichissimo passaggio tra la
valle dell'Orco e la Valle Soana attraverso il colle del Crest; il sentiero è
molto battuto, abbastanza ripido e fa parte della G.T.A. e dell'Alta Via del
Canavese.
Dal Santuario (1321 m) seguiremo il segnavia 565 dapprima attraverso il
Santuario stesso, indi passeremo un ponte metallico per abbandonare subito
la carrareccia che sale ad una cappelletta, e ci inoltreremo lungo un torrentello.
Lasceremo dopo pochi minuti il fondovalle per inerpicarci prima sul
fianco poi sulla sommità di un lungo crinale che dal Santuario ci porterà
dapprima per pascoli poi per boschetti di betulle, indi per terreno roccioso
all'alpe del Roc (1812 m). Di qui con numerose giravolte ci porteremo al
colle del Crest (2040 m). Per raggiungere la Cima di Rosta occorreranno
ancora 30÷40 minuti di cammino sia salendo direttamente sia aggirando la
cima dal versante Sud e poi per cresta Sud-Est. Ritorneremo per il medesimo
percorso. Nelle vicinanze dell'Alpe del Roc cercheremo (volendo) di
individuare la cosiddetta dai locali "Bòira dl'a Fèja" grotta con graffito antropomorfo
dell'età del rame.
Equipaggiamento ...... : Da media montagna tenendo presente la stagione
avanzata
Attrezzatura ............. : Pedule
Ritrovo di partenza.... : P. Bernini alle 07,00 h
Mezzo di trasporto .... : pullman max 20 posti o auto private
Coordinatore di gita... : Vittorio GERMANO tel. 0113091547
Termine prenotazioni . : giovedì 10 ottobre in sede

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   26-27 ottobre - Assemblea dei Delegati a Padova


Quest'anno l'Assemblea dei Delegati si riunirà a Padova, ma non abbiamo
ancora programmi ed orari. Verranno esposti nella bacheca della sede
appena perverranno.

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PROSSIME SERATE IN SEDE


   Giovedì 19 settembre - 21,30 h - "LUCI ed OMBRE, CONTRASTI in NATURA"


Lucia Pettigiani, della sezione di Cuneo, presenta una carrellata di immagini
aventi come oggetto gli effetti della luce sul mondo naturale cuneese.

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   Giovedì 10 ottobre - 21,30 h


Daniele Forigo, presidente del gruppo fotografico CRAL-TELECOM, ci propone
tre sue realizzazioni.
- TRENONATURA: La Ferrovia non muore mai
Dall'abbandono di un "ramo secco" al più importante esempio italiano di
ferrovia turistica.
- A CONTATTO COL CIELO
Il parapendio: un mezzo per librarsi nell'aria ed emozionare chi resta coi
piedi per terra.
- ALTRI TEMPI
Oggetti ed attività un tempo comuni diventano, oggi, motivo di curiosità
ed ammirazione.

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VITA SEZIONALE


   APERTURA ESTIVA DELLA CASA PER FERIE NATALE REVIGLIO


1 4 l u g l i o / 2 5 a g o s t o - S o g g i o r n o e s t i v o 2 0 0 2
La Casa riapre ad una nuova estate, per accogliere i Soci della Giovane
Montagna e permettere loro di trascorrervi una serena vacanza. Vi possono
soggiornare TUTTI i Soci dell'Associazione in regola con la quota sociale
2002.
I turni avranno il seguente calendario:
14/21 luglio 4 /11 agosto
21/28 luglio 11/18 agosto
28 luglio / 4 agosto 18/25 agosto
Si invitano i Soci che non hanno particolari impegni di lavoro, a NON organizzarsi
turni di vacanza nelle settimane dal 28 luglio al 18 agosto.
PRENOTAZIONI - Le prenotazioni si accettano da
GIOVEDÌ 9 maggio per i soci della sezione di Torino
GIOVEDÌ 23 maggio per i soci di TUTTE le altre sezioni
Prima dell'invio della scheda di prenotazione, verificare sempre la disponibilità
dei posti, venendo o telefonando in sede, il giovedì sera tra le ore
21,30 e le 22,45 (tel. 011747978) per contattare il responsabile per le
prenotazioni sig. ROCCO Enrico (tel. 0114374598).
L'assegnazione dei posti camera è lasciata a discrezione dei responsabili.
Avuta conferma della disponibilità dei posti, inviare la scheda compilata in
ogni sua parte, accompagnata dalla quota di acconto alla
GIOVANE MONTAGNA - Sezione di Torino
Via ROSALINO PILO 2 bis - 10143 Torino
Le quote di prenotazione potranno essere versate tramite:
assegno bancario NON TRASFERIBILE intestato a
Giovane Montagna - Sezione Torino
bonifico bancario sul c/c n°60008 presso Istit. Bancario
San Paolo IMI di Torino Filiale n°14 - C. Svizzera, 32 Torino
(coord. bancarie: ABI= 01025 / C.A.B.= 01014)
Ricordiamo che le schede di prenotazioni, NON accompagnate dall'acconto,
NON saranno ritenute valide.

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ATTIVITÀ SVOLTA


   25 novembre 2001 - Funzione religiosa al Monte dei Cappuccini


A differenza di quanto annunciato sul Calendario Sociale Annuale distribuito
ai Soci ad inizio anno che citava questa Funzione al 2 dicembre il
consueto ritrovo al Monte dei Cappuccini nella Chiesa di Santa Maria del
Monte si è svolto il 25 novembre.
Come da programma, alle 9,30 h si è celebrata la Santa Messa, questa volta
ravvivata dalla neo-costituita Corale "Giovane Montagna", ricordando i
Soci defunti.
Hanno fatto seguito le consuete felicitazioni ai Soci che da molti anni appartengono
al Sodalizio. Per un curioso gioco della sorte i festeggiati alle
scadenze classiche sono stati solo due: uno ai 20 anni ed uno ai 50 anni. A
tutti i presenti vada un comune ringraziamento per l'attenzione e la dedizione
che prestano all'Associazione.
A conclusione del ritrovo una bicchierata ha permesso ai presenti di scambiarsi
le impressioni sulle attività svolte e, soprattutto, programmare quelle
future.
Ettore Briccarello

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   Consuntivo della Stagione 2002 Sci di Fondo


La stagione sciistica quest'anno è stata poco fortunata: parecchie gite
sono state annullate o posticipate per mancanza di neve e la "due giorni"
in Val Ferret non ha avuto come base il Reviglio per problemi di mancanza
d'acqua.
In sostanza il programma è stato così modificato:
9 febbraio, a Demonte, con sole splendido e neve buona finalmente!
23 febbraio, a Pragelato, idem come sopra, molto vento.
9 e 10 marzo, a Courmayeur - Val Ferret con pernottamento in canonica.
Come consuntivo direi che la stagione è stata magra per scarsità di
neve e acciacchi vari dei coordinatori, ma nel complesso le gite fatte sono
state più che soddisfacenti.
Ci rifaremo il prossimo anno!!
Laura Reggiani
Le scarse o nulle precipitazioni nevose fino ai primi del mese di febbraio
hanno sconvolto il calendario gite tant'è che la prima uscita del 20 gennaio
è slittata al 9 febbraio, quella del 2 febbraio al 23, e la due giorni al
Reviglio, causa condutture dell'acqua gelate, è stata posticipata al 9-10
marzo. L'uscita del 2 marzo è stata annullata per cattive condizioni meteo.
La partecipazione (10-12 in media ogni uscita) comunque è sempre stata
caratterizzata da un clima di simpatia e di attesa per le notizie purtroppo
poco buone che ci giungevano di volta in volta dai vari centri di fondo anche
loro spiazzati dalle bizzarrie di un inverno a dir poco dispettoso.
Malgrado tutto abbiamo avuto il battesimo? della sciolina di alcuni
promettenti neofiti e speriamo in una prossima stagione 2003 meno avara
di neve e di soddisfazioni.
Ugo Quaranta

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   9-10 marzo - La Due giorni in Val Ferret


A chiusura di una stagione infelice per lo sci di fondo, causa scarso
innevamento, la confortevolissima casa parrocchiale di Entrèves e non il
Reviglio, inagibile causa acquedotto gelato, accoglie una ventina di fondisti
ancora decisi a non appendere gli sci al classico chiodo per fine stagione.
Due splendide giornate di sole e un buon innevamento ahimè oramai
primaverile ripagano ampiamente delle forzate astinenze dalle piste dei mesi
precedenti.
La Vachey e L'Arpnouva sono le mete conquistate dai volonterosi
zampettatori sempre con il naso all'insù ad incantarsi dello splendido panorama
tutt'intorno.
Infatti dopo cena tutti scoprono vicendevolmente di averlo piuttosto
rosso, non si sa se per il sole o per le abbondanti libagioni o per le entrambe
nobili motivazioni.
Con un grazie al parroco di Entrèves che ci ha ospitato e detto messa
nella raccolta chiesina vecchia, ed un grazie alle gentili signore che si sono
prodigate ad ammannirci un'ottima cena comunitaria ci si è poi lasciati con
un arrivederci bene augurante per le future uscite della prossima stagione.
Ugo Quaranta

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   Non è andata bene?


17 febbraio - L'ormai classica Cima del Bosco quest'anno, causa le
avverse condizioni meteo, purtroppo non ci ha potuto accogliere sui suoi
dolci pendii.
Pazienza, sarà per un'altra volta. Vi aspettiamo.
Marta Rainetto
La Settimana di Pratica SciAlpinistica a Versiaco (3÷9 marzo)
non si è potuta realizzare per mancanza di partecipanti.
Il Rally SciAlpinistico (9/10 marzo) nelle Alpi Orientali non ha avuto
luogo per motivi climatici.
Speriamo vada meglio nel 2003!

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   Uscite e Corso di Sci in pista


Anche quest'anno si sono svolte quattro gite sociali per lo sci in pista,
e si è ancora colta quest'occasione per l'annesso corso di sci. A differenza
delle passate edizioni esse sono state caratterizzate, quanto meno all'inizio,
dalla mancanza di neve sulle nostre montagne; quindi è stato giocoforza
recarsi laddove la neve c'era (o quanto meno pareva esserci). Nonostante
ciò, il numero dei partecipanti è sempre stato elevato e, dopo la prima uscita
tenutasi con un autobus di consuete dimensioni, si è fatto impiego di
bus a due piani per accondiscendere alle prenotazioni.
Le gite hanno avuto inizio il 13 gennaio, dirigendoci a St-François-
Longchamp, in Francia nella Maurienne, e toccando anche le piste di Valmorel,
in Val d'Isère, con neve, nonostante la data, già consolidata.
Al 27 gennaio eravamo a Les Karellis: con noi purtroppo c'erano anche
nebbia e pioggia (fin oltre i 2000 m) tali da arrecarci vero disagio sulle
piste innevate. Non così (anche se ancora con nebbie e scarsa neve) il 10
febbraio sempre a Les Karellis, mentre il 24 febbraio un manto di neve fresca,
che ancora cadeva, ci ha ostacolati non poco nella salita a Valloire,
permettendoci però di usufruire al meglio di quelle ampie piste, nonostante
i ritardi iniziali.
Scorgendo le note dell'anno scorso, si potrebbe confermare la positività
delle uscite ed il buon esito del Corso di Sci, tenutosi con maestri di sci
locali.
Rimane la speranza di poter ripetere tali apprezzabili esperienze, sia
con numero di partecipanti che come località visitate.
Ettore Briccarello

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   17 marzo - Courmayeur - Gara sociale di sci in pista


Com'è oramai nostra consuetudine, le quattro uscite con la scuola di
sci in pista sono state degnamente concluse con un quinto atteso appuntamento:
le nevi di Courmayeur hanno infatti visto i baldi campioni della
GM sfrecciare tra le porte tracciate per l'annuale gara di sci.
I più fortunati (quelli insomma ai quali non è toccato di dover lavorare?)
hanno potuto raggiungere Courmayeur già il sabato, per fare il primo
sopralluogo e controllare lo stato della neve. Tutti gli altri sono giunti il
giorno dopo, chi in auto e chi in pullman, da Torino, da Cuneo e Moncalieri,
e qualcuno addirittura da Milano. (ci sono tutti o me ne sono inventato
qualcuno) La giornata si è subito mostrata benevola, con un tiepido sole
primaverile ad illuminare la sommità del Monte Bianco, imponente al di
sopra di una tenue sciarpa di nubi che ne sottolineava la maestosità.
Fortunatamente la gara era stata programmata a metà mattinata, prima
che il calore della giornata avesse il tempo di inzuppare la neve. Ed ecco
i nostri eroi, dopo un rapido giro di ricognizione, pronti al cancelletto di
partenza, i volti tesi per la concentrazione: qualcuno forse per la paura di
non fare proprio una bella figura davanti alla fidanzata (in trepida attesa accanto
allo striscione d'arrivo), qualche altro probabilmente ansioso di mettere
a frutto l'impegno della scuola di sci, altri ancora ansiosi di dimostrare
il valore dell'attrezzatura acquistata per l'ultima stagione, la maggior parte
sicuramente già con il pensiero rivolto all'abbuffata cui avrebbero potuto
abbandonarsi di lì a poche ore, dopo le fatiche sciistiche?
Ma ecco, arriva già il proprio turno, e via, giù per il tracciato che porta
all'arrivo, ognuno nel modo che meglio sa, dove attendono mamme fidanzate/
mogli e amici impegnati in un tifo degno della coppa del mondo! La
gara è, come al solito, organizzata alla perfezione: due manche (conta il
miglior tempo di manche), e quattro categorie: juniores, uomini under 35 e
over 35, e signore. (Erano queste le categorie)
Al termine, rimaniamo con un po' di suspense: la classifica ci verrà infatti
comunicata solo più tardi, durante la premiazione; ma nel frattempo
ognuno è già soddisfatto, per aver dato il proprio meglio, e soprattutto per
aver passato un po' di tempo in allegria in compagnia degli amici!
Dopo la gara, siamo lasciati liberi di rincorrerci, in gruppi più piccoli,
per le abbondanti nevi di Courmayeur, mentre il sole, forse un po' troppo
caldo per una buona giornata di sci, non ci impedisce di certo goderci un
po' di tepore primaverile ed il superbo paesaggio.
Ci ritroviamo tutti quanti, nel tardo pomeriggio, puntuali all'altro - non
meno importante - atteso appuntamento: quello davanti alla piola di Arnad,
dove una simpatica famiglia sarda ci promette specialità valdostane. Ma
prima la premiazione: tra i consueti applausi, scherzi, pacche sulle spalle e
fotografie di rito, vengono premiati i primi tre arrivati in ogni categoria (ma
fortunatamente - per quelli come me almeno - non mancano neppure i
premi di consolazione!) In un momento più serio, ricordiamo commossi, con
grande affetto, il nostro amico Gianni, con un trofeo speciale in suo onore.
(Qui taglio corto: Daniela questa parte l'ha patita un po.)
Quindi tutti a tavola: la difficoltà di sistemare tutti i 60 e più partecipanti
nel piccolo ma accogliente locale favorisce le nuove conoscenze e
l'integrazione tra le varie sezioni della GM. E così tra un bicchiere di vino ed
una fetta del famoso lardo di Arnad, un pezzo di fontina ed un brindisi, trascorre
con allegria la serata, conclusa da un'eccezionale parata di dolci
preparati dalle nostre ottime cuoche!
Così a malincuore ci salutiamo e ci ridiamo appuntamento per l'anno prossimo,
con due auguri/proponimenti che ci stanno particolarmente a cuore:
che tutte le sezioni della GM (almeno quelle che sono ragionevolmente "a
tiro" in termini di lontananza) possano unirsi a noi per questa piacevole
giornata da passare insieme, e che la categoria dei giovanissimi possa davvero
crescere di numero! (e per questo chi si deve dare da fare?)
Paolo Santero

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   7 aprile - Corma degli Ordieri


Una gita ed un gemellaggio
Su incarico del consigliere Carlo Allara, mi appresto a raccontarvi, io,
"novizio" tra i "grandi", la gita del 7 aprile.
Cosa può desiderare di più dalla primavera, un escursionista che ha
tenuto a riposo le proprie pedule per tutto l'inverno, se non quello di potersi
mettere subito in cammino? La gita alla Corma degli Ordieri, che dà inizio
alla stagione escursionistica, non è da perdere.
L'appuntamento è fissato per le 6,30 in P. Bernini con una giornata
che sembra non voler promettere nulla di buono. Nuvolosa, con tanta voglia
di tirar giù qualche goccia. Un rapido appello da parte del capo gita
Carlo Allara e si sale sulle auto alla volta di Ivrea, dove ad attenderci per le
8,30 c'è Antonio ed altri amici della sezione canavesana della Giovane
Montagna. In tutto siamo una ventina di persone pronte ad iniziare la giornata
in allegria. Caney (Settimo Vittone) è la località di partenza del sentiero,
a quota 460 m, ma prima dobbiamo lasciare qualche auto a Nomaglio e
trasferirci tutti sul minor numero di veicoli possibili, poiché la montagna
non lascia molto spazio per i parcheggi. Il sentiero inizia con una bellissima
mulattiera che per i primi 600 m di dislivello, sale piuttosto decisa inerpicandosi
tra prati e cascine. Anche se la fatica non è poca, l'umore è alto
ed il passo lento ci dà modo di poter chiacchierare. A circa un'ora di cammino
c'è una deviazione. Si tratta di un sentiero che riporta a Nomaglio e
dà la possibilità a chi non se la sente di camminare troppo, di potersi comunque
godersi una giornata in mezzo ai boschi. Per i più audaci c'è
l'anello più lungo che porta alla meta prestabilita, ma per loro ci sarà ancora
un lungo cammino. A quota 700 m circa siamo ad un gruppo di case
dove viene effettuata una sosta di ben 15 minuti. Tutto questo tempo ci dà
il modo di mangiare qualche cosa che ci dia forza ed abbeverarci ad una
fontana con acqua fresca. Intanto il tempo non cambia idea e continua voler
essere minaccioso, a volte a volte con qualche nuvola più spessa a volte
dando un debole spiraglio. Riprendiamo gli zaini ed affrontiamo la salita.
Il sentiero, adesso, si inerpica meno deciso passando per prati pieni di fiori
in procinto di sbocciare, ed un magnifico bosco di betulle. Ormai manca
poco e la nostra guida Antonio, ci incoraggia pronosticando solo più 20
minuti circa di cammino e così è. La nostra salita si conclude ad un magnifico
pianoro, i prati dell'alpe Ordirei (1400 m), ove sorge l'omonima Cappella.
Ad attenderci altri amici della sezione di Ivrea che hanno raggiunto il
luogo per vie più tranquille.
È ormai mezzogiorno e siccome le nuvole non hanno voluto lasciarci,
decidiamo di mangiare. La temperatura (8 gradi) e l'umidità non sono buone
compagne per mangiare, ma l'allegria ed il buon umore durante il pasto
riscaldano l'ambiente lo stesso.
Prima di tornare a valle ci riuniamo tutti davanti alla cappella per dedicare
un nostro pensiero al buon Dio che ci ha fatto arrivare fin qui ed a tutti
gli alpinisti che ci hanno preceduto, con la preghiera della Giovane Montagna.
Riprendiamo la via del ritorno con il dispiacere di non aver goduto
appieno la bellezza del luogo, che dava una splendida vista sul Canavese. Il
sentiero del ritorno è disseminato di ostacoli fatti da alberi, in alcuni casi
sradicati dal maltempo abbattutosi recentemente in questa zona, e dal disseto
del sentiero che in alcuni punti è ostruito da macerie. Alla calcina abbandonata
facciamo una piccola sosta, giusto per riposarci e scattare due
foto, perché ci attende l'ultimo tratto nuovamente su mulattiera che ci
conduce al paese sottostante Nomaglio, dove ci aspetta il resto del gruppo
e da dove recupereremo le auto per tornare a Caney. La Giovane Montagna
di Ivrea ha, per gli amici di Torino, una sorpresa e ci invita a ritrovarci tutti
presso la sua sede'e che sorpresa! Ci hanno preparato una splendida merenda
a base di vino, salumi e formaggio tutto rigorosamente locale. Rifocillato
il corpo con pane e salame innaffiandolo con il vino, resta solo che
riscaldare la voce per dare inizio ad alcuni canti di montagna, ove il nostro
coro dà il meglio di sé. Il saluto ed i ringraziamenti del nostro consigliere
Carlo Allara ci dicono che dobbiamo accomiatarci per tornare a casa.
Spero che questa lunga descrizione della giornata non vi abbia annoiato
nella lettura, ma vi assicuro che non avrei saputo quali momenti escludere
visto che ogni momento della giornata è stato ricco per me, trovandomi
a mio agio pur essendo alla prima uscita. Per tutto questo, di certo, hanno
contribuito i partecipanti a questa gita, che mi hanno fatto sentire come un
vecchio socio.
Eugenio Gianotti

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   7 aprile - Corma degli Ordieri


Poiché è la prima volta che scrivo sul giornale, mi presento: sono la
mamma di Silvia. E in questa occasione che mi si presenta, voglio dire a
tutti un grazie affettuoso per l'accoglienza, l'aiuto, l'amicizia che Silvia ed
io abbiamo ricevuto in questi anni da tutti voi. Grazie amici carissimi.
Ma questa volta ero in "libera uscita", Silvia non c'era, e mi sono goduta
una bella camminata tranquilla, rilassante, istruttiva, in buona compagnia,
con il gruppo che faceva il percorso breve.
È stata una giornata molto piacevole, malgrado il cielo grigio. I boschi
di castagni e betulle erano percorsi da belle mulattiere selciate, disseminati
di baite ed alpeggi. Abbiamo avuto l'agio di raccogliere erbe, disquisire
sull'aiucca, scambiarci ricette per fare il liquore di genziana.
L'aiucca, dunque. Come ci aveva spiegato Maria Rosa, è un'erba che
cresce nel sottobosco, in particolar modo in quella zona. Gli abitanti del
luogo ne rivendicano l'esclusiva, ma io - da buona biellese - non voglio
essere da meno: noi la chiamiamo l'erba da l?öcc, l'erba dell'occhio, perché
ha una macchia scura nel centro della foglia cuoriforme. Istruiti dagli amici
di Ivrea che facevano il nostro percorso, con la consulenza dei frequentatori
del bar di Nomaglio, abbiamo arricchito le nostre nozioni di botanica e
riempito borsate di questa erba gustosa che si cucina come gli spinaci.
Il nostro percorso si svolgeva, partendo sempre da Canei, insieme agli
altri, su un anello più breve anche se abbiamo condiviso un bel tratto di salita.
Ce la siamo poi presa con più calma e, arrivati alle baite di "Terrafredda",
abbiamo tagliato di costa fino a raggiungere delle interessanti e ben
conservate fornaci di calce. Lì abbiamo pranzato senza peraltro soffermarci
troppo a causa dell'aria gelida.
Scendendo abbiamo ancora incontrato sul nostro cammino delle edicole
della Madonna, davanti alle quali ci siamo raccolti per la nostra consueta
sosta di preghiera prima di scendere in paese e raggiungere gli altri amici.
La giornata si è conclusa in modo simpaticissimo nella sede degli amici
di Ivrea, intorno ad una tavola imbandita: toma buona, merenda succulenta,
canestrelli, canti e splendido affiatamento.
Carlo Allara ha avuto un'ottima idea nell'organizzare questi "gemellaggi"
con amici di altre sedi. L'incontro con l'altro è sempre ricco di sorprese.
Anna Maria Prato

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   21 aprile - La via ferrata dei conti Lascaris di Tenda


Partiti in 29 da Torino abbiamo appuntamento alle 09,40 alla stazione
di Tenda con 12 amici della G.M. di Cuneo, che ci faranno da guida nel
percorso che con 490 m di dislivello ci porterà ad un colletto sottostante la
Sella di Rocca Maina.
Purtroppo il tempo lungo il viaggio è ancora peggiorato: se eravamo
partiti da Torino con cielo coperto, siamo arrivati a Tenda sotto una leggera
pioggerella.
Già dal piazzale della stazione abbiamo un primo assaggio del percorso:
in alto, sulla montagna strapiombante sul paese, si vede la Cappella
che toccheremo a metà percorso ed il ponte tibetano d'accesso, terrificante
per chi soffre di vertigini.
Attraversiamo il centro del paese, percorrendo gli stretti vicoli e le scalinate
che s'inerpicano attraverso le antiche case di pietra, ed arriviamo al
caratteristico cimitero, costruito a terrazze ai piedi dei pochi ruderi rimasti
del Castello Lascaris che domina l'abitato.
Per fortuna intanto ha smesso di piovere ed a tratti vediamo anche il
sole affacciarsi fra le nubi. A questo punto gli 11 ardimentosi che hanno
scelto come destinazione la via ferrata si separano dagli altri, me compreso,
che non amano le "aeree sensazioni" che ci erano state promesse con
questo percorso piuttosto impegnativo.
Noi continuiamo per un ripido sentiero che si inerpica sulla montagna e
ci porta alla Cappella Ortodossa di St. Saveur risalente al XII sec.
Nell'ultimo tratto possiamo anche assaporare qualche briciola delle suddette "aeree sensazioni", dovute ad un passaggio di qualche decina di metri a
strapiombo sul paese (con tanto di corda fissa!).
Ci fermiamo intanto ad osservare con un po' d'invidia i nostri amici
della ferrata, che per raggiungerci sono obbligati ad attraversare il vuoto
dondolando sul ponte tibetano.
Tornati al sentiero principale proseguiamo la ripida salita nel bosco ai
piedi della falesia, allietati dall'andirivieni e dall'abbaiare di due infaticabili
cani, fino a raggiungere alle 12,15 il colletto che costituisce la meta della
gita.
Qui si apre il nostro ristorante panoramico all'aperto, che sarebbe piuttosto
confortevole se non fosse tormentato da una gelida brezza di tramontana.
finito il pasto, prima d'essere raggiunti dagli amici dell'altro gruppo,
possiamo ancora ammirarne gli ultimi sforzi per superare il tratto finale della
strapiombante falesia che costituiva il piatto forte del loro programma.
La successiva discesa al paese è intervallata da un paio di soste allietate
da canti di montagna, che hanno in Marisa la protagonista assoluta e
costituiscono il piacevole finale d'una gita da ricordare.
Sandro Ansaloni

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SERATE IN SEDE


   giovedì 31 gennaio - Serata Andina


La manifestazione si è svolta presso il Salone della Sacra Famiglia,
sempre in via Rosolino Pilo, per favorire un maggior afflusso di persone.
Effettivamente, il passa parola tra soci ed amici ed in più la pubblicazione
dell'evento su TorinoSette (ottima idea di Olga e Graziano) hanno
prodotto un eccellente risultato: "tutto esaurito".
Scopo della serata era raccogliere fondi a favore della Missione di
Marcarà, piccolo villaggio delle Ande Peruviane, a 3000 m di altezza (base
di appoggio delle spedizioni sulla Cordillera Blanca) dove, grazie
all'Operazione Mato Grosso voluta dai Padri Salesiani e sostenuta da numerosi
volontari laici, sono sorte molte iniziative e scuole, tutte tese a creare
occasioni di lavoro per i figli dei campesinos che vivono ai piedi di quelle
montagne.
Marco Demaria ha fatto una breve ed esauriente cronistoria della
G.M., a beneficio degli esterni all'Associazione. Poi Valerio Bertoglio e
Giancarlo Sardini, entrambi volontari a Marcarà, ci hanno parlato, con
l'aiuto delle diapositive, delle varie attività che vi si svolgono: in particolar
modo della Scuola di Andinismo, il cui scopo è istruire guide locali e della
costruzione di nuovi rifugi, alla cui gestione partecipano i ragazzi della Missione.
Grazie all'aiuto, anche economico, dei volontari sono stati costruiti i rifugi
Ishinca, a 4350 m di altitudine, e Perù, a 4665 m; un terzo, Huascaran,
è attualmente in costruzione.
La visione delle splendide cime andine innevate, le riflessioni di Giancarlo
Sardini sull'immensità del Creato, sulla vicinanza a Dio attraverso le
più alte vette e l'amore per il prossimo, soprattutto il più bisognoso, hanno
toccato il cuore dei presenti che, al termine della serata, hanno fatto generose
offerte, onde aiutare i ragazzi della Cordillera Blanca a prepararsi un
futuro di lavoro tra le proprie montagne e ad evitare l'emigrazione nei sobborghi
delle grandi città, dove rischierebbero il degrado fisico e morale e
l'emarginazione sociale.
Brunalba De Felicis Riccabone

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   venerdì 8 febbraio - IL MIO CARNEVALE


Fotografa, dottoressa, soubrette non sto pensando alla mia futura
occupazione, ma cerco una maschera originale per la festa di Carnevale organizzata
da Giovanna in sede!
Finalmente ho scelto il vestito e sono pronta.
Arrivo a destinazione con il costume in borsa: non si sa mai, quando si
va alle feste in maschera può capitare che pochi o nessuno cambi identità
perciò opto per la prudenza.
Aprendo la porta tutti i timori svaniscono: non credo ai miei occhi! Davanti
a me vedo il mago Merlino, un piccolo Robin Hood, una fata dei boschi,
alcuni ciclisti, una deliziosa panterina rosa, il messicano e tante altre
maschere, per cui decido in tutta fretta di cambiarmi e - come per magia -
mi trasformo in un'orientale.
Assieme ad Alina, Virgilio e Pierrot scendo sotto, dove si svolge la festa.
Per la gioia della nostra pancia mago Merlino ha pensato proprio a tutto:
in un curato buffet troviamo salatini, bibite, torte e dolci carnevaleschi
mentre, per deliziare le nostre orecchie, vi è dell'ottima musica.
Finora vi ho solo descritto il "contorno" di un'ottima serata che, come
"portata centrale", offre la simpatia e l'allegria di tutti i partecipanti.
Forse qualcuno di voi si domanderà quali maschere c'erano, e quale ha
vinto? Vi accontento subito; essendomi seduta su una sedia riesco a vedere
il Gabibbo che fa divertire i più piccoli, un pagliaccio che danza con
Mamy, due suorine, una lattina di Coca Cola, Sherlock Holmes ecc. ecc.
Il coloratissimo clown Claudia è la maschera premiata, ma anche le altre
sono belle ed originali! La serata così si conclude all'insegna del divertimento.
Un grazie agli organizzatori, ed arrivederci al prossimo anno!!!
Andreina Ghiglione

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   giovedì 14 febbraio - Fisiologia della marcia o meglio il meccanismo della marcia


In un clima sereno ed amichevole si è svolta la conferenza
del dott. Carlo Allara sul tema: Il meccanismo della
marcia.
Il dottore ci ha spiegato come, con semplici accorgimenti,
si possa effettuare la marcia in economia e pertanto
arrivare alla meta abbastanza riposati.
L'utilizzo di un modellino in legno simulante un arto inferiore
con snodi in corrispondenza delle articolazioni
ha reso ancora più viva la relazione che è stata da tutti
compresa ed apprezzata.
Questa è iniziata con una splendida spiegazione del divenire della marcia
nella filogenesi: il quadrupede avendo una più larga base d'appoggio corre
più speditamente rispetto all'uomo. Quest'ultimo con la stazione eretta è
stato svantaggiato, ha dovuto sviluppare alcuni sistemi per poter sostenere
un carico enorme (il proprio peso) su una base d'appoggio molto ridotta.
Tramite l'arco plantare gli urti contro il terreno vengono ammortizzati, unitamente
al gioco di leve della caviglia, ginocchio e anca, impedendo che si
trasmettano alla scatola cranica, attraverso la colonna vertebrale, danneggiandola.
Lo sviluppo del cervelletto ci consente di stare in equilibrio in quanto esso
controlla i sensori periferici situati nei muscoli e nelle articolazioni.
In secondo luogo è stata esposta l'anatomia del piede, le cui dita hanno
una funzione di sensori, che ci avvertono sul tipo di superficie che stiamo
incontrando.
Il muscolo principale della marcia è quello del polpaccio, detto anche gastrocnemio,
che è unito all'osso calcaneare tramite il tendine d'Achille.
Il dottore ci ha esposto anche come in salita si sviluppi nel nostro organismo
calore che può venire eliminato tramite la cute (vasodilatazione) e la
respirazione; se questo non viene smaltito si può arrivare al colpo di calore.
È per tale motivo che le persone con pannicolo adiposo abbondante fanno
più fatica, in montagna, a smaltire il calore: non avendo il grasso una sua
propria circolazione esso fa? da feltro attorno alla persona, impedendone la
sudorazione. Attenzione al crampo muscolare che si verifica più facilmente
in alta quota con la riduzione dell'ossigeno atmosferico. Basta fermarsi un
tempo sufficiente il muscolo per contrarsi ha bisogno di ossigeno!
Ed ora alcuni suggerimenti pratici per l'economia della marcia:
in salita:
appoggiare le palme delle mani sulle ginocchia (andatura similquadrupede)
onde dare maggiore stabilità all'andatura
azionare di tanto in tanto il simpatico muscoletto sotto il piede detto
carne quadrata di Silvio
accordare il passo (che non deve mai essere frettoloso) con il respiro (un
passo - aria dentro, un passo - aria fuori)
in discesa:
andare giù saltellando sulla punta dei piedi: i sensori periferici sentono i
sassi.
L'occhio, in discesa, deve essere ben concentrato sul sentiero non guardare
in giro il bel panorama per non correre rischi, ahimé, reali, di fare
l'intera discesa rotolando a valle.
Così facendo si arriverà a casa meno stanchi anche se la discesa è stata
faticosa.
Lucia Sorrentino

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   giovedì 8 marzo - Immagini delle Alpi Pennine


Giovedì 14 marzo siamo saliti con molta soddisfazione e senza sforzo
su alcune delle più belle montagne delle Alpi Pennine e abbiamo potuto
buttare l'occhio tutto intorno a cogliere i profili di vette lontane e vicine,
più o meno conosciute.
Ci hanno portato lassù le gambe di Ettore Briccarello ed il suo formidabile
occhio fotografico, nonché la sua conoscenza di nome, cognome e
patria (e altitudine) di tutte le cime (a me in gran parte ignote) al di qua e al
di là dei confini italiani. Grazie Ettore!
Laura Reggiani

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   giovedì 11 aprile - Alpinismo in Nepal


Bellissimo! Anna ci ha accompagnati in un trekking un po' speciale
attraverso il Nepal, facendoci non solo ammirare panorami e montagne ma
introducendoci nelle case, nei luoghi di preghiera nelle scuole. Ci ha raccontato
quella che per lei ed i suoi amici è stata un'esperienza molto umana
e non solo escursionistica, fatta di fatiche e soddisfazioni, collaborazioni
ed amicizie. Ci ha insomma fatto venir voglia di partire, ma saremmo
capaci di fare come loro, andare alla ventura e organizzare un trekking così?
Laura Reggiani

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VITA SEZIONALE


   LUTTI


Il 24 aprile ci ha lasciati Laura Proserpio, socia della nostra sezione da circa
un cinquantennio.
Di Lei ricordiamo la sua gentilezza e la sua sensibilità; negli antichi anni
partecipe alle gite di escursionismo e poi nelle lunghe permanenze alla
Chapy, sempre accanto al marito.
La vita non è certo stata benevola con lei, ma la dobbiamo ricordare specie
quando ha cercato di superare tanti momenti difficili.
Gli amici della Giovane Montagna si stringono attorno ad Ernesto, per un
aiuto di conforto e solidarietà.
Sergio Buscaglione
È mancata la madre del socio Furio Pontillo: le nostre condoglianze a lui e
alla sua famiglia.

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   Giovedì 24 ottobre 2002 - 21,15 h - ASSEMBLEA ORDINARIA dei SOCI


L?Assemblea Ordinaria dei Soci è convocata presso la Sede Sociale, per discutere
e deliberare sul seguente:
ORDINE DEL GIORNO
1) Relazione del Presidente
2) Aggiornamenti sul Natale Reviglio
3) Esame e approvazione del bilancio consuntivo 2001/2002 e preventivo
2002/2003
4) Varie ed eventuali
Data l'importanza degli argomenti che verranno trattati, invitiamo i
Soci ad intervenire numerosi

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   CONSIGLI di PRESIDENZA


Negli ultimi Consigli di Presidenza (4 marzo/22 aprile/2 maggio) si è a lungo
discusso sul futuro del nostro Reviglio, sulle modifiche necessarie per adeguare
la Casa alle nuove normative antincendio ed igienico sanitarie.
Le modifiche che ci vengono richieste prevedono:
un nuovo accesso alle scale, dalla parte dell'ingresso e non dal salone
l'adeguamento della cucina alle norme HACCP con sostituzione di tutto
l'arredo
la sostituzione dei pavimenti in linoleum di tutta la Casa con altro linoleum
ignifugo
la sistemazione del sottotetto con materiale isolante ed ignifugo
creare in cantina un locale dispensa, per le vettovaglie
la sostituzione delle canne fumarie
l'impianto antincendio ai piani
le porte tagliafuoco nell'ingresso e ai piani.
Il progetto è stato approvato dal Comune di Courmayeur e quanto prima inizieranno
i lavori di ristrutturazione.
Si decide di ritardare l'apertura estiva di una settimana in modo da far proseguire
il più possibile i lavori, che dovranno essere ultimati entro il 2003.
Per la gestione della cucina, durante il periodo estivo, viene deciso di affidare
l'incarico alla cuoca che svolgerà il medesimo compito, al Reviglio, per
il periodo dei corsi tenuti dalle Guide Alpine di Courmayeur a Villa Camerum.
I Soci che soggiornano nei turni di vacanza al Reviglio, non godono della
polizza infortuni; pertanto il Consiglio, dopo aver consultato l'assicurazione,
decide di dare la possibilità ai soci che intendono attivare tale polizza,
all'atto della prenotazione dovranno versare una quota aggiuntiva ai turni di
soggiorno.
Si è anche provveduto ha completare la pratica per la richiesta di contributi
alla Regione Valle d'Aosta.
Il Consiglio ha pure deliberato la richiesta all'Assessorato della Montagna
della Provincia di Torino, per ottenere i contributi necessari alla manutenzione
del rifugio Santa Maria al Rocciamelone.
Il Presidente

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   CONSIGLIO di PRESIDENZA CENTRALE


Presso la sede provvisoria della giovanissima sottosezione di Milano si è
riunito il 24-11-2001 il Consiglio di Presidenza Centrale: erano rappresentate
la quasi totalità delle Sezioni tra consiglieri e presidenti di Sezione
invitati.
I lavori di questa nuova Presidenza hanno avuto un inizio brillante e democratico
in un'atmosfera di serena amicizia, aperta tuttavia anche ad un critico
ma costruttivo dibattito.
Alcuni flash più significativi:
Sono stati confermati i precedenti membri della Commissione Centrale di
Alpinismo. Come Presidente della stessa subentra a Luciano Caprile il
nostro Stefano Risatti.
Per l'Anno Internazionale delle Montagne (promotore l'ONU) del 2002 ci
sono state proposte che devono però ancora essere riconsiderate e riviste
sotto altre ottiche.
Vivace dibattito ha suscitato il proposito di una presenza più incisiva nel
mondo della società odierna con mezzi di diffusione e di comunicazione
(internet) che facciano da richiamo presso il grosso pubblico, soprattutto
facendo conoscere che cosa significa essere Giovane Montagna oggi, ricordando
però sempre lo spirito cattolico-laico del nostro Sodalizio e
senza equipararci a una commerciale agenzia di viaggi.
Si è pertanto caldeggiato di rendere più snelle e rapide le pratiche per
l'inserimento nel sodalizio di nuovi simpatizzanti e probabili futuri soci.
Il 23-02-2002 è stato convocato a Padova presso la sede della locale
Sezione il consiglio di Presidenza Centrale: pochissime le assenze, giustificate,
dei Consiglieri. Tra i Presidenti di Sezione invitati il neo-eletto Presidente
della Sezione di Pinerolo, Roberto Abbà.
I lavori hanno avuto svolgimento per tutta la mattinata secondo un nutrito
ordine del giorno: in particolare si è discusso sulle opere di ristrutturazione
delle nostre due case alpine (Reviglio e Versciaco), sull'attività della Commissione
Centrale di Alpinismo, Rally, Benedizione degli Alpinisti e degli Attrezzi.
Un rilievo particolare alla situazione "Rivista" (sponsor sempre più
radi, articolisti).
Si è puntualizzato anche sull'organizzazione di una "Giornata di formazione
Spirituale".
Il Consiglio ha poi avuto una degna e familiare conclusione con il pranzo
preparato dalla Sezione di Padova.
Carlo Allara

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   POLIZZE ASSICURATIVE comprese nella QUOTA SOCIALE


Per conoscenza dei soci, riportiamo qui di seguito, alcuni punti importanti,
ad integrazione della polizza base, sia dell'assicurazione per la responsabilità
civile che per l'assicurazione infortuni. Il testo integrale della Polizza è
disponibile in sede.
RESPONSABILITÀ CIVILE
L'assicurazione è valida sia per i soci e per i non soci, che partecipano alle
attività sociali, per questi ultimi valgono le stesse condizioni.
Comprende la responsabilità civile dei coordinatori di gita e dei responsabili
della Commissione gite della sezione, nello svolgimento delle gite fissate
dal calendario sociale.
I soci e non soci sono considerati terzi tra di loro.
Massimali responsabilità civile: 1.500.000,00 Euro per sinistro
1.500.000,00 Euro per persona
1.500.000,00 Euro per cose
ASSICURAZIONE INFORTUNI
La polizza è valida per i soci della Giovane Montagna in regola con la
quota sociale dell'anno in corso.
I soci sono coperti per gli infortuni occorsi durante la partecipazione alle
gite previste dal calendario gite, della propria o altre sezioni della Giovane
Montagna.
Nell'ambito delle gite la garanzia è valida durante il percorso nonché nelle
fasi di avvicinamento e ritorno con qualsiasi mezzo di trasporto.
Per le gite superiori ai tre giorni, purché previste dal calendario sociale,
per attività di semplice escursionismo e/o sci di fondo e sci in pista.
La presente polizza, opera indipendentemente da altre eventualmente
stipulate dai soci.
Da questa polizza sono esclusi gli infortuni derivati:
da partecipazione ad escursioni alpinistiche o scialpinistiche fatte in forma
solitaria;
da qualsiasi soggiorno, superiore ai tre giorni, dove si svolgono attività di
alpinismo e scialpinismo;
da partecipazione alle settimane di pratica alpinistica, scialpinistica, o escursionistica,
nei quali viene stipulata una polizza a parte.
L'assicurazione non è operante per le persone di età superiore ai 75 anni.
Per coloro che raggiungono tale limite di età nel corso di durata del contratto,
essa cessa alla prima scadenza del premio successiva al compimento
dell'età predetta.
Massimali per ciascun socio:
Morte 25.822,84 Euro (50.000.000)
Invalidità Permanente 51.645,69 Euro (100.000.000)
Rimborso spese di cura e/o soccorso 1.549,37 Euro (3.000.000)
Franchigie:
Franchigia del 5% sull'invalidità permanente.
Nel caso in cui l'invalidità permanente sia di grado superiore al 20% della
totale, tale franchigia verrà dimezzata; in presenza di invalidità permanente
al 30% della totale non verrà applicata alcuna franchigia.
NOTA per l'ASSICURATO
Denuncia di incidenti avvenuti durante una gita sociale
In caso di infortunio, il Socio deve informare il Presidente di Sezione, che a
sua volta deve, mediante fax ed entro DIECI giorni al massimo, avvisare
l'Assicurazione e inviare successivamente, mediante raccomandata, i dati
dell'infortunato e una copia del referto medico.
Inoltre, il socio infortunato deve conservare TUTTA la documentazione delle
cure mediche, le spese sostenute per medicinali e cure fisioterapiche e, a
guarigione avvenuta, deve inviarne copia all'Assicurazione tramite il Presidente

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