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Notiziario Sezione di Torino Ottobre 2016



ATTENZIONE: Nel testo seguente sono state riportate soltanto le parti del notiziario interessanti
al fine delle ricerche, il contenuto completo, nel formato originale, può essere consultato scaricando
il notiziario in formato pdf cliccando sull'immagine a lato.








ATTIVITÀ SVOLTA


   17-18 Settembre - Raduno Intersezionale Estivo - S. Martino di Castrozza


Trova il tempo ... di PENSARE
Trova il tempo ... di PREGARE
Trova il tempo ... di SORRIDERE

Cari amici e soci, queste parole hanno risuonato nella serata del 17 settembre
scorso nell'auditorium del palazzo Sass Maor di San Martino di Castrozza;
ce le ha proposte Pino Dellasega all'inizio della sua presentazione sul
trekking del Cristo Pensante, percorso da lui voluto e realizzato sul monte
Castellazzo nei pressi del passo Rolle.
Le parole in questione sono in effetti una citazione di Madre Teresa di
Calcutta, riprese da Pino Dellasega e scolpite a fianco della statua del Cristo
Pensante, invito quanto mai attuale a concentrarci sull'essenziale nelle nostre
giornate frenetiche.
Ho partecipato al Raduno intersezionale estivo organizzato a San Martino
di Castrozza dalla sezione di Mestre in occasione del proprio settantesimo
anniversario dalla fondazione; nonostante la meteo troppo generosa, i due
giorni sono stati intensi e partecipati, e le due serate ricche di spunti di riflessione.
Nella giornata di sabato le condizioni meteo hanno indotto a riconsiderare
l'opzione di salita al rifugio Rosetta in favore della salita al rifugio del Velo
di Maria, mentre il gruppo escursionistico ha raggiunto i laghetti Colbricon e
la cima della Cavallazza. Entrambe le opzioni sono risultate di grande soddisfazione
per i partecipanti.
Come anticipato in apertura, la serata del sabato è stata incentrata sulla
presentazione del trekking del Cristo Pensante da parte del suo ideatore. Pino
Dellasega, una lunga esperienza di atleta alle spalle, ci presenta l'elogio
del camminare (Pino è istruttore di Nordic walking e presidente dell'omonima
federazione) e dei molteplici benefici indotti dalla pratica della camminata in
montagna. L'autore ha condiviso con la platea la propria vicenda personale
legata alla realizzazione di questo sogno, e del parallelo cammino spirituale.
La domenica, sempre sotto un cielo dapprima aperto e poi via via più
minaccioso, ci si è incamminati lungo il percorso del trekking, toccando lungo
il percorso anche la baita Segantini. L'affollamento e il chiasso sulla cima
non corrispondevano esattamente al desiderio di raccoglimento che la serata
aveva preparato, ma è stata comunque una bella esperienza.
Un grazie alla sezione di Mestre che ha brillantemente organizzato il raduno
e un grazie anche alla sezione di Cuneo che ha organizzato il pullman al
quale ci siamo aggregati in 7 da Torino, consentendoci di condividere questa
bella esperienza.
Marco Valle

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ATTIVITÀ PREVISTA


   20 novembre - S.Messa al Monte dei Cappuccini


Alle 09,30 h di domenica 20 novembre ci troveremo al Santuario di
Santa Maria del Monte, o Monte dei Cappuccini, per il consueto incontro annuale.
Ci sarà la Santa Messa in suffragio dei soci defunti che come l'anno
passato sarà celebrata nella chiesa. Al termine ci ritroveremo per festeggiare
i soci a noi fedeli da 20, 50, 60 e 70 anni, e cioè:
20 anni: Laura REGGIANI
50 anni: Giancarlo DESTEFANIS
60 anni: MariaTeresa BANAUDI, Roberto ROSSO
70 anni: Cesare BARBI, Irma MILANO, Riccardo ORSOLANO

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   16 ottobre - Passeggiata nelle Langhe


Località di partenza ...: Barolo
Tempo di percorrenza : circa 2,5 ore
Percorso Totale.........: circa 8 km
Dislivello ..................: circa 150 m
Difficoltà..................: nessuna, trattandosi di percorso escursionistico su
sentieri, strade sterrate ed asfaltate
Descrizione: Lasciata l'auto a Barolo, si superano le ultime case del paese ci
si addentra subito nei vigneti su una stradina sterrata, fra leggeri saliscendi e
bei panorami sulle colline circostanti.
Si sale poi fino a raggiungere la strada asfaltata che porta a Novello. Si entra
in paese attraverso la porta medioevale con la torre dell'orologio, poi si vedono
la chiesa parrocchiale del '700 ed il castello, oggi adibito a ristorante.
Uscendo dal paese s'imbocca una strada sterrata, che passa fra viti e noccioli,
con un bel panorama sull'arco alpino.
Si arriva quindi alla strada principale fino al castello della Volta, e si prosegue
in discesa fra le viti fino a tornare alle case di Barolo.
Per chi lo desidera il pranzo è previsto in un agriturismo nelle vicinanze: il locale
scelto ed il prezzo concordato verranno comunicati sul foglio
d'iscrizione, presentato giovedì 6 ottobre.
Nel pomeriggio è prevista una passeggiata nel borgo di Barolo, fino al castello
del X secolo, che oggi ospita il museo del vino, che potremo visitare.
Equipaggiamento e Attrezzatura: escursionistici
Ritrovo di partenza ....: P. Bernini alle ore 8,30
Mezzo di trasporto ....: auto private
Coordinatori di gita....: Piera AGNELOTTI tel. 348-0437923
Sandro ANSALONItel. 339-1531632
Termine Prenotazioni .: entro giovedì 13 ottobre 2016 - entro giovedì 6
ottobre per chi desidera iscriversi per il pranzo in
agriturismo

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   30 ottobre - Val Clarea Falesia del Greisun (AR)


Località di partenza ...: Giaglione
Dislivello ..................: 50 m
Difficoltà..................: dal 4 al 7b
Descrizione: A distanza di quasi 10 anni dal completo ripristino e con
l'occasione anche dell'apertura di parecchie vie nuove, operato nell'autunno
2005, dal gruppo "AltoX Guide di Alta Montagna"; i medesimi scoprono e
attrezzano nel dicembre 2014, un nuovo settore sulle pareti della Valle Clarea.
Si trova giusto a monte del parcheggio classico per le falesie del Canale Maria
Bona, su di meraviglioso balcone naturale affacciato sulla valle di Susa,
ad un quota intorno ai 1000 m. sempre inondato di sole, prende il nome dal
toponimo locale del "Greisun"; la minuscola frazione, purtroppo in stato di
progressivo abbandono, posta proprio sulla sommità della parete stessa.
(ben visibile dal parcheggio)
La parete si presenta molto diversa dalle altre falesie poste sul canale, dove
lo stile prevalente è l'arrampicata tecnica in placca leggermente abbattuta.
Qui è molto verticale (ad eccezione di un solo itinerario) ed in buona parte
anche in strapiombo, le vie non sono mai molto lunghe, raggiungendo a mala
pena i 20 metri in qualche punto. La falesia conta una quindicina di vie ben
distribuite su tutte le difficoltà, dal grado quinto fino al 7B, quelle poste più
sinistra in genere verticali e di difficoltà più contenute, la parte destra si presenta
invece come un muro decisamente in strapiombo con belle vie di resistenza
su tacche o piccoli buchi.
La roccia è un serpentino molto lavorato, tipico della Valle Clarea, che anche
morfologicamente ci divide la falesia in due zone ben distinte, a sinistra verticale,
con placche, fessure, diedri, netti e ben distinti, normalmente più tipici
nelle conformazioni granitiche, mentre a destra pance strapiombanti, fessure
irregolari e buchi, molto più vicine alle strutture calcaree.
La chiodatura impeccabile interamente ad fittoni resinati e soste con anello
di calata. Pur trovandosi la falesia a una quota ragguardevole, la sua posizione
molto ben soleggiata e al riparo dai venti ne consigliano la frequentazione
nelle mezze stagioni e nelle assolate giornate invernali, considerando che
dopo le 15 il sole ci abbandona.
Attrezzatura da arrampicata (obbligatorio: casco , imbrago, 2 moschettoni a
ghiera, longe)
Ritrovo di partenza ....: P. Pitagora; 2° appuntamento Avigliana Ovest
Mezzo di trasporto ....: auto private
Coordinatore di gita ...: Marco Barbi 3351078079

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   6 novembre - Gita di chiusura al Colle della Vaccera (1500 m circa)


Negli ultimi anni si erano fatte proposte culturali o visite a città d'arte.
Quest'anno si è pensato di tornare alla tradizione più montanara scegliendo
come meta un rifugio con la possibilità di fare quattro (o più) passi, o magari
una pedalata. Saliremo con pullman (più eventuali auto) fino allo splendido
rifugio Jumarre da cui si potrà salire agevolmente fino al colle Vaccera su
strada asfaltata e proseguire su sentiero per breve e facile percorso ad anello
molto panoramico. Chi volesse camminare di più può salire al M. Servin oppure
raggiungere il rifugio a piedi (in due ore circa) partendo dalla frazione
Isoardi. Alle 13 ci aspetterà al rifugio un buon pasto composto da tre antipasti,
polenta concia e con salsiccia, dolce, caffè e vino. Chi preferisce può
pranzare al sacco. Nel pomeriggio, nella suggestiva tenda mongola presso il
rifugio, assisteremo alla Santa Messa celebrata (speriamo) da Padre Dario, e
animata dalla nostra corale. Saranno con noi anche gli amanti delle due ruote
(programma a parte) e il gruppo delle famiglie con bambini che, dopo la gita,
potranno divertirsi ad arrampicare essendoci in loco una bella parete attrezzata
o giocare su una grande casa sull'albero.
Prenotazioni .............: entro giovedì . 27 ottobre con acconto di 15 euro
Ritrovo di partenza ....: di fronte al Maffei ore 8.00 - P. Pitagora ore 8.10
Coordinatore gita ......: Laura REGGIANI tel: 011388859 - 3356814056
Marco VALLE (per mountain bike) tel:3476510744
Dario FRANCO (per escursionismo bimbi) tel:
3318126912

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PROSSIME SERATE IN SEDE


   Giovedì 27 ottobre alle ore 21,30


A cura di Silvana Lucchesi:
"EXPO 2015, l'architettura dei padiglioni interpreta i
temi guida dei Paesi partecipanti"
Sarà l'occasione, per chi ci è andato, di tornare con la memoria alle cose
già viste o magari solo intraviste, mentre sarà ancora più interessante per
chi non è riuscito ad esserci di persona, e si è tenuto tutte le sue curiosità.
Silvana sa fare cose egregie....vi aspettiamo numerosi!!

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   Giovedì 10 novembre alle ore 21,30


Vi riproponiamo la serata che non è stato possibile presentare il 7 aprile
A spasso in montagna tra i Monasteri del Tibet e la Valsesia
Il neo socio Giulio Veggi: architetto, fotografo dal 1971, professionista presso
una casa editrice con la quale ha pubblicato numerosi libri fotografici, Maître
della Federazione Mondiale Associazioni Fotografiche (FIAP), Vice Presidente
di Image Sans Frontières, presenterà le sue foto relative a:
Trekking "Anello da Lasa a Lasa" tra i principali Monasteri Tibetani
50 fotografi di tutto il mondo invitati dal Governo della Repubblica Cinese
per festeggiare la "Liberazione !!!" del Tibet:
I monasteri, i paesaggi e gli abitanti.
La Valsesia, le montagne del "Cuore"
Le tre valli principali della Valsesia, da Varallo alla vetta del Monte Rosa, fotografate
con tutte le luci: cercate ed attese:
La sua gente, i paesaggi, la natura, l'arte e la architettura.

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   Giovedì 1 dicembre alle 21.00 h


CONCERTO DI NATALE
Di Natale Ma non è un po' presto? Sì, forse sì, e allora anche il repertorio
sarà.....ma non è meglio lasciarlo a sorpresa? Venite e sentirete. Sarà
nostro ospite il Coro "LA MONTAGNA- CITTÀ DI ORBASSANO" che, come
sapete è diretto dal Maestro Alessandra Segato con la collaborazione
tecnica e strumentale di Guido Risatti e dove "militano" alcuni nostri soci. Il
Coro compie quest'anno i 40 anni di attività ed ha accettato di aggiungere
l'appuntamento con la Giovane Montagna agli eventi già programmati per
l'occasione.
Per festeggiare ancora meglio, la serata sarà preceduta (o forse seguita)
da un incontro conviviale (per mangiare insieme tutte le date vanno bene?).
Essendo il programma non ancora ben definito, vi preghiamo di contattare la
sede nella seconda metà di novembre.
In ogni caso: Segnatevi la data e tenetevi liberi.
Si ricorda che per motivi condominiali la serata inizierà alle ore 21,00.
V i a s p e t t i a m o n u m e r o s i ! ! !

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ATTIVITÀ SVOLTA


   17 aprile - Punta Cerisira


Le previsioni davano (sui siti ottimisti) una possibile finestra di tregua
del maltempo nella prima mattina?
Alle otto eravamo in tre, chiusi in macchina a S. Anna di Bellino, ad aspettare
che smettesse un po' di piovere forte per decidere cosa fare.
Al parcheggio le macchine di altri loschi figuri con sci sul tetto delle vetture
e abbigliamento variopinto si susseguivano: arrivavano, sostavano un
po', e se ne andavano.
Alcuni ardimentosi partivano con gli sci a spalle (al parcheggio non c'era
la neve) sotto la pioggia.
Alle nove la decisione: siamo partiti! Sì, alla volta del primo bar a prendere
un caffè!
Preso il caffè e constatato che non aveva ancora smesso di piovere,
siamo risaliti in macchina e siamo tornati a casa.
Ci riproveremo in una stagione più invernale di quella appena trascorsa.
Marco

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   15 maggio - Gita in Valle dell'Orco (EB)


Il 15 maggio 2016 Alberto Bello ci ha portati a fare una gita nella "frondosa"
Valle Dell'Orco.
A partecipare a questa gita c'erano le famiglie: Bello, Franco, Stocco,
Bena, Duretto, Errico e "le nonne" Laura e Mariarosa.
Quando ci siamo ritrovati tutti insieme abbiamo preso a camminare su
una strada sterrata che, man mano che andavamo avanti, si faceva sempre
un pochino più stretta?
Cammina cammina, un po' scaldati dal sole, un po' rinfrescati
dall'ombra delle fronde degli alberi e con un po' di fatica, siamo arrivati a un
borghetto: era molto bello perché le case erano tutte fatte di pietra e le viuzze
"a sentierino".
Lì c'era una fontana di pietra dove abbiamo riempito di acqua fresca le
borracce e abbiamo fatto una mini merenda con caramelle e frutta secca.
Una mezzora buona dopo siamo arrivati a un altro borgo dove ci siamo
limitati a vedere la chiesetta da fuori perché purtroppo era chiusa. Ma, per
nostra fortuna, in quel borgo c'era anche una vecchia scuola in cui siamo
potuti entrare. Era molto bella: nella prima stanza c'erano i banchi, la cattedra,
la stufa e alcuni libri di scuola?; nella seconda stanza, invece, si trovava
l abitazione dell'insegnante: il letto, il lavatoio, una scaffale che conteneva
una sveglia e il registro con anche gli orari delle lezioni?!
Abbiamo camminato ancora non poco e, superato un altro piccolo paesello,
siamo arrivati ad una diga? Lì ci siamo ben sistemati e abbiamo pranzato.
Subito dopo noi bambini siamo andati a giocare mentre i grandi ritiravano,
poi abbiamo fatto ancora "due passi" verso una grande cascata! Era
molto bella e mentre osservavamo anche il paesaggio circostante abbiamo
avvistato un cinghiale con i cuccioli e dei camosci!! Dopo di che siamo tornati
indietro attraverso un altra strada nel bosco, arrivati poi alla macchina
abbiamo dovuto salutarci e ognuno è tornato a casa?
Cosa si può dire di questa gita se non che è stata bellissima
Grazie Alberto!!!!
Silvia FRANCO

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   20-28 maggio - Trekking - golfo di Gaeta e isole ponziane


Come ogni primavera è in programma un "trekking" per l'Italia, che propone
una zona per lo più poco frequentata dai torinesi. Quest'anno è stata
scelta la parte meridionale del Lazio, ai confini della Campania, in Provincia
di Latina: Formia come base; le isole di Ponza, Palmarola e Zannone verso il
mare; Gaeta, i monti Aurunci, Cassino, Sperlonga, Itri nell'interno.
Partiti da Torino in 50 con "Freccia Rossa" (tappa a Roma, poi treno interregionale
fino a Forma ed infine aliscafo fino a Ponza), siamo giunti alla
meta verso le 17,00; abbiamo trovato sistemazione in hotel nel piccolo villaggio
di Le Forna, al centro dell'isola, dove abbiamo cenato a base di pesce
in terrazza con vista sul mare al tramonto.
Il giorno dopo è cominciata la "vera vacanza". Chi è andato in Capo
all'isola al Forte della Guardia; chi, più modestamente, ha scelto una passeggiata
più breve fino alla Punta dell'Inferno (non meno suggestiva e panoramica)
tra il verde della vegetazione e le ampie distese di ginestre in fiore.
Il giorno dopo, escursione in mare fino all'Isola di Zannone, anche se il
mare incuteva in alcuni qualche timore: ma noi, impavidi, siamo partiti ugualmente.
L'isola é molto interessante: l'abbiamo attraversata in ogni versante,
abbiamo fatto il bagno nella caletta di attracco del battello, abbiamo
visitato le rovine di un'Abbazia Cistercense, abbiamo preso tanto sole. Sulla
strada del ritorno abbiamo circumnavigato l'Isola di Palmarola, che ha affascinato
tutti con le sue rocce a strapiombo, i pinnacoli che sorgono improvvisi
da un mare profondissimo, le acque limpide ed i riflessi multicolori.
L'isola ci ha attratti tanto che siamo venuti via mal volentieri, ma il programma
ce lo imponeva.
Il giorno dopo, giorno di rientro sulla terraferma, le nuvole ci hanno accompagnato,
specie durante la visita alla "Dragonara", le cisterne romane di
raccolta delle acque.
Giunti a Formia, la sorpresa: siamo stati alloggiati in un Hotel, che era la
residenza estiva della Regina Elena di Savoia; camere splendidamente arredate,
parco in riva al mare con ampia spiaggia, elegante ristorante con servizio
eccellente (anche di qui non saremmo più venuti via).
Ma ogni giorno ci ha riservato delle sorprese: la visita alla Montagna
Spaccata di Gaeta, la salita al Monte Orlando e la visita al Mausoleo di Lucio
Munazio Planco , la discesa in città, pranzo in locale tipico, la visita alla Cattedrale
ed al Castello Angioino con ottime Guide?
Mercoledì 25, mentre un gruppo di noi ha visitato i resti della città romana
di Minturno, gli escursionisti finalmente hanno fatto un trekking in
montagna, sui Monti Aurunci: meta la Punta del Redentore a 1252 m, con
splendida vista sul mare, purtroppo offuscata dalle nebbie. Bella gita con visita
al Santuario di San Michele Arcangelo scavato nella montagna. Il pranzo
al Rifugio Pornito, che il gestore Vincenzo ci ha preparato, allietato dal suono
di due zampognari in costume ciociaro, ci ha visto tutti riuniti. Prima di rientrare
in albergo ci siamo concessi una breve passeggiata lungo l'antica Via
Appia sul selciato originario romano e borbonico.
Il giorno dopo, cultura, sport e archeologia: Abbazia di Monte Cassino.
Gli Escursionisti lo hanno raggiunto a piedi lungo la Cavendich Road tra i cimeli
della guerra, il gruppo Turistico l'ha visitata con calma ed appreso dalla
guida, la vita e le opere di San Benedetto. Pranzo in trattoria tra siti archeologici.
Nel pomeriggio tutti a cercare la frescura nelle Grotte di Pàstena, accompagnati
dalla guida nei meandri carsici degli Aurunci.
L'ultimo giorno in terra laziale l'abbiamo dedicato al Museo e Villa di Tiberio,
ed allo splendido Borgo d Sperlonga, con spuntino nella piazzetta belvedere
e passeggiata nelle strette bianchissime viuzze in un continuo saliscendi.
Poi a Itri la visita al Castello di "Fra Diavolo" ed al Muso del Brigantaggio.
Ritornati in albergo, abbiamo dovuto preparare le valigie per la partenza
mattutina (ahimè!!!) del giorno dopo.
Malvolentieri abbiamo lasciato questi luoghi ripercorrendo in treno
l'itinerario dell'andata: un piacevole viaggio ci ha riportato alla realtà di tutti i
giorni, e ad un clima torinese assai fresco, cui non eravamo più abituati, che
ha alimentato in alcuni di noi, raffreddori e malanni stagionali.
Bello!!! Tutto molto bello!!! È stata una bella compagnia.... Molta allegria,
molta serenità e molta partecipazione da parte di tutti. Personalmente
ringrazio i partecipanti ed i collaboratori che mi hanno consentito di attuare il
programma lungamente elaborato.
Franco

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   29 maggio - Benedizione Alpinisti e attrezzi a Civate


Suona la sveglia e'piove!!! Che peccato! E continua a piovere a intermittenza
per tutto il viaggio che facciamo in pullman in compagnia delle sez.
di Cuneo, Moncalieri e Pinerolo.
Per oggi ci sono due possibilità:
gruppo A: salita all'abbazia di S. Pietro al Monte (un'ora di cammino e
300 m di dislivello)
gruppo B: visita guidata al complesso di S.Calocero e alla Casa del Pellegrino
Finalmente si parte da Civate con una pioggerellina fine fine: io apro lo
zaino e, con rammarico, mi accorgo di aver dimenticato mantella e coprizaino.
Pazienza'ormai indietro non si può tornare. Del gruppo di Torino soltanto
Laura A. ed io non ci lasciamo spaventare dalla pioggia (che nel frattempo
è aumentata); lei più previdente di me ha una grossa mantella che le copre
anche lo zaino. Iniziamo il percorso intorno alle ore 10 inoltrandoci in un fitto
bosco molto umido e con pietre assai scivolose. Dopo un'ora circa arriviamo
all'abbazia di S. Pietro al Monte, situata in un luogo meraviglioso, su un vasto
prato, stupendo balcone sul Resegone e sui laghi della Brianza, a 650 m
di altitudine. Il complesso è uno dei più noti e straordinari esempi di architettura
romanica presenti sul nostro territorio. La sua fondazione viene fatta risalire
al Vlll secolo ed è legata alla leggenda della guarigione miracolosa di
Adalgiso figlio dell'ultimo re longobardo Desiderio. La pianta basilicale, a navata
unica, è definita da due absidi semicircolari contrapposte, una a oriente
e una a occidente. Stupendo e unico il grandioso affresco sulla controfacciata,
sopra la porta d'ingresso, che illustra la vittoria sul drago narrata
nell'apocalisse. La cripta, dedicata alla Vergine, conserva stupendi bassorilievi
in stucco e affreschi. Dimenticavo? a raccontarci la storia dell'abbazia
c'è un'ottima guida.
Dopo un the molto gradito, iniziamo il ritorno su un sentiero diverso, un
po' più lungo ma tutt'altro che facile in quanto la pioggia, che non ci ha abbandonato
per niente, insieme al fango ci ha addirittura cambiato il colore
delle scarpe e dei pantaloni. Arriviamo finalmente alla Casa del Pellegrino:
all'interno c'è il bellissimo chiostro cinquecentesco di S. Calocero . Addossata
alla parete, si trova una grande fontana in pietra dalla quale sgorga ancora
l'acqua dell'antico acquedotto romano. Alle 15.30 Santa Messa e benedizione
dagli alpinisti e degli attrezzi celebrata dal socio di Milano Mons. Claudio
Fontana, Cerimoniere del Duomo; Nuccia, Laura R. ed io abbiamo avuto il
piacere di unire le nostre voci al piccolo coro che animava la funzione. Dopo
la Messa ci aspettava un buon rinfresco (con vino, bibite, salatini, torte?)
purtroppo per noi è stato un po' veloce perché ormai era arrivata l'ora di
rientrare a casa. Ho conosciuto gente di Cuneo, Venezia e Milano molto
simpatica e anche molto brava a raccontare barzellette. Sono stata soddisfatta
perché era un trek che meritava e perché l'abbiamo fatto sfidando le
forze della natura.
Gianfranca

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   11 giugno - Lavori di apertura del Natale Reviglio


Anche quest'anno è giunto il momento di provvedere all'apertura del
Reviglio. Così come l'arrivo delle rondini annuncia la primavera, per noi andare
allo Chapy per l'apertura è indicazione inconfutabile che l'estate è alle
porte.
Il Team 2016 è numeroso; siamo ben in dieci.
Questo semplifica notevolmente le cose e, come facilmente comprensibile,
velocizza i lavori e diminuisce la fatica.
....l'importante è essere affiatati e ben organizzati!
Seguendo un memorandum (oggi si chiama check-list) e, soprattutto,
confidando nell'esperienza dei "veterani" ci mettiamo al lavoro.
I grandi temi sono:
- Impianto idraulico: apertura acqua e verifica di eventuali danni o perdite
(comprese lavastoviglie e lavatrice).
- Bagni : controllo sanitari e rubinetteria; pulizia generale.
- Stanze: controllo condizioni materassi, coperte e cuscini; pulizia generale.
- Corridoi: pulizia generale.
- Salone: smontaggio pannello divisorio; pulizia generale.
- Cucina: controllo funzionamento fuochi ed elettrodomestici; pulizia generale.
Per non parlare del controllo di caldaia e bollitore; la pulizia delle grondaie,
del terrazzo e della scalinata; la verifica delle riserve di gas e gasolio, e
molti altri piccoli dettagli che sono però fondamentali per consentire un efficiente
funzionamento della nostra Casa.
Ci sono stati alcuni imprevisti, come una perdita di acqua da un raccordo
sotto il lavandino della cucina (sostituita la valvola) ed un grosso ramo
spezzato, ma ancora attaccato alla pianta, che sarebbe potuto cadere
all'improvviso (in realtà, vista la fatica che c'è voluta a staccarlo, probabilmente
sarebbe stato su ancora anni; comunque abbiamo provveduto).
Non vi sto ad annoiare con il resoconto dei lavori fatti perché non vorrei
farli pesare di più a chi legge queste poche righe che non a noi che effettivamente
li abbiamo eseguiti.
Il messaggio che vorrei invece lasciare è che, lavorando insieme con
collaborazione e serenità, si fatica meno ed alla fine si è molto più soddisfatti
(provare per credere!).
Un riconoscente grazie a tutti i soci che hanno voluto dedicare questa
giornata al Reviglio, la nostra Casa allo Chapy.
Daniele

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   18 giugno - Forte Roncia - Moncenisio


La proposta era molto valida e adatta alle possibilità a volte limitate di
un buon numero di soci, che oramai, a causa dell'età si accontentano di escursioni
tranquille e con dislivelli lievi.
Così mi sono aggregata anch'io e con altri 16 soci siamo partiti alle 8
dal Maffei, con un piccolo pulmino. È già stato un buon risultato, viste altre
esperienze meno positive.
Le previsioni del tempo non erano molto favorevoli, e invece le nuvole
sparse che ci hanno sempre accompagnato fino alle 15, ci hanno salvato da
un sole che avrebbe potuto essere anche molto caldo. Questo ci ha permesso
di fare una piacevolissima escursione a quota 2000 su una strada sterrata
in lieve e dolce salita durante la quale abbiamo potuto ammirare la meravigliosa
fioritura dei prati del colle che in questo periodo erano davvero esplosi
i tutto il loro splendore. Genziane e genzianelle, miosotis, anemoni, ranuncoli,
ecc. Non mancava proprio nulla; e poi in basso ci accompagnava sempre
la vista del lago, in questo però mezzo vuoto, a causa dei lavori che si effettuano
ogni 20 anni.
In tempo relativamente breve abbiamo raggiunto il forte di Roncia che
con la sua particolare costruzione solida e circolare ci ha accolto nel suo interno
offrendoci una interessante e ricca documentazione storica.
Dopo il solito spuntino, con una discesa calma e tranquilla abbiamo raggiunto
un bar al colle del Moncenisio appena in tempo per salvarci da una
breve pioggerella. A Susa l sole ci ha accolto per una veloce visita alla cittadella
romana che parecchi di noi non conoscevano ancora. E così cosa chiedere
di più per un gruppetto di maturi escursionisti che hanno goduto: aria
buona, fiori a volontà, montagna e compagnia?
Grazie ai tre soci che l'hanno proposta, programmata e organizzata.
Jolanda Rastelli

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   26 giugno - Clue de la Maglia, Breil sur Roya


Chiunque pratichi torrentismo a cavallo tra Italia e Francia l'ha fatta almeno
una volta o ne ha sentito parlare.
È la Clue de la Maglia, un gioiellino di acqua verde smeraldo, morbidamente
scavato nei calcari bianchi della Val Roya.
È una forra molto spettacolare, ricca di tuffi, toboga e meandri da percorrere
a nuoto, con un breve ma inaspettato passaggio in grotta e una impressionante
cascata nel buio. Percorso molto ludico, tecnicamente poco
impegnativo, ma da non sottovalutare con portate importanti.
Erano anni che si voleva andare con i torrentisti della Giovane Montagna,
ma per un motivo o per l'altro abbiamo sempre rimandato, anche perché
per alcuni sarebbe stata l'ennesima ripetizione. Lasciamo le grandi verticali
al prossimo anno, questa volta ci si diverte!
Siamo in quattro, un gruppetto esiguo, diciamo il minimo sindacale per
muoversi in sicurezza nei torrenti, ma che permette di essere abbastanza veloci
e non perdere tempo nelle calate. Anche se abbiamo un'auto sola, riusciamo
a fare navetta fino all'ingresso, scroccando un passaggio ad altri torrentisti.
Temevamo il solito affollamento dei fine settimana d'estate, ma a
parte qualche gruppo commerciale, la presenza di altri torrentisti non è mai
stata fastidiosa, nemmeno nell'immancabile "coda" prima della grotta.
La giornata è splendida e il sole caldo, ma l'aria intiepidita dal sole che
risale la forra non riesce minimamente a mitigare l'acqua gelida di inizio stagione!
C'è tanta acqua grazie alle recenti piogge, e in alcuni punti bisogna
fare attenzione a non essere trascinati via o perdere gli zaini in qualche vortice,
proprio come accaduto nel primo toboga, dove la pozza di ricezione ci
ha fatto provare il brivido della biancheria in lavatrice (programma intenso,
ovviamente).
La Maglia è molto acquatica, si è quasi sempre a bagno e i tratti a nuoto
sono lunghi e dopo 4 ore e mezza di discesa, siamo felici di poterci stendere
al sole nel parcheggio delle auto!
Emanuele

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   26 giugno - Rocca Meja


Puntuali come orologi svizzeri ci ritroviamo in sette all'appuntamento di
Torino. Da qui, dopo un'ora e mezza di viaggio, seconda tappa a Demonte
dove si uniscono a noi Anna e Papà (in rappresentanza della sezione di Cuneo).
Quindi proseguiamo in auto, attraverso la bella Valle d'Arma e ci ritroviamo
al Colle Valcavera con il gruppetto "occitano", che è risalito dalla Val
Grana - Giovanna e Olga con Marta e Daniele.
Da qui, tutti insieme procediamo ancora fino all'Alpe Bandia da dove si
inizia finalmente a camminare.
Procediamo a passo spedito fino al Colle Margherina dove lasciamo a
sinistra la strada carrozzabile seguendo quindi il sentiero che procede in direzione
della nostra meta, la Rocca, che spicca ormai imponente davanti a noi.
Attraversiamo i vasti prati ricoperti di genziane, dai quali ogni tanto fa
capolino qualche marmotta, ed iniziamo quindi a salire tagliando in diagonale
sotto la bella parete rocciosa della Meja, dove notiamo alcune cordate impegnate
nella salita più diretta?
Terminato il ghiaione, continuiamo a salire seguendo la diagonale in direzione
opposta e con l'aiuto di alcuni cavi posti come corde fisse, raggiungiamo
l'inizio della cresta, il tratto più interessante.
Da qui è il momento di armarci di santa pazienza e accodarci alle tante
persone che hanno il nostro stesso obiettivo.
Raggiunta la vetta, in circa tre quarti d'ora dall'inizio del canalino, ammiriamo
finalmente il panorama a 360° facendo le foto di rito e spiluccando
qualcosa.
Qualche attimo di riposo e poi via, giù in discesa, in modo da anticipare
gli altri escursionisti presenti in vetta e cercando di evitare il traffico caotico
nel canalino.
Arrivati nuovamente alla base, raggiungiamo il Laghetto della Meja dove
ci uniamo al gruppo che aveva passeggiato fin lì? È finalmente ora di
pranzo e qui in riva al lago ci rilassiamo per circa un'oretta.
Raggiungiamo infine le auto, chiudendo il percorso ad anello passando
dal colle d'Ancoccia.
E per non farci mancare nulla, anche in macchina scegliamo un percorso
di rientro alternativo che ci porta, attraverso il Colle Fauniera a raggiungere Il
Santuario di Castelmagno.
Poco dopo, una sosta per salutarci e proseguiamo il viaggio verso casa.
Alberto Zenzocchi

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   2-10 luglio - I Folchi - Pensieri dal Cuore - Settimana bimbi sezione Torino


Una casa inaspettatamente accogliente che guarda un ruscello, dolce
sottofondo musicale che non ci fa mai sentire soli e un cielo che di notte ci
fa riscoprire la meraviglia delle stelle... bambini e grandi che condividono insieme
esperienze vecchie e nuove'risate di bimbe...bambini che inseguono
lucciole...la pallavolo in piazzetta.. la più piccola che impara a camminare sul
prato di casa e bimbi di qualche anno in più a scarpinare sulla cresta della
montagna...un buonissimo cibo condiviso sulla tavola o su un verde prato... i
turni per lavare i piatti come quando eravamo ragazzi...storie di lupi e di Pinocchi,
di marmotte e di uccellini salvati, di girini, di camosci e di stambecchi
straordinariamente vicini...bambini arrampicati sul muro della diga come
lucertole in cerca di sole...voci soavi nella Chiesa di San Bartolomeo...un
compleanno improvvisato come la partita a calcio subito dopo...un calcio balilla
regalato...giovani ragazze dentro una tenda con tanta voglia di crescere
e genitori con tanta voglia di fare del proprio meglio...piedi gelati dentro il
fiumiciattolo...mucche al pascolo e, in mezzo, un asinello del loro stesso colore...
calde camminate tra le montagne e fresche serate con le maniche lunghe,
il silenzio delle montagne e le filastrocche urlate dei bambini.. la calma
dei laghi ..i colori del cielo e le punte delle montagne specchiati sull'acqua..
una casa di montagna dove l'essenziale ci ha saziato abbondantemente nel
corpo e nella mente...questo e tanto altro ci ha regalato la nostra settimana
qui ai Folchi...Grazie.
Clara, una mamma del gruppo.

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   10 luglio - Gran Tournalin (3370 m)


Al momento di iscrivermi il mio allenamento è quasi nullo, ma la voglia
di fare una bella gita compensa ampiamente.
Siamo solo in cinque a raggiungere il parcheggio di Cheneil, verso le
7,30.
Lasciata l'auto, con il dubbio che in alto possa esserci ancora neve, carichiamo
sulle spalle anche piccozza e ramponi.
Raggiungiamo l'amena conca di Cheneil risalendo il ripido sentiero che
velocemente supera la bastionata dove ora è attivo un ascensore a cremagliera
(?a dire il vero, inaugurato il giorno precedente, è già fermo per qualche
disguido).
Procediamo, finalmente al sole, sul comodo sentiero che, compiendo un
ampio semicerchio, risale il vallone. Sullo sfondo il Cervino ci osserva.
Dopo una breve pausa riprendiamo il cammino.
Comodi ed ampi zig-zag ci fanno prendere quota senza fatica; poi il sentiero
si fa più ripido ed entriamo nel canalone dove constatiamo che i ramponi
potevano tranquillamente aspettarci in auto.
Continuiamo il nostro cammino sulla pietraia, allietati dalla compagnia di
un gruppo di camosci.
L'attraversamento di alcuni brevi ma ripidi nevai richiede comunque,
prudentemente, l'uso della picca (finalmente un po' di sollievo per le mie povere
spalle?).
Per gradoni e sfasciumi raggiungiamo il colle.
Il tempo si è un po' guastato.
Percorriamo la cresta risalendo un breve tratto attrezzato con corde fisse;
infine, percorrendo l'ultimo tratto di pietraia, arriviamo in cima.
Peccato! Il cielo si è coperto del tutto ed il Cervino, che scorgevamo
all'inizio della salita, rimane solo un ricordo.
Mentre Silvana, Marco ed io ci godiamo il meritato riposo, Giorgio e Daniele
proseguono per la cima Nord 3379m, poco più avanti.
Ricompattato il gruppo ci concediamo ancora un po' di "fresco" relax e
poi, recitata la nostra preghiera, iniziamo la lunga discesa.
Più in basso ci accoglie nuovamente il sole; il ricordo della gita mi accompagnerà
per un po' nel cuore e nelle mie povere gambe indolenzite
Grazie a Marco per la bella gita proposta.
Marta

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   28/31 luglio - Tour dell'Ambin


Il primo impatto con questo bel tour è stato un po' brusco: dopo qualche
centinaio di metri dal parcheggio, mentre ancora cercavamo di trovare la
strada tra i valloni del colle del piccolo Moncenisio siamo stati investiti dai
rimproveri secchi di un berger locale per aver seguito una traccia errata che
attraversava i suoi pascoli... Poi la discesa nel vallone d'Ambin, il pranzo
lungo il fiume e la risalita al rifugio omonimo, piccolo ma tutto sommato accogliente.
La nostra esperienza con i tre rifugi è stata in effetti un crescendo: dalla
spartana sistemazione della prima notte al Réfuge d'Ambin, alla calda atmosfera
musicale del Levi Molinari, per finire con la semplice e genuina accoglienza
di Nino e Giulia al Vaccarone.
In mezzo, tanto cammino, ognuno col suo passo, canti serali con il crepuscolo
e ma complessivamente un procedere piacevole e regolare.
Il secondo giorno inizia con la risalita al lago d'Ambin e successivamente
con ripida ascesa al colle omonimo, uno stretto intaglio che ci riporta sul
versante italiano, regno dei camosci, per nulla intimoriti dalla presenza umana;
da qui un piccolo drappello avanzato si lancia alla conquista del Monte
Niblé, poco sopra il colle d'Ambin.
La discesa sul Levi Molinari, lunga e faticosa, ci riporta in un certo senso
nella civiltà, con la possibilità di una doccia calda (o quasi); qui si uniscono
a noi anche Giorgio e Silvana, provenienti da un altro percorso. Con
l'aiuto di un buon vinello e dei fumi della polenta (superba quella con ortiche,
toma, radicchio e noci...) la serata vira velocemente verso il canoro, forti
delle quattro voci del gruppo Ottettomila e del gestore Marco Pozzi che si
unisce volentieri con la chitarra, e con lui la figlia Giulia alla viola - in alcuni
brani anche il nostro regista Gianni si esibisce come clarinettista - in un
ensemble inedito e unico....
Terzo giorno: transfer al Vaccarone, attraverso il passo Clopacà, dove
incrociamo Nino, gestore del Vaccarone che sta trasportando il carico di carne
e altre vettovaglie per la sera. Ci suggerisce di prendercela comoda,
all'ora di pranzo in effetti il caldo è forte. Raggiunto anche noi il rifugio, il
pomeriggio è destinato al relax, chi a far foto, le signore al lago dell'agnello
per l'occasione ridenominato SPA (e Silvana prende la cosa sul serio con
tanto di tuffi).
Grande cena, tra l'altro preceduta da sontuoso aperitivo offerto da un
simpatico gruppo di ragazzi di Parma a base di parmigiano reggiano, salame
felino e vino rosso.
La zuppa di cereali di Giulia e l'arrosto che segue sono super.... ma già
le pesche ripiene con cacao e amaretti nel pomeriggio ci avevano "viziati".
La notte fila via tranquilla, ma sin dal primo mattino tuoni e pioggia
scrosciante ci inducono ad una colazione "tranquilla" nella speranza di un miglioramento
che lentamente si fa spazio, consentendoci di ripartire ben coperti
ma asciutti alla volta del col Clapier, il famoso valico da cui si narra sia
passato Annibale con i suoi elefanti. Una serie di sculture e pannelli stilizzati
realizzati in un progetto comune tra Giaglione e Lanslebourg ci ricordano la
straordinarietà di tale impresa.
La minaccia di pioggia continua ad accompagnarci, ma resta tale fino al
colle del piccolo Moncenisio, dove ci concediamo il meritato spuntino finale,
con tanto di brindisi.
Riepilogando: paesaggi ampi, scorci di pascoli verdi e rocce aspre, laghi
nivali intensi.
Camminare nel silenzio, accompagnati dal vento. I canti serali al rifugio,
il senso dell'accoglienza vissuto al rifugio Vaccarone. L'atmosfera calda,
quasi di casa al rifugio Levi Molinari. L'aria frizzante e penetrante del mattino
che invita a partire dopo il temporale della notte.
Il bel sole luminoso di fine luglio, che ci coccola all'arrivo al Réfuge du
Petit Mont Cenis, con l'estate ancora davanti.
Insomma, una gran bella esperienza, resa possibile dalla voglia di tutti di
vivere la montagna dietro l'angolo con meno frenesia del solito "mordi e fuggi"
in giornata, condividendo e gustando anche i momenti di riposo e pace: il
Tour dell'Ambin offre tutto ciò in abbondanza.
Ancora un grazie a tutti i partecipanti, e una menzione particolare per
Nino Malavenda e Giulia, per averci fatto sentire a casa, condividendo con
noi un pezzo della loro avventura in questo angolo delle nostre montagne.
Marco Valle
PS - Ho chiesto ai partecipanti una sintesi in pillole del Tour, ecco cosa ci ha
condiviso Chiara Frizzi:
cantare a voci dispari
sorridere
salame e formaggio col vino
quando il telefono non prende
la bellezza che ti toglie il fiato
il suono dell'acqua
stare in silenzio
la crema quando la pelle tira
un amico che si racconta
aver tempo e niente da fare
ridere
fare due parole a tu per tu
gli ultimi passi prima della cima
dormire profondo quando sono stanca
mettere i piedi nel torrente
le sorprese
guardare le montagne da sola
guardare le montagne con gli amici
che se piove....piove fuori e io son dentro!
Sottoscrivo "che fortuna, all'Ambin c'era proprio tutto!

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   26-27 agosto - Bivacco Pol


Dopo quasi 10 anni dall'intervento di manutenzione straordinaria (sigillatura
delle giunzioni della lamiera zincata che riveste esternamente tutto il bivacco)
siamo tornati per un controllo generale. L'itinerario di accesso, prima
della Barma des Bouquetins, è stato attrezzato dalle guide di Cogne con una
scala a pioli e gradini infissi nella roccia a causa di un recente crollo al culmine
della ripida morena.
Il bivacco è in discrete condizioni generali; manca solo 1 cuscino; bisognerebbe
sostituire le fodere di materassi e cuscini; la porta - pur chiudendosi
abbastanza bene - presenta alcune criticità: il chiavistello ha preso molto
gioco, le battute orizzontali superiore e inferiore sono degradate (il legno è
scheggiato e fessurato, il risvolto di lamiera parzialmente schiodato); il lato
verticale opposto alle cerniere è incurvato. Valuteremo come intervenire per
evitare che la situazione peggiori.
Il tempo è stato più che favorevole: non una nuvola a ripararci dal sole
per entrambe le giornate, una stellata notturna come da anni non vedevo, al
mattino uno spettacolare mare di nubi riempiva tutti i fondovalle.
Per rientrare a valle abbiamo risalito il ramo centrale del ghiacciaio della
Tribolazione, raggiungendone il bacino pianeggiante, che abbiamo attraversato
a semicerchio per poi abbassarci lungo il suo ramo settentrionale. Al
termine del ghiacciaio (circa quota 3000 m) siamo scesi per pietraie e morene,
trovando una debole traccia di passaggio segnalata con radi ometti di
pietre. Arriviamo così al punto dove molti anni addietro vi era la confluenza
del ghiacciaio di Tsasset con quello della Tribolazione; le tracce continuano
ad abbassarsi lungo il torrente e non ne troviamo nessuna che risalga verso il
bivacco Leonessa, da cui pensavamo di passare. La risalita della ripida morena
che abbiamo di fronte è poco invitante e quindi proseguiamo la discesa.
La traccia esce dal canalone sfruttando una stretta cengia, scende per ripidi
prati interrotti da salti rocciosi e si ricongiunge al sentiero del Pol a valle
dell'attraversamento dei torrenti provenienti dal ghiacciaio della Tribolazione.
Dopo un salutare pediluvio ed una sosta all'ombra (finalmente) dei primi pini,
prima per sentiero e poi per la strada che sembra non finire mai raggiungiamo
Valnontey.
2 gelati ed una granita alla menta è infine il pegno che abbiamo pagato
(Daniele, Marta e il sottoscritto) agli indubbi vantaggi della civiltà.
Giorgio

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   3-4 settembre - Monviso


Ritrovo ore 13 in Piazza Caio Mario. Dopo esserci compattati nelle auto,
siamo partiti alla volta di Pian del Re, dove siamo arrivati alle 15.30 circa.
Parcheggiate le auto, con gli zaini in spalle ci siamo incamminati verso il Rifugio
Quintino Sella. Due ore e un quarto circa dopo, eravamo comodi nelle
nostre camere, suddivisi tra russatori e non. Dopo cena ultimo consulto riguardo
il percorso del giorno seguente, già precedentemente illustrato da
Daniele in sede. Luci spente, pronti per la partenza alle 5, del mattino, ovviamente.
Alle 6.30 in perfetto orario eravamo al passo delle Sagnette, da
dove abbiamo gustato il sorgere del Sole. Eccoci al Bivacco Andreotti, due
ore e qualche morena dopo, quella che è stata la nostra ultima sosta prima
del lungo, e a tratti impegnativo, percorso finale. Alle ore 11 circa abbiamo
toccato tutti la rinomata croce di vetta del Monviso e dopo le foto e i pasti
di rito, abbiamo iniziato la discesa lungo il medesimo itinerario di salita. Breve
(mezz'ora) sosta al Rif. Sella e alle 19 in punto eravamo di nuovo alle auto
a scegliere quale toma acquistare. Dopo 12 ore esatte di gita, la compagine
firmata Giovane Montagna ricalcava dunque lo stesso terreno lasciato il
giorno precedente nel primo pomeriggio.
Matteo

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   11 settembre - Madonna del Ciavanis


La gita la possiamo definire interdisciplinare: Antonella e Marco per la
parte escursionistica. Donatella, Marco e il sottoscritto per la parte in
mountain bike.
Raggiungiamo la meta di partenza, Vonzo - piccola e graziosa borgata -
, e dopo aver visto la pendenza dei tornanti che salivano da Chialamberto,
non ho alcun rimpianto per il fatto di averli percorsi in macchina.
Dal parcheggio ci dividiamo, chi per il sentiero e chi per la strada, dandoci
appuntamento al piazzale della Chiesetta.
La salita in bici si svolge su una bella strada, dove lo sterrato prende il
posto dell'asfalto dopo circa un chilometro, il percorso procede in mezzo al
bosco per uscirne poco dopo il bivio per Chiapili? il caldo comincia a farsi
sentire quindi faccio da servizio scopa di me stesso raggiungendo la meta in
un paio d'ore non senza fatica, vedendo gli amici che pedalano con disinvoltura.
Alla Madonna del Ciavanis ci riuniamo ad Antonella e Marco e pranziamo
chiudendo degnamente con il Limoncello del Presidente.
Visto che il tempo ancora lo permette, anche se le nuvole cominciano a
ricoprire i monti circostanti, proseguiamo a piedi in direzione della Bellavarda
raggiungendo con un tratto di discesa l'Alpe della Paglia, e risalendo la costa
di fronte in mezzo a prati di lamponi e mirtilli.
La nostra salita termina su una piccola "punta" posta sulla cresta che
porta alla vetta; qui facciamo la foto di gruppo e, dopo la consueta Preghiera,
iniziamo la discesa sotto le prime gocce di pioggia.
Nuovamente all'Alpe ci dividiamo e mentre gli escursionisti imboccano
il sentiero di discesa noi risaliamo a recuperare le bici e iniziamo la discesa
sotto la pioggia raggiungendo velocemente le macchine.
Qui ci riuniamo per un'ultima volta per i saluti con un arrivederci alla
prossima avventura.
Alberto Zenzocchi

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   11 settembre - Rifugio Salvin (10 partecipanti)


Il Rifugio Salvin è posto su un piccolo pianoro situato sul versante sud
della costiera che divide la Valle Grande di Lanzo dalla Valle di Locana.
Arrivati al Rifugio in auto, percorrendo la strada sterrata (in condizioni
non troppo buone) abbiamo cercato l'inizio del sentiero, che avevo percorso
anni fa, per la frazione Zanai posta sullo spartiacque che divide la zona del
Rifugio dal vallone che parte da Cantoira e sale al Lago di Monastero. Di tale
sentiero esistono vari tracciati sulle carte geografiche, ma evidentemente la
presenza della strada carrozzabile del lago di Monastero ha reso inutili tali
percorsi: di questi sentieri non esiste più traccia percorribile. Ci siamo quindi
diretti, a malincuore, verso la Frazione Menulla su una strada sterrata percorsa
da molti gitanti e ciclisti sino ad un vecchio fabbricato, in parte ristrutturato,
nei pressi del territorio di Menulla, dove abbiamo pranzato al sacco.
Ad un tratto una nuvolaccia cattiva ci ha regalato un bel po' di pioggia costringendoci
al riparo del provvidenziale casolare. Siamo quindi tornati al
Salvin dove nel frattempo è tornato il sereno che ci ha permesso un ottimo
rientro a Torino.
Vittorio

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   16-18 settembre - Raduno Intersezionale estivo a S.Martino di Castrozza


Eravamo veramente pochini (sette in tutto) ad attendere il pullman della
sezione di Cuneo che ci avrebbe portati a S.Martino di Castrozza per il Raduno
Intersezionale organizzato dalla sezione di Mestre. Peccato!
E pensare che il programma era allettante e poi, perché non approfittare
del passaggio del pullman per raggiungere comodamente luoghi per noi Piemontesi
tanto lontani?
Nel tardo pomeriggio di venerdì, S.Martino ci ha dato un benvenuto un
po' bagnato, ma le sue Pale si sono subito fatte ammirare nella loro maestosità.
Dopo la sistemazione in un accogliente ed elegante albergo ed una buona
cena, ci sono stati illustrati i percorsi delle gite per il giorno successivo,
un po' modificati a causa delle poco allettanti previsioni. Probabilmente però
qualcuno ha rivolto una preghiera speciale al Dio Sole perché - pur essendo
partiti sotto la cupola dell'ombrello - in poco tempo abbiamo avuto la gioia di
godere ampi spazi di sereno, sole e bellissimi panorami sui monti circostanti
per cui le gite programmate sono state effettuate felicemente e con molta
soddisfazione dei partecipanti.
Alla sera una cena tipica del Primiero ci è stata servita da graziose fanciulle
che indossavano gli eleganti costumi locali.
Cosa piacevole ed inaspettata: ogni Socio ha trovato sul tavolo un barattolo
di marmellata confezionata da un socio di Mestre con ben 40 kg di
lamponi accompagnata da questa ricetta:
"Contenuto: 100 g di Amore - 100 g di Rispetto - 1 tazzina di Ascolto -
2 zollette di Passione - 2 cucchiai di Dialogo - una spolverata di Follia e Humor"
A seguire una serata di presentazione del trekking al Cristo Pensante
per il giorno successivo (Domenica), statua con Croce che domina il passo
Rolle. Nessuno di noi conosceva l'esistenza e la storia di questo complesso
devozionale che lo scrittore - alpinista Pino Dellasega ci ha illustrato con una
conferenza ed un bellissimo video. Il suo trasporto e la sua installazione ad
opera di un elicottero militare a doppio rotore portante, hanno veramente del
rocambolesco ed hanno stuzzicato la nostra curiosità di vederla "in carne ed
ossa" sperando nella clemenza del tempo.
Ma così non è stato ed il percorso (anche molto affrettato in quanto il
nostro pullman doveva partire nel primissimo pomeriggio) si è svolto da parte
di quasi tutti i partecipanti in una tipica giornata autunnale. Rapida discesa,
veloce pranzo ed un "arrivederci a presto" prima della partenza.
Un grazie di cuore agli attivissimi organizzatori della sezione di Mestre
che hanno degnamente festeggiato il 70° anniversario della loro Sezione.
Giovanna

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SERATE IN SEDE


   giovedì 7 aprile: Canti di Montagna eventi di Guerra


Giovedì 7 aprile doveva essere una serata dedicata al Tibet. All'ultimo
momento non ha potuto essere realizzata ed è stata sostituita dalla presentazione,
da parte di Mariangela Demo, di un bel collage di CANTI DI MONTAGNA,
composti in occasione di eventi DI GUERRA. Occorre dire che ne è
scaturita una bella serata, gradevole, interessante e culturalmente valida. Ci
restano nella mente il riferimento alle Crociate, alle due grandi guerre,
all'entusiasmo e alla sofferenza dei soldati, la follia di quei tragici eventi.
Qualche titolo dei canti, tutti collegati da belle immagini:
Ta pum
Era una notte che pioveva
Il canto del Piave
Il testamento del capitano
Kalinka
Il Signore delle cime
È stata una presentazione organica, coinvolgente, fatta da persona esperta
e preparata. Molti gli applausi e un entusiastico grazie alla curatricepresentatrice
della serata. Un affettuoso grazie anche a Jolanda e Laura che
hanno scoperto questa'miniera? Rimane la speranza di ottenere una prossima
puntata.
Gianni e Bruna Riccabone

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   giovedì 14 aprile: Immagini dal Rally 2016


Non ho mai partecipato ai Rally scialpinistici come concorrente ma non
sono mai mancata a questo bellissimo appuntamento annuale, a volte partecipando
all'organizzazione, altre come semplice spettatrice e tifosa. È veramente
emozionante VIVERE questo evento ed è quindi piacevole RI-VIVERLO
nelle immagini raccolte e organizzate dal nostro valente cine-operatore G.M.
Rivedi gli amici, gli atleti, gli accompagnatori; respiri l'attesa, l'affanno, la fatica,
la gioia e qualche volta la delusione. Ricordi la neve sotto i piedi e, immancabilmente,
anche quella dal cielo, il panorama che non c'è, le mani gelate,
il tè caldo, ma soprattutto gli abbracci, l'amicizia, i sorrisi, le strette di
mano e....le coppe!!!! Alla fine un saluto a chi ha vinto e a chi ha perso con
un arrivederci al prossimo anno. Tutti comunque abbiamo vinto una bella
giornata o almeno una bella serata.
Laura

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   giovedì 28 aprile: Serata Occitana


Cena occitana:.....da leccarsi i baffi!!!!
È stata veramente la serata di Olga: sua l'idea, sua la ricerca delle aiutocuoche,
il menù, la cucina, il servizio? Alla fine, tutti contenti e con la pancia
piena di ravioles al Castalmagno e altre prelibatezze.
E non è finita qui!! La serata continua in tema : Olga ci presenta il suo
mondo con spiegazioni, immagini, poesie ma soprattutto con un grande cuore,
innamorato della sua terra e della sua gente.
Grazie Olga!
Laura

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   giovedì 12 maggio - Il Massiccio d'Ambin ed il Tour d'Ambin


Massiccio d'Ambin, rifugio Vaccarone, Rocca e Denti d'Ambin, Ghiacciaio
e Colle dell'Agnello: tutti nomi caduti nell'oblio da tanti anni, ma recentemente
tornati alla ribalta anche grazie alla riapertura, nel 2012, del rifugio
Vaccarone, dopo una lunga chiusura. Una serata di bellissime immagini presentate
da Nino Malavenda, fotografo, accompagnatore naturalistico, gestore
del suddetto rifugio e, soprattutto, un entusiasta appassionato che è ben
riuscito a trasmettere lo spirito che lo anima in tutte le sue attività. Abbiamo
avuto l'opportunità di conoscere ed ammirare aspetti dell'ambiente e del territorio
che normalmente sfuggono all'occhio affrettato (ed inesperto) di noi
alpinisti ed escursionisti, più portati a focalizzare l'attenzione soltanto
sull'itinerario e l'ascensione programmati. Serata interessante e stimolante in
particolare per i potenziali partecipanti al trekking di fine luglio, che si è poi
svolto proprio in questa zona.
Giorgio

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   giovedì 9 giugno - Il rifugio Quintino Sella sui Rochers


Interessante serata storico-tecnica. Gigi Costa ci ha presentato la storia
di questo rifugio sulla prima via italiana al M. Bianco, illustrandola anche con
le immagini di una sua salita in compagnia di altro soci in occasione di una
settimana di alpinismo organizzata dalla nostra sezione con l'ausilio del compianto
Giancarlo Grassi.
Successivamente sono state mostrate immagini del restauro conservativo
della costruzione, con alcune digressioni sulle tecniche di ristrutturazione
e ammodernamento senza interferire con l'aspetto e i materiali originali. La
parte più difficile sembra riuscire a mantenere intatte le scritte d'epoca a
matita sulle pareti in legno!
Un grazie a Gigi che ci presenta sempre delle serate istruttive, interessanti
e belle.

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VITA SEZIONALE


   Consigli di Presidenza Sezionale dal 12 maggio 2016 al 15 settembre 2016


Nei consigli intercorsi sono stati trattati i temi inerenti le manifestazioni sociali
previste nel periodo, in particolare quelle a valenza intersezionale.
Altro tema ricorrente ha riguardato la gestione dello Chapy; quest'anno in
particolare è stata decisa a ridosso dell'avvio della gestione una formula aggiuntiva
mirata a facilitare la frequentazione della nostra casa da parte delle
famiglie, prevedendo lo sconto totale della quota per i figli al di sotto dei 18
anni nel periodo dalla fine di luglio alla settimana di ferragosto. È stato inoltre
trattato il tema allaccio al nuovo tracciato di fognatura che scende dal rifugio
Torino, per il quale sono stati chiesti dettagli sui criteri di ripartizione
delle spese.
Segnalo infine la trattazione del tema partecipazione con un progetto Giovane
Montagna ai bandi europei. A fronte di un progetto preliminare redatto da
Ada Brunazzi, che illustrava svariate attività, alcune realizzate dalla CCASA,
altre da costruire, nonché molteplici iniziative culturali, il Consiglio ha deciso
di procedere con una riflessione strutturata, cercando di individuare in modo
selettivo la/le iniziative che si ritiene possano essere condotte in porto nel
prossimo anno.
L'esame sarà condotto a partire dalle prossime sedute.
Marco Valle

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