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Notiziario Sezione di Torino Ottobre 2022



ATTENZIONE: Nel testo seguente sono state riportate soltanto le parti del notiziario interessanti
al fine delle ricerche, il contenuto completo, nel formato originale, può essere consultato scaricando
il notiziario in formato pdf cliccando sull'immagine a lato.








VITA SEZIONALE


   ASSEMBLEA ORDINARIA dei SOCI - Giovedì 13 ottobre 2022 - ore 21,15


L'assemblea Ordinaria dei Soci è convocata mercoledì 12 ottobre 2022
alle ore 12,00, ed in mancanza del numero legale, in seconda
convocazione, giovedì 13 ottobre 2022 alle ore 21,15 presso la Sede
Sociale, per discutere e deliberare sul seguente:
ORDINE del GIORNO
1) Relazione del Presidente.
2) Esame del Bilancio Consuntivo 01/10/2021 - 30/09/2022.
3) Relazione dei Revisori dei Conti.
4) Approvazione del Bilancio Consuntivo 01/10/2021 - 30/09/2022.
5) Quote sociali 2023
6) Esame e Approvazione del Bilancio Preventivo 01/10/2022 -
30/09/2023
7) Determinazioni relative al nuovo tracciato strada Chapy
8) Informativa sulla gestione 2023 Natale Reviglio
9) Varie ed eventuali.

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ATTIVITÀ PREVISTA


   22-23 Ottobre 2022 Assemblea dei Delegati (Sez.Verona)


L'Assemblea dei Delegati 2022, organizzata dalla Sezione di Verona, si
terrà sabato 22 e domenica 23 ottobre a Roverè Veronese (VR), Comune
del Parco Regionale della Lessinia (rivolgersi in Sede per il programma
dettagliato).
Tutti gli interessati a contribuire fattivamente alla vita della Giovane
Montagna sono quindi invitati a prendere parte a questo momento di vita
associativa indispensabile per affrontare le sfide del presente e progettare
il nostro futuro

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   20 Novembre 2022 - S.Messa al Monte dei Cappuccini - Premiazione dei Soci fedeli


Alle ore 9 di domenica 20 novembre ci troveremo alla Chiesa di Santa Maria al
Monte dei Cappuccini per il consueto incontro annuale.
Verrà celebrata in chiesa la Santa Messa in ricordo e suffragio dei soci defunti.
Al termine della funzione saranno premiati i soci a noi fedeli che sono:
20 anni: Rita Marina COSTA FROLA, Carmelina MARINO;
60 anni: Giovanni MARCHISIO;
70 anni: Maria Teresa MORELLO.

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   16 Ottobre 2022 - Gita di Chiusura - Lago di Meugliano e Traversella


Quest'anno siamo ancora in fase di definizione per programma dettagliato, ma
abbiamo trovato però un posto che dovrebbe dare molteplici possibilità per tutti i
gusti.
Al lago di Meugliano si potranno fare 4 passi pianeggianti assieme al pranzo (i soci
di Ivrea ci stanno dando idee per una visita "turistica" in zona da fare in
mattinata).
Nella zona di Traversella sono possibili altre escursioni: il sentiero delle Anime con
le incisioni rupestri e/o la gita al monte Cavallaria.
Sempre a Traversella per gli arrampicatori c'è la possibilità di raggiungere la
falesia, con monotiri di tutte le difficoltà.
E il nostro socio "geologo" ha parlato persino di una miniera in zona.
Ci riuniremo nel pomeriggio (o nel pranzo in agriturismo) per il nostro momento di
chiusura e condivisione con la S.Messa.
Fatevi avanti numerosi in modo da poter accomodare tutti e attivare la attività più
gettonate.
Importante dare un riscontro appena possibile per chi è interessato al pranzo e al
viaggio in pullman.
Per iscrizioni e informazioni rivolgersi il Giovedì sera in sede
e a Laura Reggiani - Cell. 335 6814056
Commissione Gite
Dario FRANCO

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   6 Novembre 2022 - Sentieri nel Biellese


Per questa uscita al posto della baraggia originariamente indicata propongo la
visita della Bessa alla scoperta delle aurifondine una semplice passeggiata ad
anello per carrarecce che permette di visitare il settore centrale di questo singolare
altipiano.
Le aurifondine sono grossi cumuli di ciottoli residuo dell'imponente attività di
dissodamento e lavaggio delle sabbie aurifere condotta fin dai tempi dei romani. Si
parte da Vermogno frazione situata lungo la strada che da Cerrione porta a
Mongrando. Il percorso ad anello su itinerario non segnato ha uno sviluppo di circa
6 Km con un dislivello complessivo di 100 m e richiede circa 2,5 ore per essere
percorso con calma.
Non sto a sottolineare che l'escursione ha un evidente carattere geologico oltre che
storico visto che il luogo era una delle principali fonti del prezioso metallo per
l'impero romano.
Dal punto di vista naturalistico i ciottoli che si incontrano in abbondanza sono il
riassunto di tutte le varie rocce che nei millenni l'imponente ghiacciaio valdostano
ha eroso e accumulato sulla serra d'Ivrea.
Passeggiata adatta a tutti.
Equipaggiamento: Scarponcini comodi (Non scarpe da ginnastica)
Luogo di ritrovo: Da definire in sede (giovedì 3 Novembre)
Coordinatore di gita: Alberto GUERCI cell. 329 9774628
Dario FRANCO cell. 331 8126912

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   13 Novembre 2022 - Maggio e Montesino da Ivrea (MTB)


Percorso che si svolge all'interno della zona dei cinque laghi di Ivrea, offrendo
ampie viste sulle montagne circostanti e la Valle d'Aosta. Dalla stazione FS
dirigersi verso la passerella pedonale sulla Dora e percorrerla. Una volta terminata
proseguire sulla pista ciclabile sino a giungere alla rotonda posta di fronte a via
Palestro. Imboccare via Circonvallazione percorrendo circa 400 metri e poi svoltare
a destra in via Monte Stella. Seguire la strada asfaltata sino al Lago Sirio,
aggirarlo e prima che la strada cominci a salire dopo svoltare sulla sinistra. A
questo punto percorrere le poche centinaia di metri e poi imboccare la sterrata che
si incontra alla propria destra la quale conduce alla mulattiera per il Lago Pistono.
Seguendo le indicazioni per il lago medesimo si giungerà nel parcheggio del
ristorante LaMonella, dal quale si proseguirà verso Strada delle Vigne, ciottolata
ed in salita e prima di giungere all'area pic-nic bisognerà, in prossimità del culmine
della salita, svoltare a destra ed imboccare una nuova salita la quale porterà in
cima al Monte Maggio.
Salita ben marcata (tre bolli di diverso colore per un primo tratto e bolli rossi nel
secondo) che richiede un minimo di portage, ma del tutto fattibile anche per i meno
allenati. Giunti in punta imboccare la ben segnalata discesa che porta ai resti
dell'acquedotto romano, dopodiché proseguire per il Lago Sirio per il rientro finale.
Equipaggiamento: Indumenti Da MTB invernali - Caschetto
obbligatorio
Luogo di ritrovo: Da definire in sede (giovedì 10 Novembre)
Coordinatore di gita: Alberto ZENZOCCHI

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ATTIVITÀ SVOLTA


   Lago di Orfù - 28 Maggio 2022


Un "grintoso" gruppetto di socie (due soli uomini presenti) dopo aver incontrato
alla stazione chi era arrivato in treno, si è avviato verso il lago di Orfù. Abbiamo
effettuato il periplo del laghetto circondato da molti alberi, per fortuna molto in
ombra perché la temperatura era decisamente estiva. Poi in auto siamo saliti alla
bella villetta di Ivana e Rodolfo sulle alture di Oulx. Accoglienza calorosa dei
padroni di casa con ottimo pranzo preparato da Rodolfo. Pisolino sull'erba del loro
bel prato fiorito e visita dell'orto con donazioni di insalata. E come conclusione
della simpatica giornata siamo andati a contemplare la Torre Saracena.
Grazie ancora a Ivana e Rodolfo e a Laura (che organizza sempre tutto molto bene).
Paola BERTOLDI

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   Trekking sull'Etna - 2/5 Giugno 2022


L'Etna non è soltanto il vulcano attivo più alto d'Europa, ma, almeno per chi è
nato e abita alle sue pendici, è quasi una creatura. I locali infatti la chiamano
semplicemente 'idda, a muntagna', perché con essa han dovuto, nei secoli,
patteggiare una turbolenta e non facile convivenza, sempre attraversata da un
forte sentimento di appartenenza e di venerazione.
A dimostrazione che 'a muntagna' è una presenza viva, basta osservare le
impressionanti modificazioni morfologiche che l'Etna ha subito nel corso degli anni
anche più recenti, per ultimo il cratere di Sud Est che, con l'eruzione iniziata nel
febbraio di quest'anno e tutt'ora in corso, si è innalzato fino a 3350 m. L'Etna,
perciò, è un mondo a sé, affascinante e allo stesso tempo inquietante, che attrae
ogni anno migliaia di turisti ed escursionisti.
Daniele ha proposto un trekking sull'Etna, da effettuare sfruttando il ponte di
inizio giugno.
La stagione scelta è la più favorevole, con belle fioriture e temperature abbordabili.
Tra diverse possibilità è stato scelto di effettuare il trekking circolare antiorario di
quattro giorni, offerto da una organizzazione locale.
Nonostante l'impresa si presenti impegnativa, comportando una lunga tappa con
notte in un bivacco forestale privo di arredi e di acqua potabile, la proposta ha
grande successo e il gruppo conta alla fine una ventina di persone.
Gli organizzatori locali sono personaggi singolari, perfetti rappresentanti del
popolo etneo: Pippo, oltre i settanta, è il nostro accompagnatore e Giorgio,
ultraottantenne, è l'addetto alla logistica, capace di stipare nella sua auto un
numero impressionante di bagagli, vettovaglie e attrezzature.
Pippo e Giorgio, a dispetto della non più giovane età, si mostrano efficienti e alla
mano, mettendo a disposizione tutta la loro esperienza, passione e autenticità, nel
nome della più pura tradizione. Per dire, la sera al bivacco non si cenerà con
liofilizzati e barrette, bensì con salsiccia alla griglia e zibibbo per tutti. Va detto
che, saputo questo, tra i partecipanti è serpeggiata una certa preoccupazione.
Accolti da Pippo all'aeroporto di Catania nel primo pomeriggio di giovedì 2 giugno,
a causa del notevole ritardo dell'aereo su cui viaggia il grosso del gruppo, la prima
tappa viene modificata al volo, accorciandola opportunamente. Su un minibus
veniamo condotti al rifugio Citelli, sul versante di nord est, da dove ha inizio il
nostro percorso ad anello. Qui ci attende uno 'spuntino' preparato nel frattempo da
Giorgio nell'area picnic nei pressi del rifugio.
In mezzo al tavolo troneggia un'enorme scatola metallica di sgombri sott'olio,
attorniata da una quantità di salami, soppressate, pecorini piccanti, ricotta salata,
olive e pomodorini, innaffiati da buon vino rosso locale in tetrapak e, per finire,
Zibibbo per tutti.
L'obiettivo di oggi è un'escursione abbastanza breve, da fare con zaini leggeri, che
ci condurrà all'alberghetto Clan dei Ragazzi, dove il resto del bagaglio ci precede
sul minibus; la località è a breve distanza dall'ex villaggio turistico Mareneve dove
avrà inizio l'impegnativa tappa di domani.
A proposito di temperature abbordabili, non avevamo certo potuto tenere conto
dell'anticiclone 'Scipione', un nome un programma, che proprio in questi giorni
dall'Africa porta sull'isola un caldo tropicale!
Dunque, ben rimpinzati e con un caldo africano, partiamo per la traversata dei
piccoli e vecchi crateri Sartorius, in un ambiente magnifico reso spettacolare dalla
luce del tardo pomeriggio, tra rade pinete di un verde smagliante che si stagliano
sull'ondulato tappeto di lapilli neri picchiettato di pigne rosse.
Al Clan dei Ragazzi cena allegra e notte tranquilla nei bungalow in cui siamo
comodamente sistemati.
Preparato il minimo indispensabile per i due giorni che ci attendono, con
pernottamento al bivacco di Monte Scavo, lasciamo il resto dei bagagli a Giorgio
che li recapiterà direttamente al rifugio Sapienza (punto di arrivo del nostro
percorso di oggi e di domani). In compenso ci carichiamo, come previsto, tutte le
vivande e le attrezzature necessarie per questi due giorni: materassini in espanso,
la griglia per barbecue, diversi chili di salsicce piccanti e di pane, i cospicui avanzi
del picnic di ieri, vari litri di rosso, un paio di litri di Malvasia, fornello e pentola
per una minestra, stoviglie di plastica, tre-quattro litri di acqua a testa....
Dopo un breve tratto di asfalto imbocchiamo una sterrata forestale, la cosiddetta
'Pista Altomontana', che non abbandoneremo più e lungo la quale si snoderà la
nostra fila colorata, a volte sfilacciandosi in piccoli gruppi, poi sempre riunita
dall'attenta cura di Daniele e Pippo.
Attraversiamo verso nord e poi, man mano, verso ovest delle bellissime foreste
miste di enormi betulle e pini che si alternano a vastissime colate di lava di tutte le
epoche, mentre sulla nostra testa i crateri sommitali emettono incessantemente
fumi densi e grigi e vapori bianchi.
Sul nostro percorso non incontreremo nessuno.
Strada facendo, Pippo ci rende edotti della vita, sia sotterranea che visibile, del
"nostro vulcano". Veniamo così a sapere che le eruzioni, che si generano sempre da
una frattura della crosta terrestre, possono essere esplosive, con il lancio di
materiale incandescente anche a diversi chilometri di altezza (questo tipo di
eruzioni sono quelle che formano i crateri), o effusive, quelle che alimentano le
colate di lava e sono le più pericolose.
Le soste, oculatamente scelte all'ombra, sono accolte con sollievo (anche se sempre
troppo brevi per il nostro cameramen e regista Gianni che amerebbe disporre di più
tempo per approntare i suoi pregevoli effetti speciali).
Benché la strada si snodi con dolci saliscendi, ad una quota tra i 1400 e i 1700
metri, la calura si fa sentire, appena mitigata a tratti da benefiche folate di vento,
e ad ogni sosta si beve. Di questo passo le nostre scorte rischiano di esaurirsi ben
prima di domani...
Iniziano a rimbalzare, dai vari GPS in mano ai presenti, i chilometri già percorsi e
quelli, stimati, da percorrere, che sono sempre ancora troppi...
Giungiamo al bivacco di Monte Spagnolo, finalmente oltre metà percorso, luogo
deputato alla sosta pranzo, all'ombra e con un pozzo a cui potersi rinfrescare
(l'acqua non è potabile). Dopo un'oretta di relax riprendiamo la circumnavigazione
del grande cono con direzione di marcia verso sud. Ora il versante è piuttosto
uniforme e abbastanza ripido, con vaste distese di cespugli fioriti, in particolare
ginestre e saponarie, che si alternano ad alberi più radi, tra cui campeggia il
maggiociondolo.
Nonostante il sole sia ancora più caldo, il morale della truppa si mantiene alto e
nessuno si lamenta.
Alle 17,30 arriviamo al bivacco di Monte Scavo, una bella costruzione spaziosa e
abbastanza ben tenuta, benché spoglia come le altre simili. In un angolo c'è il
camino e lungo le due pareti laterali un rialzo in muratura consente eventualmente
di stendervi alcuni materassini.
Una trave centrale si innalza fino al soffitto, attorno c'è un tavolato circolare con
panche purtroppo parzialmente distrutte. Non ci sono altri ospiti.
Anche qui è presente un pozzo e, ingegnandosi con bottiglie di plastica e cordini,
riusciamo ad attingere acqua per rinfrescarci e cucinare. Pippo, sopraffatto da un
abbassamento di pressione dovuto al gran caldo, si stende a riposare.
Siamo tutti piuttosto provati, ciononostante diversi di noi si prodigano subito per
allestire la cena.
Ben presto, nell'angolo di un muretto circostante, le salsicce iniziano a sfrigolare
sulla griglia sopra un bel fuoco di legna raccolta in giro. Sul fornello bolle l'acqua
con la minestra.
Il dopocena, al crepuscolo, vede comparire tra le mani del maestro Gianni una
piccola cornamusa elettronica e l'esecuzione delle prime melodie riempie di
ammirazione e stupore il nostro Pippo, rianimato dal riposo e dalla convivialità, il
quale resta ancora più estasiato dall'improvvisata esibizione del coro. Poi ci
accingiamo a sistemarci per la notte; chi fuori sui più morbidi lapilli, chi all'interno
sul duro impiantito, con il cuore leggero.... Non sapendo che, ad un certo punto, a
movimentare la notte, ci penserà madama la volpe, con un'improvvisa incursione
dalla porta lasciata socchiusa.
Alle grida di Marta, svegliata di soprassalto dal rumore della bestiola che cerca di
trascinare fuori un sacchetto della spazzatura, si crea un'improvvisa baraonda.
Quelli fuori raccontano poi che la volpe, mollato il maltolto e terminato il suo giro
di ricognizione, sentendosi non ben accolta girerà i tacchi senza fretta e sparirà nel
bosco.
Al mattino siamo tutti svegli di buon'ora, benché la tappa odierna, in confronto a
quella di ieri, sia una passeggiata.
Il percorso è nuovamente molto vario, ravvivato dalla presenza di rigogliosi
maggiociondoli su distese di lapilli, tra campi di lava e zone ombrose di foreste di
pini, fino al bivacco Galvarina, dove facciamo una lunga sosta anche per non
arrivare troppo in anticipo al parcheggio posto all'ingresso del Parco.
Qui Giorgio è in attesa con un buffet preparato con cura.
Sul tavolo compaiono persino delle fresche ciliegie, albicocche e un melone, oltre
agli squisiti sgombri in scatola, affettati e formaggi. (Non manca il rosso in
tetrapak e il litro e mezzo di Zibibbo come da consuetudine).
Peccato che ci tocchi digerire tali prelibatezze con la risalita di un'ora sotto il sole
al rifugio Sapienza.
Ma tant'è ....... e questo segna anche il brusco ritorno alla civiltà: grandi
parcheggi, alberghi, impianti di risalita e molti turisti di tutte le provenienze.
Nella sala bar del Rifugio Sapienza Pippo e Giorgio ci offrono un rinfresco, per
celebrare la riuscita del trekking.
L'ultimo giorno, di domenica, ci attende l'escursione verso i Crateri Sommitali della
'muntagna', che, data l'eruzione in corso, non saranno purtroppo raggiungibili.
Affidati alle cure di Luciano, guida vulcanologica, e accompagnati da Pippo,
prendiamo la funivia fino alla stazione superiore del 'Piccolo Rifugio' e da qui
saliamo in direzione della spaccatura del Cratere di Sud Est, fino ai 2900 metri dei
coni gemelli del Monte Barbagallo, formatisi durante l'eruzione del 2002-2003.
Percorriamo tracce di sentiero su un terreno che sfuma continuamente dal rosso al
grigio al nero, movimentato da colate laviche di varia età, rari altopiani e fianchi
spogli di piccoli crateri laterali. Percorriamo un caratteristico budello tra due
pareti di rocce, sul fondo del quale pestiamo della neve ricoperta da uno strato di
lapilli: un esempio di 'neve fossile'.
Per un singolare fenomeno, dovuto a correnti ascendenti, osserviamo man mano un
numero impressionante di coccinelle catapultate quassù a punteggiare le rocce e i
lapilli di lava nera.
Al ritorno compiamo un anello che ci porta ad affacciarci sulla selvaggia Valle del
Bove; un paesaggio primordiale, costituito da un immenso campo di lava racchiuso
tra alte pareti, in cui sfocia anche la colata attuale, per fortuna modesta e poco
minacciosa, che si percepisce soltanto per le esalazioni di fumo visibili.
Dulcis in fundo, alcuni di noi si concedono una veloce 'sciata' sui lapilli dalla
stazione del 'Piccolo Rifugio' fino al rifugio Sapienza.
Poi è il momento dei saluti...
Il minibus dell'organizzazione, con Giorgio, ci preleva dal rifugio Sapienza e ci
distribuisce alle varie destinazioni: chi in aeroporto, poiché rientra a Torino già
stasera, chi al camping oppure in altre sistemazioni a Catania (perché alcuni
rientreranno con più comodo nei giorni successivi).
Ciascuno porterà sicuramente nell'animo da questa avventura, insieme all'allegria
che ci ha sempre accompagnato, la bellezza di una natura primordiale e severa e
l'accoglienza di una terra e dei suoi abitanti, dolce e ospitale.
Pierluigi SALZA

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   Trekking sull'Etna (2) - 2/5 Giugno 2022


Quando rientro da un trekking di più giorni, solitamente mentre cerco di
riordinare il caos inevitabile dei bagagli da risistemare, ho l'abitudine di
ripercorrere le emozioni dei giorni appena trascorsi.
In modo disordinato riaffiorano ricordi e sensazioni che si fissano più nel cuore che
nella memoria.
Questo è stato un viaggio particolare che in comune con gli altri ha avuto solo il
camminare con gli amici di sempre, per il resto ha suscitato emozioni molto diverse
e contrastanti.
Una delle cose che mi ha colpita è la varietà e l'intensità dei colori, la lava scura
con la ginestra di leopardiana memoria che appoggia sulle sue pendici pennellate
di giallo intenso, il verde dei boschi di betulle etnee che regalano momenti di
ristoro, l'azzurro del cielo sopra le nostre teste...
La notte trascorsa sotto le stelle davanti al bivacco mi ha regalato emozioni
intense, compreso l'adorabile musino della volpe venuta a farci visita nella
speranza di un po' di cibo.
Quando poi si sale più in alto si ha l'impressione di essere sbarcati su un altro
pianeta: i passi fanno uno strano rumore, a volte sembra di calpestare neve, altre
di poggiare i piedi su schegge di vetro, a seconda della consistenza del terreno, che
altro non è che lava vulcanica più o meno raffreddata. Quella lava risalente alle
eruzioni che si sono susseguite nel corso degli anni e che la guida elenca quasi con
affetto, come se parlasse di amici.
Il mare in lontananza, la sensazione assurda di essere su una montagna e la
percezione che in realtà si tratti di qualcosa di molto più potente. é difficile da
descrivere quello che si prova sull'Etna. L'idea di camminare su qualcosa di vivo, in
divenire, in movimento in qualche modo, è impossibile da spiegare.
Nei giorni seguenti, passeggiando per le vie di Catania tra gli edifici in basalto, "a
muntagna", l'Etna fa sentire forte la sua presenza.
Antonella GAMERRO

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   Petit Mont Blanc - 12 Giugno 2022


Dopo una giornata di lavori al Reviglio, cosa c'è di meglio che svegliarsi molto
presto per fare una lunga gita? Ecco, salendo lungo la strada che porta al Combal
qualche dubbio prova ad affacciarsi alle nostre menti assonnate, ma è solo dovuto
alla monotonia della strada. Basta guardare in alto ed è subito chiaro che essere
qui è la cosa migliore che potessimo fare.
Siamo solo in sette ma veniamo presto raggiunti da un gruppo del CAI molto più
numeroso (e rumoroso), con il quale iniziamo un'alternanza di sorpassi,
scambiandoci frequentemente di posto in testa alla fila. Seguiamo il sentiero con
alcune piccole varianti sui nevai che ancora riempiono il vallone, il che rende un po'
faticoso il procedere, tanto che l'amico Giuseppe decide di fermarsi ad aspettarci su
una delle fasce di roccette.
Quando arriviamo al bivacco Rainetto notiamo subito con soddisfazione che è
ancora di un bel colore rosso intenso, merito dei lavori di ripristino effettuati nel
2019, di cui possiamo essere giustamente orgogliosi.
Mentre Marta si dedica ai doverosi lavori di verifica e pulizia interna del bivacco,
noi calziamo i ramponi e procediamo in due cordate verso la cima del Petit Mont
Blanc, che raggiungiamo per il ghiacciaio e le brevi roccette sommitali. Siamo
riusciti ad essere più veloci del gruppone, così per una decina di minuti possiamo
goderci la punta tutta per noi. Peccato che il Monte Bianco sia nascosto dalle
nuvole, ma il resto del panorama è comunque stupendo.
Ben presto arrivano anche gli altri (ma quanto parlano?) e così scappiamo e
torniamo velocemente al bivacco.
Purtroppo non possiamo fermarci molto, i
tempi della gita in giornata impongono di
iniziare la discesa. Nel tentativo di
faticare il meno possibile sfruttando le
lingue di neve, ci allontaniamo dal
percorso segnalato e finiamo su di una
zona di roccette che avrebbe fatto la
felicità di un agile cercatore di cristalli,
un po' meno di una persona con le gambe
stanche ed i ramponi ai piedi (ma i
cristalli c'erano per davvero).
Recuperato il sentiero ed anche l'amico
che ci ha atteso per ore sulla sua comoda
cengia, ci imbattiamo nell'ultimo ostacolo
della giornata: una cascatella, che
stamattina era attraversabile
agevolmente,
ora è diventata impetuosa. Un'eventuale
caduta sulle rocce viscide potrebbe avere
conseguenze nefaste, così Daniele e
Maurizio attrezzano la traversata con una
corda fissa, che ci permette di passare in
sicurezza e senza bagnarci troppo.
Il resto è ancora una lunga discesa che ci
riporta alle auto stanchi ma felici, e infine
al Reviglio a ricongiungerci con chi è
rimasto a finire i lavori o semplicemente a
riposarsi.
Mariateresa BOLLA

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   Vallone delle Cime Bianche - 19 Giugno 2022


La Giovane Montagna devient internationale !
Bonjour à tous !
Arrivée tout droit de Bretagne, j'ai
intégré le groupe de la Giovane
Montagna en mai. Je m'appelle Zoé,
j'ai 22 ans et afin de devenir
ingénieure, je réalise un stage à
Politecnico di Torino. Ma première
sortie était celle de Vallone delle
Cime Bianche.
Nous sommes partis de Turin à 7h, en direction de Saint-Jacques dans la vallée
d'Ayas, point de départ de la randonnée. Nous étions un groupe d'une dizaine de
randonneurs, accompagné de « Ash » (je ne sais pas comment cela s'écrit), le chien.
Le début de la randonnée progressait à travers les sapins, par un sentier plutôt
raide, puis nous avons traversé plusieurs prairies, avec un dénivelé plus faible.
Nous pouvions apercevoir un glacier sur notre droite, tout au long de notre
ascension. Le groupe était très sympathique, et malgré la barrière de la langue, j'ai
pu discuter et le groupe était toujours soucieux de ma bonne intégration. Il faisait
très chaud pour un week-end de début juin, mais le temps s'est couvert au cours de
la journée, rendant la sortie plus agréable. Une fois arrivés au Gran Lago delle
Cime Bianche, aux alentours de 14h, nous avons fait une pause.
Une partie du groupe est restée près du lac, et à 5, nous sommes montés au Colle
Superiore, à 2982m, d'où nous avions une vue sur le Mont Cervin. Les nuages
cachaient tout le massif, excepté la pointe du Mont Cervin!
Petit bémol, une fois arrivés au Col
Supérieur, nous nous sommes
retrouvés sur un terrain en travaux,
avec des engins de chantier, pour les
installations relatives au ski alpin, ce
qui dénaturait le paysage..
Après avoir pris notre pique-nique au
bord du lac, nous sommes
tranquillement rentrés aux voitures.
Sur le trajet du retour, nous nous
sommes arrêtés à une fromagerie, et
j'ai pu goûter la Fontina, très bon
fromage !
Merci à tous pour l'organisation et mon accueil !
Zoé BOURGAIN

La Giovane Montagna diventa internazionale!
Buongiorno a tutti!
Direttamente dalla Bretagna, a maggio sono entrato a far parte del gruppo Giovane
Montagna. Mi chiamo Zoé, ho 22 anni e per diventare ingegnere sto facendo uno stage al
Politecnico di Torino.
La mia prima uscita è stata il Vallone delle Cime Bianche.
Siamo partiti da Torino alle 7 del mattino, diretti a Saint-Jacques in Val d'Ayas, punto di
partenza dell'escursione. Eravamo un gruppo di una decina di escursionisti, accompagnati da
"Ash" (non so
come si scrive), il cane. L'inizio dell'escursione è proseguito tra gli abeti, su un sentiero
piuttosto ripido, poi abbiamo attraversato diversi prati, con un dislivello inferiore.
Abbiamo potuto vedere un ghiacciaio alla nostra destra mentre salivamo. Il gruppo è stato
molto amichevole e, nonostante la barriera linguistica, sono stato in grado di discutere e il
gruppo è sempre stato preoccupato per la mia buona integrazione. Faceva molto caldo per
un fine settimana all'inizio di giugno, ma il tempo è diventato nuvoloso durante il giorno,
rendendo la gita più piacevole.
Una volta arrivati al Gran Lago delle Cime Bianche, verso le 14, ci siamo presi una pausa.
Una parte del gruppo è rimasta vicino al lago, e alle 5 siamo saliti al Colle Superiore, a
2982 m, da dove si vedeva il Cervino. Le nuvole nascondevano l'intero massiccio, tranne la
punta del Cervino!
Piccolo problema, una volta arrivati al
Col Supérieur, ci siamo trovati su
terreni in costruzione, con macchine
edili, per gli impianti relativi allo sci
alpino, che hanno stravolto il
paesaggio...
Dopo aver fatto il nostro pranzo in riva
al lago, siamo tornati tranquillamente
alle macchine. Sulla via del ritorno, ci
siamo fermati in un caseificio, e ho
potuto assaggiare la Fontina, formaggio
molto buono!
Grazie a tutti per l'organizzazione e il
mio benvenuto!
Zoé BOURGAIN

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   Trekking del Monviso - 24/26 Giugno 2022


Il trekking del Giro del Monviso, programmato in tre giorni dal 24 al 26 giugno ha
riscontrato un notevole successo per il numero dei partecipanti, ben 17 di cui 9
donne e 8 uomini. L'itinerario proposto è stato quello classico con partenza dal Pian
del Re (2020 m), pernottamento al rifugio Quintino Sella (2640 m) per il primo
giorno, al rifugio Vallanta (2450 m) per il secondo e ritorno al Pian del Re nel
pomeriggio del terzo.
Il giro, stante sia uno dei più noti e frequentati delle Alpi, riscontra sempre grande
interesse perché permette di apprezzare una notevole varietà paesaggistica fra
laghi alpini, praterie fiorite, pareti mozzafiato oltre alla consueta presenza di
stambecchi e marmotte e all'ambiente geologicamente molto interessante.
Il percorso che nel complesso si sviluppa per ben 31 km permette di superare un
dislivello complessivo tra salite e discese di 2.450 m con l'attraversamento di 4
colli, l'ultimo dei quali, il colle delle Traversette a 2950 m, si può aggirare
utilizzando il cosiddetto "Buco di Viso" il più antico dei trafori alpini di soli 80
metri di sviluppo che consente un agevole passaggio ad una quota di 90 m inferiore
rispetto al colle.
Purtroppo il primo giorno il tempo non è stato così favorevole e prima dell'arrivo al
rifugio Quintino Sella siamo stati sorpresi dal temporale che ci ha inumiditi non
poco e infreddoliti. Nel tardo pomeriggio, rimessosi il tempo alcune delle
partecipanti, tutte donne, hanno deciso di affrontare la salita al Viso Mozzo, che
con un breve percorso dal rifugio permette di raggiungere i 3019 m della cima. Il
giorno successivo sabato, complice un tempo splendido, abbiamo affrontato senza
problemi il trasferimento di circa 14 km di sviluppo al rifugio Vallanta, situato sul
versante ovest del Monviso. Verso mezzogiorno ci siamo concessi una
piacevolissima sosta di un'oretta in riva al torrente, immersi nella frescura del
bosco e per alcuni anche nell'acqua del torrente per rifocillarci ed affrontare
l'ultimo tratto del percorso fino al rifugio.
L'ultimo giorno, domenica, con previsioni meteo incerte siamo partiti presto per
evitare il classico e previsto temporale pomeridiano. Abbiamo così affrontato il colle
di Vallanta a 2811 m e raggiunto il "Refuge de Viso" (2460) in Francia, di qui siamo
risaliti fino al Buco di Viso per l'ultimo tratto di discesa.
Il versante italiano ci ha accolti da una caligine foriera di pioggia, che ci ha
permesso comunque di raggiungere le auto senza bagnarci.
La classica birra al bar del Pian del Re, ha concluso in allegria l'ottima riuscita
della nostra tre giorni attorno al Monviso. L'affiatamento del gruppo si è rivelato
veramente la sorpresa che ha permesso a tutti di gustare in allegria. lo splendido
percorso ai piedi del piemontesissimo Re di Pietra.
Alberto GUERCI

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   Trekking del Monviso - Viso Mozzo - 24/26 Giugno 2022


La prima tappa del Giro del Monviso si è conclusa al rifugio Sella con una bella
pioggia battente che non ha consentito la salita al Viso Mozzo.
Nel pomeriggio però, dopo un pranzo più o meno lauto, il maltempo sembra
attenuarsi e ritorna la voglia di camminare ancora un po'.
Dopo qualche tentennamento, si arriva alle 16:30 con la decisione finale: proviamo
a salire, con l'accordo di girare subito i tacchi alla prima avvisaglia di
peggioramento.
Ci vestiamo adeguatamente (non vogliamo imitare la ragazza in ipotermia che
abbiamo incontrato in rifugio) e partiamo in 6, guidati dal buon passo di MTB.
Il tempo sembra reggere, le nuvole corrono veloci e il panorama pian piano si apre;
un paio di camosci ci guardano incuriositi.
In meno di 1 ora raggiungiamo la cima, sostiamo brevemente per qualche foto e poi
iniziamo a scendere.
Il Re di Pietra rimane sdegnosamente ammantato di nubi; ci sarà consentito di
ammirarlo nei giorni seguenti del giro.
Per il momento, in rifugio ci aspetta una buona cena, anticipata da una bottiglia di
prosecco.
Silvana PONSERO

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   Settimana a Versciaco (Gruppo famiglie) - 24 Giugno - 3 Luglio 2022


È stata sicuramente una settimana molto suggestiva, appagante e divertente, che
ci ha dato l'entusiasmante opportunità di vedere nuovi luoghi e camminare su
sentieri che ad ogni passo ti rivelavano uno scorcio di panorama in più o lo
nascondevano fino all'ultimo facendo crescere ogni minuto l'aspettativa e il
desiderio di vedere "che cosa c'era dietro l'angolo" per poi restare ovviamente a
bocca spalancata davanti alla maestosità delle montagne circostanti e alla bellezza
ipnotica dei prati verdeggianti o degli specchi d'acqua cristallina in cui quasi ci si
poteva specchiare.
E tra panorami magnifici, il buon cibo che caratterizza ormai da anni ogni nostra
settimana, il ridente suono dell'ukulele che accompagnava la nostra preghiera
cantata di rito prima dei pasti, la giornata di pioggia che ci ha proprio obbligato a
scoprire il divertimento degli scivoli della piscina di Dobbiaco e tra tutte le attività
sportive che hanno occupato le nostre giornate, la buona compagnia ovviamente
non è mancata: una settimana di risate, di abbracci, di grandi sorrisi, e da non
sottovalutare i discorsi filosofici e le barzellette che si raccontavano la sera in
stanza con le luci spente.
Se dovessi definire in pochi termini la settimana GM di quest'anno direi che
nonostante il divario d'età tra alcuni di noi provo un grande affetto per tutti i
ragazzi e i genitori con cui ogni anno condividiamo insieme delle esperienze come
queste. E forse non sono più poche parole, ma vorrei ringraziare ognuno di loro per
riuscire sempre a strappare un sorriso a chi è giù di corda, a regalare un abbraccio
a chi ne ha bisogno e a guardare insieme nella stessa direzione un tramonto, la
cima di un monte, una distesa d'erba verde o semplicemente un piccolo fiore che a
molti passa inosservato.
Silvia FRANCO
Questa incredibile esperienza è stata molto entusiasmante, affascinante, e ci
siamo divertiti molto.
Il panorama è stato mozzafiato. Le gite sono state molto difficili e impegnative ma
all'arrivo della gita eravamo tutti a bocca aperta, era uno spettacolo, tra montagne
e laghi!
La gita più bella è stata quella del Monte paterno, perché si potevano ammirare
meglio e da più vicino le Tre cime di Lavaredo.
Un'altra gita entusiasmante è sicuramente stata quella del Monte Piana.
Cristina e Camilla DURETTO
Irene e Paolo FRANCO

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   Settimana a Versciaco... vista dalle cuoche - 24 Giugno - 3 Luglio 2022


Torno a Versciaco dopo tanti anni...ero venuta nel ? per una settimana di
escursionismo. Allora l'unico pensiero era fare gite e sedersi a tavola ora, con Maria
Rosa sono dall'altra parte della barricata a provvedere pranzo, cena e colazione a
27 bocche affamate. Subito in cucina a prendere dimestichezza con un ambiente
funzionale ma sconosciuto. Con l'aiuto di tutti ci sistemiamo. La struttura è molto
bella, camere ampie, servizi abbondanti, soggiorno allegro e luminoso, cucina
comoda. L'ambiente dolomitico è meraviglioso ma lo possono dire i giovani che
l'hanno "calpestato", noi abbiamo soltanto camminato intorno al lago di Dobbiaco.
Note negative? La lotta quotidiana con miriadi di mosche e le difficoltà infinite
della raccolta differenziata e relativa consegna (in giorni e orari stabiliti) dei rifiuti.
Il bilancio è comunque positivo: è sempre bello avere intorno la gioventù e la
bellezza delle montagne.
Laura REGGIANI e
Maria Rosa CAROSSA

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   Tête de Valpelline - 2-3 Luglio 2022


La gita alla Tête de
Valpelline è stato il
secondo appuntamento in
chiave alpinistica che la
sezione GM di Torino ha
voluto proporre per
l'estate 2022, stagione
purtroppo gravemente
caratterizzata da alte
temperature e
pochissime
perturbazioni, con effetti
a tratti drammatici sui
nostri ghiacciai.
La gita è stata suddivisa su 2 giornate: la prima di puro avvicinamento al rifugio
Aosta in Valpelline e la seconda di ascensione alla Tête de Valpelline e conseguente
discesa fino al parcheggio alla Diga di Place Moulin.
La salita di sabato 2 luglio fino al rifugio Aosta si è svolta senza intoppi e ci ha
permesso di "pregustare" l'eterno itinerario di discesa del giorno dopo. Una volta
arrivati al rifugio, siamo stati accolti da una cena abbondante che ci ha
prontamente rifornito di energie preziose per il giorno seguente.
Domenica 3 luglio siamo partiti di buon'ora dal rifugio diretti verso il Col de la
Division, e da qui finalmente sul ghiacciaio di Tza de Tzan, in condizioni piuttosto
critiche già ai primi di luglio.
Calzati i ramponi e
formate le cordate ci siamo
avviati con cautela lungo
una simil traccia e dopo
aver superato vari crepacci
siamo finalmente giunti
nella parte alta del
ghiacciaio al Colle di
Valpelline, dal quale
piegando a destra si
guadagnava la vetta della
Tete de Valpelline
(3802metri).
Dalla vetta il panorama è mozzafiato e grazie alla bella giornata abbiamo potuto
ammirare Cervino, Dent d'Herens, Weisshorn, Dame Blanche, oltre al Monte Rosa
e altre vette svizzere di più di 4000 metri.
Ridiscesi al rifugio, dopo una breve pausa siamo ripartiti alla volta del parcheggio
di Place Moulin, consci della lunghezza della discesa che ancora ci aspettava.
Dopo circa 4 ore dal rifugio siamo infine giunti alle auto e dopo un caloroso saluto
tutti a casa!
Matteo VALLE

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   Rocciamelone - 10 Luglio 2022


In una bellissima giornata, in un luglio molto denso di attività e impegni con il
Reviglio, ci troviamo in sei, di cui tre esordienti per questa classica salita sulla
cima della montagna simbolo del torinese e
soprattutto per noi della GM di Torino.
Con Maria Teresa e Silvia, dopo il pernottamento al
rifugio del Truc ci avviamo verso le 6.45 lungo il
sentiero dal parcheggio sotto la Riposa per
innalzarci lungo il costone prativo che conduce al
Rifugio Cà d'Asti, dove hanno pernottato Sara,
Giorgia e Renzo che ci attendono per proseguire
verso la vetta. Procediamo con il sole ormai alto ma
ancora non troppo caldo; Silvia, imprendibile dalla
partenza, ci precede e ci attende alla Croce di ferro
(3.300 mt), dove ci concediamo una breve sosta, in
compagnia di un ragazzo con un bellissimo e
maestoso cane lupo cecoslovacco, che
disinvoltamente sale quasi 'trainando' il proprio
padrone lungo il sentiero.
In vetta le foto di rito, il sempre piacevole e
rigenerante thè caldo offerto da Fulgido con i
biscotti e il panorama sublime che questa cima sa
offrire dall'alto dei suoi 3538 metri. Nell'occasione
installiamo nel bivacco Santa Maria un cartello
predisposto da Renzo che richiama alla cura e alla pulizia dello stesso da parte
degli ospiti, sempre numerosi, e che suggerisce anche la possibilità di fare
un'offerta libera tramite Satispay o bonifico.
Le due parole con Fulgido diventano una lunga chiacchierata sulla sua fatica nel
portare avanti l'attività di gestione del rifugio Cà d'Asti, quest'anno complicata
dalla scarsità d'acqua, e purtroppo dal disappunto nel constatare la scarsa cura da
parte degli ospiti delle strutture in vetta. Speriamo il nostro cartello smuova un
pochino le coscienze dei frequentatori verso un uso responsabile degli ambienti, il
mantra di "portare a valle i propri rifiuti" dovrebbe ormai essere entrato nella
comprensione di tutti i frequentatori della montagna.
Stiamo pensando di organizzare qui al Rocciamelone nel luglio 2023 una
manifestazione intersezionale (es. Benedizione degli alpinisti) per il centenario
dell'inaugurazione della Cappella e del bivacco Santa Maria. Non abbiamo
strappato a Fulgido un sì, ma in cuor nostro contiamo ancora sulla sua generosa
presenza per quell'occasione di festa.
Marco VALLE

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   Testa del Rutor - 16-17 Luglio 2022


Il 16 e 17 luglio 2022 si è svolta la gita alla Testa del Rutor, la quale ha visto la
presenza, tra soci e non, di dodici partecipanti.
Presentatasi e rivelatasi come la più semplice tra tutte quelle svolte nel
programma alpinistico estivo della Sezione di Torino, l'ascesa ha comunque
richiesto una buona valutazione degli orari di cammino, per permettere di
permanere sul ghiacciaio il meno possibile e negli orari migliori (vista la tragedia
della Marmolada fresca di pochi giorni e i commenti non ottimali sulle condizioni
del ghiaccio da parte dei rifugisti e alpinisti presenti al Deffeyes).
Partiti dal Deffeyes alle 4 del mattino l'avvicinamento all'attacco del ghiacciaio ha
richiesto un paio d'ore di cammino, durante le quali (grazie al meteo ottimale,
mantenutosi per tutta la giornata) abbiamo ammirato la meraviglia della nascita
del giorno e l'imponenza del ghiacciaio che pian piano prende colore. Il tratto di
ghiacciaio (a salire come a scendere) non ha recato problemi, non presentandosi
ancora danneggiato dal calore del giorno.
Raggiunto il colle del Rutor ci si è alleggeriti di tutto il materiale non necessario
per il raggiungimento della vetta, così da poter per "volare" sulla cresta di roccia
per circa un'ora e raggiungere la madonnina bianca. Lì abbiamo ammirato il
fantastico panorama, unendo le nostre anime in un momento di raccoglimento nel
quale, abbracciati, abbiamo salutato e ringraziato la nostra cara amica montagna.
Con una buona parte dei partecipanti di giovane età, qualcuno alla prima
esperienza alpinistica, qualcuno ad appena la seconda, il ricordo più bello rimarrà
l'entusiasmo con il quale i neofiti hanno abbracciato l'alta montagna e le sono
andati incontro: esistono poche cose belle come un giovane che dimostra una
responsabile fame di montagna.
Umberto LEPORE

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   Settimana di "Pratica Alpinistica" - 24/31 Luglio 2022


La Settimana di Pratica Alpinistica 2022 si è tenuta sulle Dolomiti Bellunesi
(Agordine ed Ampezzane) con base logistica a Laste di Rocca Pietore (1450m circa).
Questa località non è molto famosa, ma si trova in una posizione strategica.
Infatti dalla casa Miramonti, con uno spostamento in auto di circa un'ora o anche
meno, abbiamo potuto raggiungere: il Passo Falzarego (pareti del Piccolo Lagazuoi,
Torri di Falzarego e Col di Bos), le Cinque Torri, il Passo Sella (Torri del Sella), ed
il Passo Giau (Pareti dell'Averau).
Cinque Torri
Ogni giorno, su suggerimento di Stefano ed Alvise ottimi conoscitori della zona, e
sempre con un occhio alle previsioni meteo, ci siamo spostati lungo le valli,
riuscendo a compiere delle belle salite e "scampando" ai temporali.
Il gruppo dei partecipanti era piccolo ed il livello abbastanza uniforme; questo ci ha
consentito di scalare vie di media difficoltà, anche decisamente lunghe (250/350
metri di sviluppo), in sicurezza e con rapidità.
Non c'è voluto molto a prendere confidenza con la verticalità delle pareti
dolomitiche e con la roccia lavorata dall'acqua; l'arrampicata è diventata ben presto
leggera e armoniosa ed ogni salita è stata una soddisfazione, sia per la bellezza
delle pareti che per la compagnia degli amici.
Le vie che abbiamo salito, pur necessitando di posizionare protezioni rapide lungo i
tiri (nuts, friends, ecc.), avevano sempre le soste attrezzate e, molto spesso, i
passaggi più impegnativi erano protetti con chiodi o anelli cementati (per non
parlare delle fantastiche clessidre che si trovano un po' ovunque!).
Al ritorno alla Casa Miramonti ci accoglieva sempre il Sig. Gianni che con premura
e disponibilità ci ha rifocillato e dissetato.
Serate di preparazioni logistiche, chiacchierate, partite a ping-pong e tanta
allegria...
Daniele CARDELLINO

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   Traversata dei Breithorn - 6-7 Agosto 2022


Dopo le belle gite alpinistiche di giugno e luglio (si vedano le relative relazioni), a
Calendario rimaneva la Roccia Nera.
Forse a causa delle concomitanti ferie estive o anche del timore ad andare sui
ghiacciai, fatto sta che, iscritti alla gita, siamo solo quattro: Marta, Matteo,
Umberto ed io.
Sabato 6 agosto Marta ed io partiamo di buon mattino alla volta di Cervinia: visto
la grave situazione in cui si trovano i ghiacciai quest'anno, e poiché sono parecchi
anni che non vengo da queste parti ho deciso di fare un sopralluogo al Colle dei
Breithorn, per vedere di persona.
Prendiamo gli impianti fino a Plateau Rosà e lo scenario che ci si presenta è
terribile!!
A parte le due piste (che vengono quotidianamente lisciate e preparate per alcuni
atleti in allenamento) intorno è tutto di un funereo grigiore.
Lo strato superficiale di neve è inesistente ed il ghiaccio è a nudo, ricoperto di
detriti e disseminato di crepacci....
Per noi, che ricordavamo il candore della Gobba di Rollin e della "meringa" del
Breithorn Occidentale, è un tuffo al cuore; mestamente ci incamminiamo lungo la
bianca strisciolina della pista.
In prossimità del bivio per il Piccolo Cervino, a 3850 m circa, finisce la pista
battuta. Ci leghiamo e proseguiamo fino al Colle dei Breithorn.
Da qui abbiamo una perfetta visuale sulla traccia che scende leggermente lungo il
ghiacciaio di Verra, traversa lungamente per raggiungere il bivacco Rossi-Volante
e sale infine alla Roccia Nera.
Quassù la montagna ha nuovamente il suo candore, ma ci sono molti crepacci
aperti, i pendii più ripidi sono già scoperti e si presentano di ghiaccio vivo.
Rientriamo a Plateau Rosà, dove ci concediamo una breve pausa, per poi
proseguire verso il rifugio Teodulo (3317 m).
Ad attenderci troviamo Matteo ed Umberto che sono già giunti.
Dopo esserci riposati, nell'attesa della cena, facciamo quattro chiacchiere con il
gestore che ci illustra la difficoltà di condurre un rifugio a questa quota.
Poi ci presenta una Guida Svizzera che è appena arrivata dalla traversata Roccia
Nera - Breithorn Occidentale.
La Guida ci spiega che il tratto dal bivacco Rossi-Volante alla vetta è in brutte
condizioni a causa del ghiaccio vivo presente, e così anche il primo tratto della
traversata, fino al Gemello del Breithorn.
A questo punto ricalibriamo il nostro itinerario e decidiamo di non andare alla
Roccia Nera, ma di fare solo la seconda parte della traversata: dal Breithorn
Orientale al Breithorn Occidentale.
Marta però, rileggendo la relazione dell'itinerario e vedendo che si parla
di calate in corda doppia nel vuoto, comincia a preoccuparsi ed alla fine
decide di rinunciare; al mattino scenderà a piedi fino a Plan Maison e poi
ci aspetterà a Cervinia.
Per noi la sveglia è prestissimo, colazione veloce, ed alle 4,00 siamo in cammino...
La nebbia ci avvolge fino a Plateau Rosà ed anche più su; poi, con le prime luci,
sbuchiamo sopra le nubi.
Alle 6,30 circa siamo al Colle dei Breithorn ed iniziamo la breve discesa, tra un
dedalo di crepacci; dopo il percorso prosegue più tranquillo, in leggera salita, fino
alla base del pendio che porta al colle tra il Gemello dei Breithorn ed il Breithorn
Orientale.
Qui la neve è molle e Matteo, che conduce la cordata, sprofonda a volte fino al
ginocchio.
Arrivati alla piccola crepaccia terminale la situazione cambia; il terreno si fa più
ripido e ghiacciato; proseguiamo in conserva, ma mettendo alcune viti da ghiaccio
come protezione, fino alle prime rocce del colle.
Da qui il percorso diventa agevole, su cenge e roccette, ed in breve siamo in vetta al
Breithorn Orientale (4139 m).
Le nebbie, che fin a qui ci hanno accompagnati, si stanno dissolvendo e ci appare,
in tutta la sua estensione, la cresta che dobbiamo percorrere.
Senza perdere tempo attrezziamo le due calate che, da poco sotto la cima, ci
portano nuovamente sulla cresta nevosa.
Percorriamo un tratto in discesa, abbastanza ripido ed esposto, fino alla base della
cresta rocciosa che sale al Breithorn Centrale.
Sono circa 150 metri di dislivello di arrampicata che percorriamo in conserva
protetta, con un buon passo, e verso le 12,40 siamo in cima al Breithorn Centrale
(4160m).
Finalmente possiamo concederci una piccola pausa, che ci consente di ammirare lo
spettacolo di vette e ghiacciai intorno a noi!
Poi decidiamo di non salire anche
il Breithorn Occidentale (che
peraltro tutti e tre avevamo già
fatto), ma scendiamo un ripido
pendio che ci riporta direttamente
al Colle dei Breithorn.
Da qui seguiamo l'ormai nota
traccia che ci riporta a Plateau
Rosà; infine con la funivia
scendiamo fino a Cervinia, dove
Marta ci attende.
Questa salita, varia ed
impegnativa, è stata una bella
conclusione del percorso
alpinistico fatto quest'anno e che
ha visto partecipare un bel gruppo
di giovani.
Speriamo che la passione per la
montagna li abbia un po'
contagiati e di rivederli anche alle
prossime gite.
Daniele CARDELLINO

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   Soggiorno allo Chapy - Luglio/Agosto 2022


Come ormai da prassi consolidata sono stata al Reviglio le due ultime settimane di
apertura con un gruppo di soci un pochino "stagionati" con i quali ho assaporato, a
passi lenti, alcune brevi passeggiate (la più lunga...al lago di Arpy!) e rinvangato
con loro tanti bei ricordi di gite, soggiorni e viaggi del passato. Invece i più giovani:
Stefano Vezzoso, Presidente Centrale, e il nuovo presidente di Genova con la
moglie e il piccolo Martino, di solo due mesi, hanno affrontato percorsi più
impegnativi. Anche quando il maltempo o la stanchezza ci teneva fermi al rifugio
non ci siamo mai annoiati ma abbiamo condiviso gioie e dolori, preghiere e
speranze nella gioia condivisa di una vera amicizia.
Mi pare che gli ospiti siano stati soddisfatti e mi auguro di rivederli tutti il
prossimo anno!!!
Laura Reggiani
"Finalmente una settimana di soggiorno al Reviglio con Corrado e Angioletta.
Troviamo Laura Reggiani come responsabile con Graziella, M. Rosa e Jolanda. Poi
ci sono la mitica Carmen come cuoca e come aiuto cuoca la fantastica Olga
infaticabile pulitrice.
Jolanda è il pagliaccio della compagnia: lei perde tutto poi va in crisi ma quando
trova le cose giubila per la felicità. È un po' svampita e ripete spesso le cose ma ci
fa tanto ridere...
Graziella è la "duchessa", è talmente fotogenica che lo sembra davvero.
Maria Rosa è piccola, e fa il broncio quando le carte che ha in mano (giocando a
Macchiavelli) non quadrano e non riesce a fare una scala o un tris.
Poi c'è Laura...che dire di lei? Lei è la colonna su cui si reggono queste settimane
che ospitano persone "diversamente giovani" (per non dire vecchiette acciaccate.) le
trasporta in giro perle valli, le stimola, le fotografa, mette le foto sul computer con
la musica e i commenti, le porta a comprare, visitare e anche a camminare..."
pagina del diario di Bruna Manero Galetto (Sez. Pinerolo)

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   Trekking delle Dolomiti - 1/5 Settembre 2022


Il trekking estivo è diventato un appuntamento imperdibile, non solo per i
paesaggi bellissimi ed emozionanti, ma anche perché ci si diverte con i vecchi amici
e se ne conoscono di nuovi.
Quest'anno ci ritroviamo in Dolomiti nella prima cinquina di settembre.
Ritrovo con un pizzico di suspense ... un equipaggio è costretto a lasciare l'auto non
al parcheggio di Nova Levante come previsto, ma in officina a Bolzano. Si è così
potuto mettere alla prova il rescue team che forte di una preventiva preparazione
ha brillantemente portato a termine l'operazione di recupero: eccoci tutti a
Campitello di Fassa. È un tardo pomeriggio che da soleggiato sta virando al
piovigginoso, ma anche in questo caso non ci scoraggiamo. Siamo in un fondovalle
magico, non lontano abbiamo il Sassopiatto e il Sassolungo, il gruppo del Sella, la
Marmolada e il gruppo del Catinaccio: il meteo non potrà che essere dalla nostra
parte! In ogni caso per sicurezza decidiamo di rafforzare la magia con un aperitivo
propiziatorio al bar Tirol, a cui fanno seguito un'interessantissima cena Ladina per
alcuni e una più dietetica pizza per altri, per il meritato pernottamento gli
organizzatori hanno scelto l'altrettanto interessante Hotel Garni Aritz.
A proposito del pernottamento, si narra che due partecipanti abbiano usufruito non
di una semplice stanza, bensì di una suite imperiale, non è chiaro se si tratti di
realtà o leggenda, ma si sa, questo è un punto magico e la magia mantiene il suo
fascino se non viene spiegata.
Eccoci qui al primo giorno (il tempo è nuvoloso ma sta volgendo al bello!), tutti
sulla funivia per il Col Rodella e dopo un primo breve tratto tutti insieme, un po'
dopo il rifugio Valentini, le vie si dividono: un gruppo prosegue aggirando il
Sassolungo per la Città dei Sassi, un gruppetto sceglie la via diretta al Rifugio
Sassolungo, mentre un ulteriore gruppetto affronta la Forcella del Sassolungo.
Indipendentemente dal percorso la montagna e le sue pareti sono uno spettacolo
meraviglioso. Nonostante le apparenze il sentiero per la Forcella è molto bello e
abbastanza regolare, la cestovia che accompagna il percorso non disturba più di
tanto e lungo il sentiero troviamo altri escursionisti che affronteranno una via
ferrata anch'essa molto bella. Arrivati al Rifugio Toni Demetz lo spettacolo è
mozzafiato e la discesa successiva che porta verso il rifugio Vicenza è un'emozione
unica tra guglie e pareti verticali. Superato il rifugio il gruppetto si chiede se e
quando incontrerà i soci che hanno scelto il sentiero che aggira il Sassolungo, forti
dell'emozione appena vissuta regna l'ottimismo... e come per incanto i due gruppi
giungono contemporaneamente all'incrocio tra il sentiero della Forcella e il sentiero
che porta al Rifugio Sassopiatto. Siamo tutti increduli, foto di rito per celebrare
l'evento e ripartiamo per la nostra meta della giornata che raggiungiamo nel primo
pomeriggio. Il meteo è favorevole, così per qualcuno c'è ancora tempo per
un'escursione pomeridiana al Sassopiatto, sulla cui cima il panorama è bellissimo,
si può ammirare l'imponenza del gruppo della Marmolada. Il tempo di nutrire una
colonia di corvi con frutta secca e si rientra al rifugio per una serata in allegria.
Il percorso del giorno successivo verso il rifugio Bolzano conta un socio in più, un
bel cagnone di nome Wolfgang ci accompagna per metà dell'escursione, dalla
partenza fino al rifugio Alpe di Tires, dove riusciamo a metterci in contatto con i
padroni per il recupero. Il rifugio è la porta di accesso al parco naturale del Sciliar
Catinaccio, una meraviglia. Il sentiero si snoda a mezzacosta lungo un paesaggio
selvaggio per poi aprirsi sull'altopiano dello Sciliar, che è uno di quei posti dai quali
non vorresti più venire via. In lontananza il rifugio Bolzano, che raggiungiamo
giusto in tempo per consentirci una rapida escursione al vicino monte Petz, prima
che il tempo diventi inclemente (alcuni saliranno anche la mattina successiva per
vedere l'alba). Il dopocena con canti popolari e canzoni di mezzo secolo fa è un
"must", ci divertiamo e riscuotiamo un buon successo anche fra gli ospiti. Viene da
chiedersi se siamo un gruppo di amici escursionisti amanti della montagna o
piuttosto un gruppo di cantanti-coristi-cabarettisti, anche di una certa età
(escludendo le ragazze, che apprezziamo non solo per l'entusiasmo e la simpatia,
ma anche perché ci abbassano significativamente l'età media...). Andremmo avanti
a oltranza, ma la chiusura alle 22 ci impone di ritirarci per una notte di riposo e di
intemperie, come testimonieranno al mattino seguente le chiazze di grandine e
ghiaccio.
La giornata è meravigliosa, ripartiamo dal Bolzano per ritornare sui nostri passi
fino al Rifugio Alpe di Tires, dal quale ci dirigiamo questa volta verso il bellissimo
Passo Molignon con la discesa ardita verso il vallone e la risalita verso il Passo
Principe dove troviamo l'omonimo rifugio. Da qui iniziamo la discesa meno
impegnativa che ci porta sotto alle Torri del Vajolet, lì ci aspetta l'omonimo Rifugio.
Siamo di fronte ad un altro spettacolo: le Torri. Il gruppo femminile è molto
motivato, decide di partire quasi al completo alla volta del rifugio Re Alberto 1° il
pomeriggio stesso. L'escursione viene seguita dal resto del gruppo seduto
comodamente al sole al tavolo del rifugio, in compagnia di birre e patatine.
All'imbrunire il rientro delle girls sarà accolto con la colonna sonora di "Momenti di
gloria". Brave!
Arriva così l'ultimo giorno, i birraioli si muovono prima dell'alba per ripetere
l'escursione delle girls al rifugio Re Alberto 1° e vedere le mitiche Torri del Vajolet
illuminate dalla luce dell'alba: lo spettacolo è garantito sia quando sorge il sole sia
quando tramonta, lo può testimoniare una stacanovista del gruppo che ha percorso
il sentiero sia alla sera sia alla mattina.
Ci avviamo alla volta del passo Coronelle per poi puntare alla tappa finale, il
Rifugio Fronza, che raggiungiamo per pranzo. Il tracciato dal Passo al Rifugio è un
po' più impegnativo, ma si può affrontare con tranquillità perché è attrezzato con
comode scale e con corde fisse in alcuni punti. Si incomincia a respirare aria di
saluti, così ci consoliamo con quello che offre la cucina del rifugio, e c'è chi trova
un'insperata quanto desiderata torta sacher, ormai diventata una sorta di Godot
della pasticceria...
Con la funivia raggiungiamo il parcheggio di Nova Levante e ci salutiamo.
Personalmente l'ho vissuto come uno dei più bei trekking in assoluto, lo spettacolo
emozionante delle montagne e dei paesaggi infiniti, qualche passaggio intrigante
lungo i sentieri e le forcelle, la possibilità di escursioni supplementari una volta
arrivati ai rifugi, i grandi momenti di allegria. Persino la scrittura di questo
capitoletto per il notiziario mi è piaciuta, ho rivisto le tracce percorse sui sentieri e
le belle foto, è un'esperienza che consiglio anche ad altri ...
Ora siamo tutti in attesa del prossimo evento: l'uscita del capolavoro
cinematografico di Gianni, il nostro insuperabile regista & produttore. A presto!
Corrado TRINCHERO

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   Torrentismo al Rio Sessi - 17 Settembre 2022


Dopo tanto tempo di inattività torrentistica
non poteva andare tutto liscio. Partiamo
solo in due per colpa della solita difficoltà di
reperimento mute per chi ne è sprovvisto.
Con Emanuele ci avviamo verso la val
D'Aosta con l'idea di esplorare un canyon a
noi sconosciuto: il Chalamy. Arrivati al
parcheggio cominciamo a fare l'appello
dell'attrezzatura e al primo colpo d'occhio
vedo qualcosa di anomalo. Ho preso la muta
di mia moglie!! Provo in tutti i modi a
farmela entrare ma senza speranza,
oltretutto il mio amico continua a ridere a
crepapelle, il che non aiuta a far calare la
mia arrabbiatura.
Tristemente prendiamo la via del ritorno
(anche se Ema continua a ridere sotto i
baffi), ma siamo determinati a non sprecare
la giornata. Torno a casa a caricare tutto
cosa trovo nell'armadio e ci ritroviamo
all'appuntamento a Caprie, al rio Sessi, in
quanto più vicino e con la possibilità di far
navetta in auto. Saliti al ponte d'ingresso la
scena si ripete.... manca lo zaino di
Emanuele!! Ma siamo solo in due quindi
possiamo farne a meno; lui porterà la sacca
della corda.
Si parte, ci immergiamo nella fredda pozza
cristallina e ritroviamo la gioia infantile di
sguazzare nell'acqua. Oggi siamo persino contenti a sentire i rivoli gelati che si
infilano nella muta.
Incredibile: sappiamo ancora come si fanno i nodi e le manovre!! Non ci ferma più
nessuno!
Tranne una suola dello scarpone che si stacca!! Dopo essersi seccate per l'inutilizzo,
l'improvviso contatto con l'acqua dà il colpo di grazia a tutti e due gli scarponi di
Ema! Diamo fondo a tutti i cordini in fondo allo zaino e riusciamo a creare due
rolate al posto dei piedi!
Le disgrazie sono finite, ma il canyon non ancora, una pozza dopo l'altra seguiamo
la corrente con calate, tuffi e nuotate. È proprio uno sport divertente!
Dario FRANCO

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   Raduno intersezionale estivo Sappada - Forni Avoltri (Ud) - 16/18 Settembre 2022


La meta scelta dagli amici vicentini era veramente distante, la tentazione di
"saltare" il turno si affaccia in me più volte, ma come sempre il sacrificio dello
spostamento viene ampiamente ripagato dalla bellezza dei luoghi visitati e dagli
incontri con i soci delle altre sezioni.
Un'abbondante cena ci accoglie venerdì sera dopo il lungo 'traverso' automobilistico
ovest-est del nord Italia, seguita dalla presentazione delle attività del giorno
seguente.
Come previsto, il sabato mattina il clima è per così dire 'freschetto' (2 gradi
centigradi ... pioggerellina continua e nebbia bassa), ma contando sul previsto
miglioramento nella giornata, ci avviamo comunque verso il monte Peralbla. Un
altro gruppo si dirige al lago di Cordaglia, mentre il drappello più tranquillo
affronta il giro delle borgate di Sappada.
I fortunati gitanti del primo gruppo hanno il privilegio di incrociare la prima neve
della stagione (e ne pesteranno per oltre due ore), per raggiungere il rifugio Calvi e
poi proseguire con l'aggiramento del massiccio del monte Peralba. Cessata la
nevicata, e con la maggior visibilità consentita dalle nubi sollevatesi più in alto, si
raggiunge il rifugio Alle Sorgenti del Piave, finalmente accolti dal sole. Foto di rito,
rifocillamenti assortiti, e poi via alla volta delle auto.
Al rientro nella sterminata struttura EFA Family and Sports di Forni Avoltri
qualcuno si rilassa dormendo, i più arditi si lanciano nella piscina con sauna, un
vero lusso per noi montanari.
Marco VALLE

Rinvigoriti dal meritato riposo, alle 18 ci ritroviamo tutti insieme per la Santa
Messa celebrata dal giovane Don Paolo di Treviso (coordinatore della pastorale
Giovanile). Si prega, tra l'altro, per i giovani che auspichiamo possano crescere
nell'associazione e, trovandoci nel mese di preghiera e iniziative che Papa
Francesco ha dedicato al Tempo del Creato, celebriamo questo tempo con una
preghiera conclusiva e con le gite fatte oggi e che faremo domani.
Dopo cena ci intratteniamo piacevolmente con la Sig.ra Novella, studiosa e
appassionata cultrice della lingua friulana e delle tradizioni carniche che si
dimostra essere molto coinvolgente ed ottima conoscitrice anche delle tradizioni
piemontesi ed occitane che, sorprendentemente nonostante i tanti km che ci
separano, risultano avere tratti in comune.
La mattina di domenica la sveglia suona alle 6. Il tempo è splendido e rosse nuvole
incendiano il cielo.
La temperatura è ancora decisamente bassa; in auto raggiungiamo il Rifugio
Tolazzi dove inizia il nostro percorso.
La strada asfaltata lascia il posto alla sterrata e poi un bel sentiero ci conduce al
Passo di Volaia ancora un po' innevato. Proseguiamo fino all'attacco del sentiero
attrezzato Spinotti.
Il fresco continua ad accompagnarci; rapidamente prendiamo quota fino a pestare
nuovamente la neve. Il kit da ferrata è utile soprattutto nei tratti dove il ghiaccio
rende insicuro il passo.
Una lunga cavalcata ci fa aggirare le pendici del Monte Coglians, sulla cui cima già
si sono addensate le nubi e qualche lieve fiocco giunge anche a noi. Nubi, sole,
caldo, freddo si alternano e ci accompagnano al Rifugio Marinelli. Da qui, per
ripido sentiero, raggiungiamo nuovamente le auto.
Alle 13.30 siamo di ritorno, giusto in tempo per il rinfresco organizzato dagli amici
di Vicenza a cui va il nostro caloroso ringraziamento per la bella organizzazione ed
i suggestivi paesaggi che ci hanno permesso di scoprire, complice anche
l'inaspettata nevicata.
Anche questa volta il Raduno è stato l'occasione per incontrare gli amici delle altre
Sezioni e condividere un pezzo di "strada associativa".
Marta RAINETTO

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SERATE IN SEDE


   Illusofia - 21 Giugno 2022


Lo scorso 21 giugno 2022, oltre ad essere il solstizio d'estate, era anche la giornata
internazionale della Stereoscopia, ovvero della fotografia tridimensionale
(https://stereoscopyday.wordpress.com/).
Ce lo ha ricordato l'amico Federico Bollarino, che ha organizzato nella propria
galleria d'arte Roccavintage di Torino una bella mostra su questo tema, intitolata
ILLUSOFIA, con tanto di immagini d'epoca ed apparecchiature, tra cui lo storico
proiettore appartenuto a Pio Rosso, figura di spicco della GM di Torino degli anni
'50. Con esso anche la collezione di foto 3D scattate nella zona del Monte Bianco,
per l'occasione prestate alla mostra.
Nella serata del 21 giugno la galleria è stata riservata ai soci GM, che hanno
potuto ammirare questa particolare "nicchia" del mondo della fotografia, oggi
tornata in voga grazie alle iniziative del Brian May Archive of Stereoscopy. La
mostra Illusofia è stata inserita tra gli eventi della giornata e rimarrà visitabile su
appuntamento sino a settembre.
Marco Valle

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VITA SEZIONALE


   Lutti


È mancato all'affetto dei suoi cari Sergio MARCHISIO presentato alla Giovane
Montagna dall'amico Fiorenzo Adami nel lontano 1945. Frequentatore delle gite di
alpinismo e scialpinismo fu anche un gran camminatore nelle amate valli di Lanzo.
Grande amico di Padovani ha scritto molti articoli per la nostra Rivista e come
socio CAI ha contribuito a marcare e a tenere in ordine molti sentieri di montagna.
La Giovane Montagna porge condoglianze al fratello e socio Gianni MARCHISIO,
cognato di Maria Rosa Carossa.

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   Appello alle amiche e agli amici soci!


Il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) ha incluso nel censimento dei "Luoghi del
Cuore" il Monte Rocciamelone (3538 m), sulla cui vetta, come saprete, sorge oltre
ad una Cappella anche il Rifugio che la Sezione di Torino ha realizzato nel 1923 ed
ha intitolato a Santa Maria raccogliendo l'invito di Pio XI, il Papa alpinista.
L'iniziativa ha anche ricadute concrete perché sono previsti dei contributi per la
conservazione dei siti più votati.
Esprimendo la preferenza per il Rocciamelone è possibile quindi fare due assieme:
manifestare la vicinanza a questo luogo per noi molto simbolico siccome l'idea di
costituire la Giovane Montagna venne a seguito di una gita al Rocciamelone e
consentire che, approssimandosi i festeggiamenti per il centenario della
inaugurazione del Rifugio, il Rifugio Santa Maria possa usufruire dei contributi
FAI.
Per farlo basta fare un click sul link sotto indicato e seguire le istruzioni.
https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/cerca-unluogo?
search=ROCCIAMELONE

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